
Darth Kysha
Sith Lady
Descrizione:
Pianeta di origine: Naboo
Specie: Da accertarsi
Altezza: 170
Occhi: Cerulei
Capelli: bianchi, striati di azzurro
Età: più di 20 anni
Segni particolari: orecchie a punta
Lingue conosciute: Basic, Sith, Gungan
Carattere: Un tempo Nihal Sky timida, riservata ed altruista, col sogno di diventare Jedi e il desiderio di adempiere il destino tracciatole davanti dal nonno adottivo.
Ora è Darth Kysha e il suo umore è in continuo mutamento, il suo viso non trasmette solitamente nulla se non apatia, ma i continui sbalzi d'umore che si celano sotto di esso sono infiniti.
Adotta un'idea di giusto e sbagliato tutta particolare e decisamente variabile a seconda dell'umore del momento.
E'in parte devota a Lord Thanatos che più incarna la sua descrizione di Sith come essere che trae nutrimento e Forza dalle passioni e dai legami.
Kysha è astuta e manipolatrice, fredda e al contempo estremamente sensibile alle emozioni, non sopporta perdere ed è estremamente vendicativa.
Col passare degli anni e degli eventi ha subito parecchie trasformazioni a livello caratteriale, una volta superato il periodo di confusione tra lato Oscuro e lato chiaro, la sua parte "Sith" è diventata predominante e prepotente, persone che una volta Kysha avrebbe risparmiato ora verrebbero annullate all'istante.
L'unico umano per il quale si permette di mettere da parte il suo essere Sith è Darth Abyss, la base più profonda della sua determinazione, per il quale potrebbe abbandonare ogni morale e ogni regola; l'attaccamento di Kysha per il suo vecchio Maestro è totale e possessivo; tutti i suoi sentimenti positivi si riversano sopra di lui e su null'altro
Cenni storico-biografici
Durante la permanenza a Nar Shaddaa Kysha incontra Shae, una inquisitrice imperiale, che le rivela essere stata sua compagna "di gabbia" ai tempi della Cerchia Ristretta, quando il suo destino sarebbe stato servire l'Impero come inquistrice.
Epsen era tra i favoriti dei Visir grazie alle sue promettenti capacità, mentre Shae pareva non essere adatta a proseguire e veniva perseguitata dagli altri bambini, trovando in Epsen l'unica alleata in quello stabilimento Imperiale.
In seguito alla distruzione della Cerchia Ristretta i sensibili alla Forza, come la piccola Epsen, vennero sottoposti a interventi chirurgici.
Epsen venne portata su Naboo sotto il comando di Megel Berich come Segugio, con lo scopo di stanare i Jedi fuggitivi grazie alla loro predisposizione alla Forza.
Durante la schermaglia le due ragazzine si ritrovano separate dall'Inquisitore e Shae decide di riscrivere la memoria di Epsen, cancellandole ogni ricordo della sua vita passata con l'Impero e soffocando il più possibile la sua predisposizione alla Forza per poi affidarla ad una famiglia di Theed, dandole il nome "Nihal".
I genitori adottivi si dimostrarono da subito materialisti ed intimoriti dal suo aspetto esotico: la madre non era in grado di concepire e il loro più grande desiderio era avere una figlia perfetta da sfoggiare durante le celebrazioni dell'alta società di Naboo, anche nei suoi ricordi artificiali ricordava i genitori come figure fredde e distanti.
La ragazzina iniziò a tormentarsi per il suo aspetto fisico così stravagante quando anche i suoi compagni di scuola iniziarono a prenderla in giro: il desiderio di scoprire le sue orgini le si insinuò dentro e continuò a tormentarla per tutti gli anni a venire.
Vennero uccisi quando Nihal aveva appena compiuto 11 anni: un mercenario diede fuoco alla loro villa per ordine di qualche altra famiglia di spicco di Theed, la bambina non era in casa per mera fortuna e venne affidata ad un Jedi in ritiro, probabilmente scampato all'Inquisizione anni prima.
Malgrado il vecchio non avesse avuto contatti particolarmente amichevoli coi presunti genitori di Nihal, lei lo aveva sempre considerato come un nonno acquisito.
