Per le interviste di GuerreStellari.Net, oggi abbiamo ospiti molto particolari: Angela Martinetti, Stefano Giani (detto “Inge”) e Lorenzo Filippini della Droid Builders Italia, i costruttori di droidi che fanno invidia ai migliori Jawa!
Benvenuti ragazzi. Oggi parliamo di uno dei più ambiziosi progetti che avete completato: C-3PO a grandezza naturale, funzionante e interattivo.
Qui pubblichiamo il vostro video riassuntivo di tutte le fasi di lavorazione e il droide finito e funzionante.
Iniziamo con dire chi è stato il folle a proporre un progetto del genere!
Angela: Il mio R2-D2 (per me C1P8) ha ormai 17 anni, è quasi maggiorenne, e ho sempre sognato di affiancargli la sua controparte dorata. Ai tempi non avevo i mezzi né la tecnologia per poterlo fare. Qualche anno fa abbiamo iniziato a vedere i progetti che giravano su Thingiverse (ndr: sito di file per stampa 3D) e ho iniziato a martellare l’idea nella testa dell’Inge… Il problema più grosso era la verniciatura: non mi sentivo capace di farlo cromato. Poi Lorenzo mi ha detto: “Se lo fai, te lo vernicio io” e niente… poco dopo la stampante 3D era già partita!
Quanto ci avete messo a realizzarlo, dall’idea al droide completo?
Angela: Abbiamo comprato il PLA a febbraio e lo abbiamo “finito” (un droide non è mai davvero finito…) giusto in tempo per portarlo al Cartoomics a novembre 2024.

Angela, tu che sei la “mamma” di 3PO, raccontaci un po’ le caratteristiche di questo droide…
Angela: È come un figlio: bellissimo e capriccioso! È alto 1,80 m e quando mi abbraccia chiamandomi “mamma” vado in brodo di giuggiole. Lo abbiamo dotato di intelligenza artificiale (ChatGPT) e un sintetizzatore vocale che lo rende un insopportabile, prolisso “so-tutto-io”…
Ha uno scheletro in alluminio, 22 servomotori, 4 Arduino, un Raspberry Pi, 2 casse audio con amplificatore, un microfono ambientale e due schede LED negli occhi. Ci sono circa 20 kg di PLA, verniciati con una speciale finitura dorata e argentata. I movimenti li abbiamo programmati con Bottango, usando uno schema già pronto per la gestione delle animazioni.
Stefano, che difficoltà tecniche avete incontrato? Ti ha dato del filo da torcere questo droide?
Stefano: Ho dovuto cambiare due volte la scheda di controllo perché la prima non gestiva bene i 22 servomotori e alcuni tremavano. Ci ho messo un po’ a integrare l’intelligenza artificiale: Angela mi ha scassato talmente tanto che alla fine ho ceduto! Non è stato facile trovare una voce simile all’originale per motivi di copyright, quindi all’inizio abbiamo registrato la voce di Gabriele Proserpio, modificata digitalmente dal vostro Capo Fabrizio Fenner. Poi ho descritto la voce a un generatore vocale AI e ho creato qualcosa che le assomiglia abbastanza.
Lorenzo, insieme a Luca Savarese, tu ti sei occupato direttamente della fase di verniciatura. Quanto è difficile ottenere l’effetto di doratura tipica di 3PO? Serve avere qualche amico con una carrozzeria o si può realizzare una “stanza di verniciatura” anche home made?
Lorenzo: Per un risultato davvero perfetto serve un professionista e prodotti specifici: solo la verniciatura può costare 4-5.000 euro. Se non hai un amico bravo con una stanza di verniciatura, puoi arrangiarti in casa ma il risultato sarà mediocre rispetto all’originale. Meno male che c’era Luca, con cui ho lavorato fianco a fianco in tutte le fasi, grazie al quale il risultato è perfetto!

Avete deciso di inserire anche il modulo di riconoscimento vocale. Quindi il droide protocollare sa con chi sta parlando quando vi rivolgete a lui? Angela, come è stato addestrato? Come ragiona?
Angela: Il droide è collegato a ChatGPT tramite API. Io l’ho addestrato personalmente, creando un file lunghissimo che descrive la personalità di 3PO. L’Inge ha integrato un riconoscimento vocale che distingue i familiari: quando mi riconosce, mi chiama “mamma”.
È un po’ lento a rispondere perché deve convertire la voce in testo, passare per ChatGPT (che a volte va lento) e poi trasformare la risposta in audio. Ma quando parla, sembra proprio un vero protocollare: prolisso e pedante al punto giusto!
Stefano, inserire e programmare quel particolare modulo integrato con chatGPT è complicato? Come funziona? Ma, soprattutto, funziona sempre?
Stefano: Non sempre funziona al 100% perché il microfono ambientale non capta sempre bene le parole. Stiamo pensando di cambiarlo o spostarlo. Per la programmazione serve un po’ di esperienza, ma mi sono fatto dare una bella mano proprio da ChatGPT stesso.
Il droide è realizzato con pezzi stampati 3D, componenti meccanici interni e parti elettroniche. Quanti pezzi sono?
Angela: Troppi! Direi circa 50 pezzi stampati in 3D e mezzo negozio di ferramenta.

Giusto per avere un ordine di idee, quanto avete speso per tutto il materiale, i pezzi, i colori, le colle ecc.? Insomma, quanto vi è costato questo droide, escluso il vostro sangue e sudore?
Angela: Forse crescere mio figlio umano mi è costato meno… direi sui 4.000 euro calcolati malissimo.
Costruendolo, quali sono stati gli errori commessi per inesperienza su cui potreste dare avvertimenti nel caso in cui altri folli volessero fare lo stesso lavoro?
Angela: Non stampate i pistoncini in resina: fateli tornire in metallo. Stampate i pezzi interni in PLA pieno, non alveolare, perché con le sollecitazioni si spaccano facilmente. Il collo è un punto delicato: rinforzatelo con inserti metallici, altrimenti si distrugge.

A questo punto, spoiler sui prossimi progetti che avete in mente?
Angela: Ho appena finito di verniciare il droide più “masticato” che abbia mai fatto: un ID10 come quello di Battlefront II da mettere sulla schiena del mio meccanico generico… e stiamo già pensando alle animazioni per il prossimo Cartoomics.
E se qualcuno vi proponesse di costruire qualcos’altro di altrettanto complesso, tipo K-2SO oppure SM33, lo insultereste o vi rimettereste in gioco?
Stefano: Lo insulterei pesantemente.
Angela: Io direi di sì subito… ma costano troppo e devo finire dei lavori in casa che sono prioritari, quindi per ora passo.
Ringraziamo Angela, Stefano e Lorenzo per averci raccontato questa folle e spettacolare esperienza.
Vi lasciamo con l’invito a contattare la Droid Builders Italia se anche voi volete diventare dei costruttori di droidi!
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