Il parere dello Staff è una rubrica pensata per farvi conoscere le opinioni dei tanti componenti della redazione di Guerrestellari.net su diversi argomenti legati alla saga creata da George Lucas. Questa settimana le valutazioni su Maul: Shadow Lord, la nuova serie animata.

Un finale di puntata affrettato
Daniele Levi:
Episodio 7
L’episodio 7 prosegue spedito nell’ottimo solco tracciato finora, consolidando il solido cammino narrativo di Lawson, Daki e Devon.
Ma la vera svolta qui è il ritorno del racconto in grande stile del protagonista: finalmente vediamo un nuovo lato di Maul. Era ora!
Lontano dai soliti cliché e per nulla scontato, emerge finalmente la sua essenza più autentica: quella straordinaria capacità di sopravvivere nonostante tutto, adattandosi e colpendo con astuzia.
Molto interessante anche l’introduzione totalmente inattesa del nuovo Inquisitore (se la memoria non m’inganna l’Undicesimo Fratello già visto in Tales), che aggiunge una ventata di freschezza al lato oscuro.
Dopo la parziale delusione — riferita a Maul — del capitolo precedente, il principale protagonista ritrova slancio e profondità: c’è ancora molto da scavare nella psicologia dell’ex Sith.
Per l’intensità e la capacità di rinnovarsi di questa serie, il mio voto è 8+.
Episodio 8
L’ottavo episodio si rivela indubbiamente affascinante, ma segna un piccolo passo indietro rispetto alla potenza del settimo.
La responsabilità non ricade su Maul, il quale fortunatamente prosegue sulla “nuova linea” introspettiva, quanto piuttosto su un epilogo che appare un pelo troppo affrettato nello svolgimento.
Non mancano però i momenti di altissimo livello qualitativo: nelle scene di fuga sul veicolo abbiamo apprezzato una Devon in versione Verstappen, glaciale e imprendibile, mentre nel finale la sua percezione dell’inganno si fa sempre più sottile e matura.
Molto efficace anche la conferma “in codice” fra Rheena e Lawson sulla trappola, un vero tocco di classe narrativa.
Splendida, inoltre, la gestione della “redenzione” di Two Boots, capace di aggiungere uno spessore emotivo inaspettato.
Nonostante la fretta nel chiudere certi passaggi, la caratura generale resta indiscutibile.
Il mio voto è 8-: un capitolo intrigante che avrebbe però potuto far respirare un po’ di più il finale.

Continuano a piacervi i Jedi?
Manu Milady:
Non posso dividere il commento dei due episodi. Per me sono un tutt’uno e fanno male.
Un Maul intenso e dallo spirito martoriato, che riporta a galla tutta la sua parte disturbata. Il rancore che cova nei confronti di Sidious oscura enormemente il desiderio di distruzione di Kenobi. Se solo quest’ultimo se ne fosse accorto, avrebbe potuto usare il suo mortale nemico per sconfiggere l’Imperatore e salvare la galassia.
Ma vabbè…
I Jedi si dimostrano per quel che sono: apparentemente buoni e giusti ma, in realtà, umanamente fallibili e deviati dagli interessi personali.
Il Maestro Daki, capita l’antifona del progetto di Maul su Devon, propone di allontanarsi dai pericoli con lei con la scusa che “senza di noi l’Impero sarà più magnanimo con Lawson e figlio”.
Eh, niente… chiedetemi ancora perché ho scelto il Lato Oscuro!
Le due puntate alternano scene di inseguimenti da unghie piantate nel palmo delle mani a tragica introspezione del protagonista.
Credo che questa serie stia celebrando Maul in modo indimenticabile. Mi spiace per i detrattori delle serie animate… non sanno cosa si perdono.
Potendo scegliere, avrei lasciato un po’ più di spazio a Spybot, che rimane uno dei miei droidi preferiti nonostante un ottimo 2boots leggermente troppo umanizzato per i miei gusti (ma in questo caso ci sta tutto).
A proposito, Marrok si fa infinocchiare anche da una padawan. Rimane una puzzetta verde.
Voto complessivo: 9

Un Sith dal tubo catodico
Fabrizio Fenner
Episodio 7: Sicuramente più adrenalico dell’8. L’azione è la vera protagonista di questa puntata che ci svela chi era l’interlocutore di Marrok nel finale della sesta. L’undicesimo fratello, nella sua silenziosa e terrificante presenza, rappresenta il lato più oscuro dell’Impero. I due inquisitori riescono a dare del filo da torcere a Maul che non si era mai trovato così in difficoltà come adesso.
Maul, sempre ossessionato dal suo “progetto più grande”, risulta troppo concentrato su Devon. Infatti i mercenari mandaloriani approfittano di questa “distrazione” per abbandonare i propri compagni durante la fuga, pagandone però un caro prezzo.
Nota particolare: Maul che si tira botte sulla gamba danneggiata come si faceva negli anni ’70 con le TV a tubo catodico quando non ricevevano bene il segnale.
I due Jedi sono lineari come sempre, ancora non vedo particolari titubanze in Devon. Il maestro Daki ricalca il prototipo dello Jedi saggio e buono…troppo prevedibile.
Voto: 8+
Episodio 8: Meno azione e più introspezione. Si vede un Maul che rasenta quasi la perdita del senno, ossessionato dal dolore causato da Sidius. Per un attimo ho pensato che rischiasse la pazzia come era stato ritrovato in Clone Wars. In questo episodio si empatizza sicuramente per lo zabrak che ci mostra un’infanzia colma di sofferenze.
Lawson si offre a Two-Boots in cambio della liberazione del figlio, innescando un meccanismo di liberazione del droide dai suoi vincoli di protocollo. Fantastica la capacità degli autori di rendere “umano” un robot che, pur non avendo caratteristiche facciali idonee, riesce ad esprimere sensazioni anche solo col movimento della testa non avendo bulbi oculari mobili.
Per me i Jedi, in questa puntata, non sono pervenuti. Non so, li trovo abbastanza “piatti”. Mi auguro nelle prossime puntate di vedere qualche tipo di emozione intensa in almeno uno dei due…Probabilmente Devon.
Voto: 8-

Davide Veraldi:
L’episodio 7, con l’introduzione del nuovo Inquisitore, innalza sensibilmente il ritmo della serie.
Il duello due contro uno è uno dei momenti più riusciti: nonostante i problemi alla sua gamba meccanica, Maul dimostra ancora una volta la sua forza e la sua determinazione a non arrendersi.
In questo capitolo emerge con chiarezza anche la differenza tra chi gli resta accanto per lealtà e chi invece è pronto a voltargli le spalle perché semplice mercenario. La scena in cui Maul fa crollare l’intera grotta pur di sfuggire alla morte è costruita con grande tensione e lascia lo spettatore per un attimo con il fiato sospeso.
L’episodio 8, invece, colpisce per la sua intensità emotiva.
Mette completamente a nudo Maul, costringendolo a confrontarsi con il giovane che era e con l’adulto che è diventato.
Per la prima volta vediamo un lato del personaggio che né La Minaccia Fantasma né le sue successive apparizioni avevano lasciato intravedere.
La sua sete di vendetta nasce dall’essere stato strappato a una vita normale che rimpiange, separato dagli affetti e forgiato nella sofferenza.
Maul non vuole solo vendicarsi: vuole impedire che qualcun altro subisca il suo stesso destino. Pur avendolo visto in passato preda della follia, qui parla a sé stesso con una lucidità e una sincerità inedite.
Per ora, considero questo l’episodio migliore della serie.
Voto complessivo: 8
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