L'ex-Jedi avvertì in lei la latente predisposizione alla Forza e la iniziò alla meditazione e al codice Jedi;ironicamente Nihal crebbe affascinata dai racconti di quel vecchio, che narravano di pace e di Cavalieri pronti a tutto per essa, nel tentativo di rinnovare la sua fiducia negli esservi viventi la giovane Nihal maturò la sua decisione: diventare un Jedi.
L'arrivo a Yavin IV:
Nihal e gli altri aspiranti provenienti da Naboo furono localizzati dai Cavalieri Denna e Artemis Garra, dopo aver sostenuto il primo esame attitudinale sulla nave scuola sbarcarono infine su Yavin IV, sede del nuovo tempio Jedi, dove iniziò il suo addestramento con Luke Skylight, sotto l'ala del Maestro Al-Ben-Sin.
L'idilio nel pianeta rigoglioso e tranquillo non durò a molto, non appena la giovane apprendista ristabilì il contatto con la Forza ed aprì la sua mente ad essa, le visioni del nonno adottivo sofferente iniziarono a tormentarla.
In lei stava crescendo un rigetto per la sterilità e il buonismo dei Jedi, come poteva un'essere pieno di rabbia e sfiducia diventare un Cavaliere degno di questo nome?
Fuga su Korriban: Usando un cargo ribelle Nihal Sky abbandona Yavin IV, il suo fratello di addestramento e quello che ricorda come il suo primo ed innocente amore, Xemnas.
Una volta giunta su Korriban trova delle macabre scritte di sangue sui muri che le fanno capire di aver raggiunto il posto giusto, e che qualcuno la stava effettivamente aspettando.
Nessuno può immaginare la scossa che invase il corpo di Darth Abyss, quando mesi e mesi prima le sue straordinarie doti divinatorie gli dissero che la bambina che sarebbe diventata sua apprendista e compagna era pronta per giungere a lui.
L'addestramento è duro e spinge Nihal ad affrontare molte delle sue paure, Abyss rivela che è stato lui a portare su Korriban vecchio Jedi, dove questo è morto di stenti e di vecchiai, la furia di Nihal è immensa e incolpa i Jedi per non averle detto nulla.
Dopo sette anni Abyss, che Nihal ha imparato ad amare e a compiacere, le dona il nome Darth Kysha e passando la notte con lei suggella il loro destino.
Dopo sette lunghissimi anni l'addestramento giunge al termine e l'amato Abyss le dona il nome di Darth Kysha, insieme a quella che poi scoprirà essere stata una verità palliativa per placare le curiosità sul suo passato: Abyss le rivela di una antica razza scomparsa tempo prima, con cui la famiglia umana di Kysha era venuta probabilmente in contatto.
La neo Sith decide di mettersi finalmente l'animo in pace e di credere ciecamente nelle parole del Maestro, passando poi la notte con lui suggellando così il loro destino insieme, in un'insolita e indistruttibile unione tra Maestro e Apprendista.
Darth Kysha parte alla volta di Kylaan dove si addentra in grotte antiche come il pianeta stesso alla ricerca dei cristalli e di nuovi poteri, quando spunta nuovamente alla luce del sole stringe in mano un cristallo bianco (che utilizzerà solo in seguito) e uno rosso, con il quale formerà la gemella dalla saber donatagli da Abyss.
I potere conquistato nelle grotte di Kylaan le è entrato in corpo a tal punto che scintille scarlatte le invadono le iridi cerulee non appena Kysha si arrabbia o utilizza il lato Oscuro, probabilmente lascito delle trasformazioni subite da parte dell'Impero.
Il primo apprendista e la missione su Danuta: Kysha si è stabilita in una catapecchia al limitare di Minoa, lì conosce il suo primo apprendista Felix che abbandona poi alla mercè di Abyss quando viene ingaggiata per una missione sul pianeta Danuta.
Il suo Maestro e il suo Allievo incontrano un gruppo di cacciatori di tesori in cerca di preziosi artefatti nelle profondità di Kylaan, ma qualcosa in Felix irrita Abyss, che decide di punirlo con la decapitazione.
Kysha intanto sbarca a Danuta, dove deve infiltrarsi in una base imperiale per rubare i piani del dispositivo di controllo droidi e ucciderne lo scienziato creatore.
Durante la fuga dall'edificio, Kysha collabora col Jedi Kyp Astaar e entrambi finiscono in una bettola malfamata della città, il Cavaliere si ricorda di aver conosciuto Kysha ai tempi di Yavin IV e come da manuale cerca di riportarla sulla via del lato Chiaro.
