Il parere dello Staff è una rubrica pensata per farvi conoscere le opinioni dei tanti componenti della redazione di Guerrestellari.net su diversi argomenti legati alla saga creata da George Lucas. Questa settimana le valutazioni su Maul: Shadow Lord, la nuova serie animata.

Non solo Maul
Mattia Campus: Una prima puntata che parte subito con un ritmo incalzante: Mandaloriani, Nightbrothers e immancabili scontri a colpi di blaster, fino al momento clou con lo swoosh della spada a doppia lama di Maul, accompagnato dal tema di Duel of the Fates.
Lo stile grafico richiama quello squadrato di Star Wars: The Clone Wars, ma con una colorazione più gritty, quasi acquerellata, soprattutto nei background. Questo contribuisce a creare un’atmosfera cupa e grezza, perfettamente coerente con una storia che si muove nel sottobosco criminale.
I personaggi non sono ancora pienamente definiti, ma spiccano subito Devon e il suo maestro. E se non avete sentito almeno un nodo alla gola quando quello che un tempo era un potente Jedi si ritrova a chiedere l’elemosina… beh, allora siete delle brutte persone 🤪.
Voto: 7
La seconda puntata rallenta in modo deciso, senza però perdere del tutto slancio. L’azione non manca e probabilmente resterà una costante della serie, ma qui si lascia più spazio alla costruzione. Personalmente, apprezzando i ritmi più lenti, ho trovato questo episodio più interessante.
Si inizia a osservare la graduale seduzione esercitata da Maul su Devon Izara, un rapporto che sembra destinato a diventare il fulcro della stagione. Anche Lawson acquista profondità: emergono le sue sfaccettature, la dimensione privata e le scelte che è disposto a compiere pur di tenere l’Impero lontano dal suo pianeta.
Viene inoltre chiarito meglio il recente passato di Maul, finora poco noto allo spettatore. Sorprende, in positivo, la sopravvivenza del Maestro Jedi dopo due episodi: una scelta che suggerisce la volontà di costruire un triangolo narrativo più complesso tra Maul, Devon e il suo Maestro.
Voto: 7.5

Il Blade Runner dei Sith
Daniele Levi: Il primo episodio di Maul – Shadow Lord convince soprattutto per il coraggio estetico. Ci troviamo proiettati in un’ambientazione che richiama prepotentemente il cinema di Ridley Scott: una Coruscant (o simili) in stile Blade Runner, dove il degrado urbano è mascherato solo dai riflessi dei neon sulla pioggia acida.
Ma il vero valore aggiunto è il feeling narrativo: si respirano finalmente le atmosfere nate con Steve Perry e il suo Sole Nero. La puntata riesce a rievocare quella tensione criminale e quell’intrigo sotterraneo tipico delle storie di Xizor, immergendo Maul in un noir galattico dove il pericolo non viene solo dalle spade laser, ma dai complotti dei sindacati. La messa in scena è magnetica, anche se la trama per ora resta giustamente in superficie.
Voto: 7+ Un inizio promettente e stilisticamente impeccabile. Il voto è un’apertura di credito: l’estetica è da 10, ora attendiamo che gli sviluppi della storia confermino la solidità di questo nuovo, oscuro capitolo.
Il secondo capitolo di Maul – Shadow Lord prosegue con coerenza sul filo conduttore estetico del debutto, ma espande l’orizzonte narrativo. Se l’ambientazione resta ancorata a quel noir visivo mozzafiato, la vera sorpresa è la gestione del personaggio di Lawson. Il suo incedere lento e la sua capacità di leggere l’ambiente introducono atmosfere che ricordano quasi il Maigret di Simenon: un’indagine fatta di sguardi, silenzi e intuizioni nel cuore pulsante della malavita.
L’episodio gestisce in modo promettente diversi sviluppi su binari apparentemente paralleli, alternando la brutalità di Maul alla ricerca metodica di Lawson. La sensazione, però, è che queste linee siano destinate a una convergenza inevitabile, preparando il terreno per uno scontro che è tanto fisico quanto ideologico. Il ritmo rallenta per approfondire il mistero, ma la tensione resta altissima.
Voto: 7.5 Un’evoluzione intrigante che aggiunge una componente investigativa classica al sapore “Sole Nero” della serie. Lawson è la bussola perfetta in questo labirinto di neon e ombre.

Il droide a forma di handpan
Manu Milady: Puntata 1: Partiamo dal presupposto che voglio Spybot, quel droide a forma di handpan con gli occhi diversi, con un grado di bastardaggine che me l’ha fatto piacere a sei secondi dall’inizio puntata! Ma quanto bello è?!?
Ok, accantoniamo il droide… Maul è tornato e l’ha fatto nel modo migliore: con Duel of the Fates. La progressione è: scene di una rapina; droide figo (ok, la smetto); tensione crescente; tentativo di resistenza; entrata in scena magistrale del Sith con colonna sonora e doppia lama rossa; strage.
Solo dopo lo sentiremo parlare la prima volta, dopo che sono stati introdotti i tristi Jedi, quando la storia si sta già delineando. E, fin dalla prima puntata, Maul non è più solo azione (violenta), è anche e soprattutto tattica politica. Molto interessante.
Voto: 8
Puntata 2: Sono andata a sentirmi la voce del doppiatore originale, Sam Witwer, per capire la similitudine con il nostro Edoardo Stoppacciaro. Devo dirlo: mi piacciono molto entrambi. La cadenza è molto controllata, lenta e profonda. Maul viene caratterizzato in modo preciso ed è un personaggio particolare, riconoscibile fra mille. Uno che stai lì e trattieni il respiro pensando: cosa dirà adesso?
La qualità dell’animazione è notevole e il ritmo della puntata tiene bene per tutto il tempo.
E poi c’è Looti Vario, il piccoletto che non sai se ucciderlo o strapazzarlo di coccole. Il pensiero finale è stato: ma devo aspettare una settimana?
Voto 8.

Maul come un thriller noir
Fabrizio Fenner: Il debutto della serie animata Star Wars: Maul – Shadow Lord ha catturato da subito la mia attenzione.
Noto un progressivo miglioramento grafico delle serie animate che si avvicina, sempre di più, alla resa realistica dei videogiochi più blasonati.
Ma è la storia la vera protagonista di questa serie, costruita come un thriller poliziesco con una connotazione profondamente “noir”.
Maul dà inizio alla sua scalata nell’ambiente criminale che, come sappiamo, lo porterà a dominare l’Alba Cremisi. E lo fa con astuzia e strategia, non solo con la violenza selvaggia che lo contraddistingue. E’ un Maul più maturo, più riflessivo…molto più affascinante.
Punto di forza di questa serie appena iniziata è, indubbiamente, la struttura narrativa realizzata allo stato dell’arte. Speriamo che continuino su questa strada… Magari anche nei prodotti futuri destinati al grande schermo.
Voto: 9

Filoni si conferma
Leo Affede: Un inizio di stagione come non se ne vedevano da tempo. La mano di Filoni sulle serie animate di Star Wars resta evidente e, a mio avviso, necessaria, soprattutto quando riesce a dare forma a un progetto che punta chiaramente anche a un pubblico adulto.
I presupposti per una serie animata capace di andare oltre il semplice fan service ci sono tutti, e promettono di esplorare come mai prima d’ora un personaggio dal potenziale indiscusso come Maul.
Se questo è il biglietto da visita della nuova era di Filoni alla guida di Lucasfilm, allora ci sto.
Voto: 9
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