Il parere dello Staff è una rubrica pensata per farvi conoscere le opinioni dei tanti componenti della redazione di Guerrestellari.net su diversi argomenti legati alla saga creata da George Lucas. Questa settimana le valutazioni su Maul: Shadow Lord, la nuova serie animata.

Arriva l’Impero
Mattia Campus:
Episodio 5: Inquisition. L’arrivo dell’Impero è gestito con un tempismo perfetto: cinque episodi di attesa, abbastanza da renderlo significativo senza trascinarlo troppo.
Ora abbiamo metà stagione per vedere quanto peggiorerà la situazione. Il Tenente Blake è viscido al punto giusto, in linea con quei piccoli imperiali detestabili che l’animazione sa creare così bene. Maul che resta su Janix per Devon, nonostante Rook gli suggerisca di andarsene, dice tutto sul suo modo di pensare ancora da Sith: lei ha provato a ucciderlo, quindi è perfetta come apprendista.
La dinamica tra Devon e Daki si fa più interessante quando Daki usa le stesse parole di Maul, “facciamo ciò che dobbiamo per sopravvivere.” La serie presenta queste grandi domande filosofiche con una sfumatura notevole: capisco perfettamente perché Devon è stanca di sentirsi debole e perché Maul riesce a raggiungerla.
Voto: 8
Episodio 6: “Night of the Hunted”
Episodio pazzesco. Un inseguimento senza respiro dall’inizio alla fine, con un ritmo che non molla mai la presa. Ogni volta che i nostri eroi si liberano di Marrok, gli imperiali sono subito alle calcagna. Non c’è un secondo di pausa, e ogni sequenza d’azione scorre nella successiva in modo impeccabile.
Marrok funziona finalmente come villain: molto più inquietante di quanto fosse in Ahsoka.
Il momento in cui Blake dice a Two Boots di togliersi gli stivali è perfetto: l’Impero non vuole individualità, e quegli stivali erano sempre stati il simbolo di una vena ribelle nascosta.
Vedere Maul combattere al fianco di Devon è stata pura gioia visiva, coreografia incredibile. E quel misterioso ologramma a cui Marrok si rivolge con “mio signore”… potrebbe essere Vader? Questi due episodi sono forse i migliori della stagione finora.
Voto: 9

Maul prevedibile
Daniele Levi:
L’episodio 5 di Maul conferma una direzione coraggiosa. Nonostante un ritmo volutamente dilatato che richiama la lentezza del terzo capitolo, la puntata brilla per una profondità di scrittura sorprendente che invece al terzo capitolo un pò mancava. L’approccio introspettivo e la cura per i dettagli ricordano da vicino le atmosfere di Andor, portando la serie su un terreno più maturo e meno scontato.
Il vero valore aggiunto resta l’approfondimento su Lawson: un personaggio sempre più intrigante nel mosaico della trama. Ma è il finale a rimescolare le carte: una chiusura totalmente inattesa, l’ultima cosa che mi sarei aspettato.
Per questi motivi, il mio voto è 8. Si tratta senza dubbio dell’episodio più interessante tra i primi cinque: una prova di qualità superiore che riesce a bilanciare perfettamente l’attesa con una conclusione magistrale.
Episodio 6
L’episodio 6 risulta meno originale del quinto, pur restando un capitolo decisamente ben realizzato. Il pregio principale è l’equilibrio: la narrazione è molto dinamica senza mai diventare frenetica. Ho trovato molto convincente il tratteggio del Maestro Jedi e l’evoluzione di Devon, che sta finalmente acquisendo una maggiore profondità.
Mentre l’Inquisitore non riserva sorprese, chi delude leggermente è proprio Maul. Non è una questione di inerzia, ma di prevedibilità: il personaggio appare fin troppo scontato, ancorato ai soliti cliché che lo rendono quasi una macchietta di se stesso. Non è un male assoluto, ma in un contesto che cerca di innovare, la sua figura risulta la meno fresca.
Per queste ragioni, il mio voto è 7,5. Un episodio solido, penalizzato solo da un protagonista che per adesso ancora una volta non riesce a sorprendermi.

Verso una chiusura col botto
Leonardo Affede:
Questa serie continua a dimostrarsi perfettamente calibrata anche con la terza coppia di episodi. La narrazione procede senza strappi, con intelligenza e coerenza, mentre i personaggi acquistano, passo dopo passo, una profondità che molte produzioni live action non hanno mai raggiunto (purtroppo).
Il tutto senza bisogno di stravolgere gli equilibri della galassia: la storia, semplice ma ben costruita, resta focalizzata, solida, e proprio per questo efficace. Non mancano alcuni richiami al filone principale, ma risultano sempre ben integrati e credibili, mai forzati.
Funziona Maul, funzionano ancora di più i personaggi che gli orbitano attorno, capaci in appena sei episodi di costruire una caratterizzazione sorprendentemente ricca e sfaccettata. A questo punto, tutti gli elementi sono al loro posto per accompagnarci verso un climax che promette una chiusura all’altezza.
Voto: 8
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