Kysha in quel momento decide di voler essere libera dalle etichette e flirta con Kyp per testare la sua fermezza, ma nulla accade e la mattina dopo i due si salutano in buoni rapporti.
Ritorno a Naboo e secondo apprendista:
Kysha decide di allontanarsi dal suo Maestro e di tornare nella vecchia casa di Naboo, la ragazza sembra aver perso l'orientamento e crede che un ritorno alle origini potrebbe suggerirle il da farsi.
Raklesis, giovane iroso e fin troppo indiscinplinato, giunge nella dimora di Kysha per chiederle di diventare il suo nuovo apprendista.
La ragazza accetta di buon grado di istruirlo nelle vie della Forza, poco dopo anche Abyss giunge alla soglia della piccola fattoria, ma Kysha non lo accoglie con calore.
La giovane con le orecchie a punta gli intima di abbandonare il pianeta e tornare su Korriban, Abyss di tutta risposta le lancia la testa di Felix e le lancia la propria spada laser ai piedi
Abyss: "... ucciderai il tuo vecchio maestro con la sua stessa Saber? Oppure mi ami ancora? Sta a te scegliere."
Kysha:"Preferisco averti mio, piuttosto che morto"
Da quel momento in poi l'unione con Abyss e col Lato Oscuro viene nuovamente suggellata.
Giorni dopo Kysha manda Raklesis nelle grotte sotto la cascata in cerca di cristalli, ma questo non fa più ritorno.
Ritorno a Kylaan
Dopo un periodo di tempo passato insieme ad Abyss a Naboo, i due viaggiano in direzione di Kylaan a causa di una visione del Maestro.
Arrivati ad un tempio, ora rifugio di tossici e anime perse, i due vengono attaccati dai Sithtroopers e da un signore della guerra, vassallo di quello che si fa chiamare Re Dio: Sarrik.
Al principio Tòkrot, signore della Guerra, cerca di convincere i due figli di Thanatos ad unirsi al nuovo impero Sith, ma i due respigono violentemente l'offerta poichè avrebbe significato distruggere il loro legame per unirsi a qualcosa in cui non credono.
Kysha e Abyss non condividono infatti la visione dell'essere Sith proposta dal signore della guerra, durante lo scontro Tòkrot viene posseduto da Sarrik che utilizza una potente illusione per intrappolare i due figli di Thanatos e tentare invano di sconfiggerli.
Grazie al lavoro di squadra e al forte legame che li unisce, i due riescono a terminare il Signore della guerra e fuggire da Kylaan appena in tempo per vederlo esplodere ponendo così fine all'era di Thanatos e dei suoi figli.
I due sith, braccati sia dall'impero che da Sarrik, sono ora fuggitivi nella galassia in cerca di una nuova dimora.
La conquista di Naboo
Sotto le mentite spoglie di Anouk, Kysha riesce a intrufolarsi come aiutante di uno dei consiglieri della Regina Pamilia, marionetta imperiale.
Anouk rivela di essere un ex Jedi e di voler aiutare i consiglieri a liberarsi dal giogo degli imperiali e delle Lacrime.
Una notte, Kysha si intrufola nel palazzo reale con l'intenzione di far ragionare Pamilia ed entrare nelle sue grazie, ma sulla sua strada trova Devil M'Anga, un cavaliere Jedi in missione diplomatica.
I due rapiscono la Regina, scatenando un polverone in tutta Theed, e la portano alla base segreta per farla ragione.
Kysha/Anouk tiene sotto il suo influsso mentale sia il comandante Reyla Howlett sia la Regina e si prepara all'arringa finale nel sottoponte, dove hanno il compito di trovare una soluzione diplomatica alla situazione.
I consiglieri chiedono che i Jedi vengano allontanati, poichè responsabili del rapimento di Pamilia e Kysha in uno scatto di rabbia rivela la sua identità di signora dei Sith.
Durante lo scontro Kysha amputa le mani della regina in un tentativo di salvarla da un suicidio e recuperare la situazione, ormai sfuggita di mano a tutti.
Diversi consiglieri vengono uccisi dalla Sith e lo stesso Devil M'Anga ingaggia una lotta serrata che vede Kysha vincitrice, questa però decide di proporre al Jedi un'alleanza per sconfiggere Sarrik che viene accettata dopo qualche titubanza da parte del Cavaliere.
