Durante i Game Awards 2025, Lucasfilm Games e Arcanaut Studios hanno finalmente svelato Star Wars: Fate of the Old Republic, un nuovo videogioco di ruolo single-player ambientato alla fine dell’era della Vecchia Repubblica.
L’annuncio è stato accompagnato da un primo trailer cinematografico e da un’intervista esclusiva pubblicata su StarWars.com, che ha subito acceso l’entusiasmo della community.
Il nuovo RPG di Lucasfilm Games e Arcanaut Studios promette di riportare la Vecchia Repubblica al centro della galassia
Il progetto è diretto da Casey Hudson, nome che per molti fan non ha bisogno di presentazioni: è il game director dell’originale Knights of the Old Republic e della trilogia Mass Effect. Un ritorno che, già da solo, pesa come una promessa importante.
Un nuovo viaggio nella Vecchia Repubblica
Fate of the Old Republic ci metterà nei panni di un utilizzatore della Forza, in una galassia “sull’orlo della rinascita” dopo il crollo della Vecchia Repubblica.
Non si tratta di un sequel diretto di KOTOR, ma di una storia completamente nuova, pensata per esplorare le grandi tematiche di Star Wars: scelta, identità, luce e oscurità.

Secondo quanto dichiarato, il gioco sarà un action RPG narrativo single-player, costruito attorno a decisioni significative, personaggi memorabili e combattimenti intensi, con l’obiettivo di offrire un’esperienza profondamente immersiva.
Casey Hudson e il peso dell’eredità di KOTOR
Durante l’intervista, Hudson ha parlato apertamente del legame tra questo nuovo progetto e Knights of the Old Republic:
“Quando sviluppammo il KOTOR originale, volevamo creare un’esperienza definitiva di Star Wars, un’avventura che contenesse tutto ciò che sognavamo da fan. Oggi, a 25 anni di distanza, le nostre ambizioni sono altrettanto grandi. Fate of the Old Republic rappresenta l’opportunità di esplorare una visione contemporanea di un’esperienza definitiva di Star Wars, usando tecnologia e design moderni, ma mantenendo al centro l’agenzia del giocatore e l’immersione che erano il cuore di KOTOR.”

Parole importanti, che chiariscono un punto fondamentale: questo non vuole essere un’operazione nostalgia, ma una reinterpretazione moderna dello spirito di KOTOR.
Una collaborazione costruita sulla fiducia
Anche Douglas Reilly, VP e GM di Lucasfilm Games, ha sottolineato l’importanza del ritorno di Hudson:
“Questo non è un seguito diretto, ma è un gioco costruito da persone che hanno contribuito a creare quell’eredità. Dopo vent’anni di lavoro sui giochi di Star Wars, so quanto queste storie siano importanti per i fan. Il nostro obiettivo è onorare quella tradizione con un RPG profondo, cinematografico e guidato dalle scelte.”

Reilly ha inoltre ribadito come l’ambientazione nel passato offra una libertà creativa enorme:
“Il passato di Star Wars è una tela aperta. Ci permette di raccontare storie completamente nuove senza doverci incastrare tra eventi già noti di altri media. Ci sono, letteralmente, infinite storie da raccontare.”
Una visione chiara, almeno sulla carta
Hudson ha parlato anche del metodo di lavoro di Arcanaut Studios, fondato proprio quest’anno:
“Il mio obiettivo è sempre stato guidare progetti con una visione creativa chiara e condivisa. Giochi ambiziosi richiedono allineamento, organizzazione e una direzione forte. È una sfida costante, ma è ciò che rende possibile raggiungere aspettative elevate.”

Secondo il director, i pilastri del progetto saranno quelli fondamentali del franchise: narrazione innovativa, personaggi memorabili, gameplay impegnativo e libertà d’azione del giocatore.
Entusiasmo sì, ma con cautela
È impossibile non percepire Fate of the Old Republic come un successore spirituale di KOTOR, e la reazione dei fan lo dimostra. Tuttavia, è altrettanto giusto mantenere un certo equilibrio.
Negli ultimi anni abbiamo visto annunci ambiziosi rimanere sospesi nel vuoto, Star Wars: Eclipse su tutti. Anche Hudson stesso ha ammesso che il gioco è ancora nelle prime fasi di sviluppo, e che molte sfide sono ancora davanti al team.
“Siamo all’inizio del viaggio. Sono grato al supporto dei fan di KOTOR e non vedo l’ora di condividere di più, quando saremo pronti.”

Perché questo annuncio conta davvero
Non solo per il nome coinvolto, ma perché Fate of the Old Republic sembra voler riportare l’RPG narrativo di Star Wars al centro della scena, dopo anni in cui questo genere è rimasto ai margini.
Se le promesse verranno mantenute, potremmo trovarci davanti a uno dei progetti più importanti della prossima generazione videoludica targata Star Wars.
Per ora, la Forza si muove… ma è giusto osservare con entusiasmo e prudenza.
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