Quando anche le truppe Imperiali raggiungono il sottoponte Kysha non può far altro che allearsi coi ribelli e col Jedi per abbattere i Terrortroopers, dotati di armature in grado di renderli invisibili.
Quando ormai sembra giunta la fine, l'inquistore Megel Berich si fa avanti chiamandola con un nome che a Kysha non pare del tutto nuovo, "Epsen"
L'imperiale sostiene infatti che Kysha sia un'arma Imperiale, creata apposta per scovare i Jedi e distruggerli; malgrado la donna non ricordi nulla, nel suo intimo percepisce la veridicità di quelle rivelazioni orribili.
Nel tentativo di scoprire di più Kysha tenta di catturare Megel, che arriva a suicidarsi piuttosto che rivelarle l'intera verità. Ferita e provata, la sith sviene vicino al fiume.
Il gruppo viene trasportato nella nuova base ribelle di Naboo, Kysha viene curata ed imprigionata in una cella dove avrà modo di riflettere sulle parole dell'Inquisitore in attesa di un processo che la vede condannata a morte.
Con l'aiuto di un Mandaloriano, Dral Al Dinii, Kysha riesce a fuggire e a tornare per breve tempo a casa del nonno adottivo, dove trova una serie di holodiapositive che combaciano con la versione dell'inquisitore.
Furiosa con Abyss, che le ha mentito per più di 5 anni, Kysha parte alla volta di Arkania dove attende l'arrivo di Devil M'Anga per svariati cicli.
Quando il cavaliere arriva la porta su Kowak, un pianeta verde e quasi abbandonato, dove i due combattono verbalmente, Devil vuole riportare Kysha sulla via del lato chiaro, ma la ragazza ormai ha le sue radici e il suo futuro nella parte oscura della Forza.
Devil decide di non aiutarla a distruggere Sarrik e la abbandona sul pianeta, nella speranza che la solitudine l'aiuti a riflettere, alimentando così l'astio verso i Jedi e la decione della donna di non essere più caritatevole verso il prossimo.
Una serie di eventi poco chiari si sussegue velocemente, Kysha scappa a un deforestatore e si fa portare in una delle poche basi ASU rimaste sul pianeta, in cui viene drogata e tenuta prigioniera.
In seguito viene liberata da un'ente sconosciuto che le racconta di averla salvata da un tranello degli imperiali e le permette di allontanarsi pacificamente, Kysha parte quindi alla volta di Nar Shaddaa in cerca di qualche malavitoso in grado di portarla a Coruscant e indagare sul progetto Epsen.
Nar Shaddaa:
Giunta su Nar Shaddaa la donna inizia la ricerca di malfattori e feccia in grado di portarla a Coruscant, la capitale Imperiale, le sue ricerche non hanno successo, ma la donna viene a conoscenza della presenza di alcuni che si fanno chiamare Mendicasith.
Nel settore rifugiati Kysha incontra Epr'khan, un antico maestro di Kylaan nonchè conoscenza di Abyss, che le promette la verità in cambio delle teste dei jedi, dietro i quali aveva sguinzagliato due dei suoi apprendisti.
Con la collaborazione di un'apprendista di Epr'Khan, Ta’t’verfh , la sith raggiunge il rifugio dell'Allevatore dove spera di ricavare informazioni sulla posizione dei Jedi, dove inizia uno scontro che vedrà la morte di Ta't'verfh.
A causa della presenza dei ysalamiri, Kysha non può utilizzare la Forza e si ritrova in una situazione di stallo circondata da droidi e da un aquar ai comandi dell'allevatore.
Kysha riesce a tentare l'aquar Leran Tarwin, che passa dalla sua parte senza difficoltà, liberandola così dalla fastidiosa situazione di stallo.
Durante il combattimento Leran uccide disgraziatamente l'allevatore, impedendo a Kysha di interrogarlo per carpire ulteriori informazioni.
Poco dopo anche Seras Argon fa il suo ingresso nel covo, Kysha ne avverte la sensibilità alla Forza e sospetta sia una delle apprendiste di Epr'Khan mandate alla ricerca dei jedi e decide di lasciarla andare via incolume dopo aver sbaragliato tutti gli altri avversari.
Seras si rivela anche essere l'ex capo di Leran, che acconsente a portare la Sith nel covo di quest'ultima dove scopre che i Jedi sono stati venduti a qualche Hutt.
In seguito Kysha salva dalla cattura un devaroniano di nome Marbrand, che promette di darle le informazioni che cerca; quando la sith decide di sbarazzarsi velocemente di Leran, l'aquar la respinge dimostrando un'insospettabile sensibilità alla Forza. Kysha decide di prenderlo sotto la sua ala fino alla fine della questione prima di prenderlo come sua apprendista.
Sotto suggerimento di Marbrand i due riescono ad arrivare fino al palazzo di Hudro de Hutt, dove la Sith incontra anche Zake Kitai, catturato dalle guardie del palazzo mentre tentava di rubare una perla di drago Krayt.
Durante una discussione più o meno pacifica la Sith scopre che effettivamente i Jedi sono in possesso di Hudro, ma lui non ha alcuna intenzione di cederli a Kysha.
La donna rivendica il possesso di Zake, poichè qualcosa nella Forza le suggerisce di portarlo con sè, ed il trio torna libero ed incolume nelle strade del settore Corelliano.
Mentre Kysha inizia a pensar di tornare da Epr'khan per estorcergli le informazioni desiderate con la forza, si avvicina al gruppo un damerino che la sith scopre essere un agente Imperiale.
Dopo varie contrattazioni la donna decide di seguirlo tranquillamente, con la speranza di farsi portare direttamente alla fonte delle informazioni, e il trio viene condotto da Dero Totentanz sino alla base Imperiale di Nar shaddaa, situata in quello che pare un magazzino abbandonato.
Kysha e Dero entrano nel magazzino dove la donna può avvertire la già sospettata presenza di truppe imperiali, dopo aver ferito gravemente l'agente Imperiale inizia un nuovo combattimento con i terrortroopers.
La sith sfodera un colpo che stava elaborando dal giorno del combattimento al sottoponte, su Naboo, che unito al tempestivo intervento di Leran, Zake e un paio di speeder imbevuti di carburante uccide i troopers e fa sprofondare il magazzino.
Kysha si ritrova sola in qualche sottolivello crollato quando da un terrordroide viene proiettato l'ologramme di Shae, che le rivela la verità sulle sue origini e le offre un nuovo intervento per restituirle una vita normale.
La sith si ritrova per l'ennesima volta al punto di dover rifiutare l'abbandono del lato Oscuro, e in questo caso l'amicizia di Shae che prima di sparire lancia all'attacco altri terrordroidi.
Dopo esser stata riportata in superficie da Leran e Zake, Kysha non ha tempo di elaborare le informazioni appena ricevute poichè è ora estramamente decisa a ritrovare il suo antico maestro Abyss, verso il quale è ancora furiosa.
Prima di partire Kysha sonda l'umano Zake alla ricerca di una predisposizione alla Forza, che trova ancora latente, e decide di prendere entrambi come apprendisti.
Il trio riparte alla volta di Jilrua, pianeta desertico poco distante, dove Kysha ed Abyss hanno un piccolo rifugio lontano da occhi indiscreti, dove la sith spera di trovare informazioni sull'ubicazione del maestro.
Abilità e Peculiarità
Meditazione (Maestro)
Dominazione Mentale (Maestro)
Fulmine di Forza (Maestro)
Illusione (basso)
Soffocamento (Medio)
Drenaggio di forza (Medio):
Personalità bipolare: l'umore della Sith varia da un'istante all'altro, può passare dalla più totale euforia all'apatia completa, ciò la rende imprevedibile e pericolosa.
Corporatura minuta: pur essendo abbastanza alta, il suo fisico minuto le permette di destreggiarsi con grazia duranti i combattimenti e di poter comunque utilizzare una notevole forza fisica.
Epsen: Malgrado le spiegazioni di Shae, Kysha non ha ancora compreso le differenze effettive tra lei ed un essere umano
Iridi cangianti: Nelle iridi celesti di Kysha appaiono delle scintille rosse ogni volta che essa è arrabbiata o usa il Lato Oscuro.
Forma IV Ataru o dell'Offensiva
Forma X Jar'Kai
Equip: comlink, saber rossa, saber bianca, mantello Jedi




















