Inizia la mia fanfiction: in breve, tutti ricordate l'inizio di "A new hope", quando i due droidi sono su Tatooine, uno vuole andare da una parte uno dall'altra. C3PO decide di andare per conto suo, ma poi entra in varco dimensionale e finisce... sulla Riviera Romagnola a Ferragosto!!
"Meglio andare da questa parte, R2!" disse C3PO. "Da questa parte il sentiero è molto più ripido. Da questa è molto più scosceso." Con i suoi soliti lampi e fischi, R2 confermò la propria intenzione di proseguire lungo il sentiero più ripido.
Questa volta, C3PO decise di non seguire il suo compagno e di andare per conto suo. Proseguì tra le rocce di arenaria e le dune migranti, chilometri e chilometri di onde gialle il cui riverbero si confondeva in lontananza con la luminosità del cielo, tanto che non si distingueva la linea dell’orizzonte. C3PO, ormai al limite delle forze, il termostato vicino al crollo totale per riscaldamento, strisciò in cima a quella che sperava fosse l’ultima duna. Intorno a lui, stalagmiti e speroni di calcio sbiancati dal sole e le ossa di qualche gigantesco animale formavano pietre miliari poco rassicuranti. In cima alla duna, C3PO si guardò intorno speranzoso, ma al posto dell’auspicata oasi verde di umana civiltà vide solo altre dune desolanti identiche a quelle appena superate. Finché, lontano come un miraggio, vide avvicinarsi qualcosa: sembrava un veicolo a due posti.
Il Gianni e il Raul scesero dal sidecar per osservare incuriositi la figura dorata di C3PO.
“Mo’ bene! Ma cosa abbiamo qui, un robot!”, disse il Gianni
“Ma non avrà caldo, con tutta quell’armatura!”, aggiunse il Raoul.
“Sono C3PO, relazioni pubbliche umani-droidi, conosco più di sei milioni di forme di comunicazione…”
“Bene, da questa parte ti faranno comodo per rimorchiare, con tutte le straniere che ci sono. Mi è simpatico sto robottone, bravo!”
Il Gianni gli diede una pacca sulle spalle, C3PO, scosso, lasciò andare tutta la sabbia che gli si era accumulata sull’armatura.
“Oh, scusa, caro. Sei impolverato tutto, ma non hai sete? Vuoi un poco da bere?”
“La ringrazio molto, signore, invero è proprio quello di cui ho molto bisogno ”
“Dai, sali, robottone, che andiamo in spiaggia”
“In spiaggia?”
In men che non si dica, C3PO si ritrovò sul sidecar insieme a loro. Era felice di avere incontrato qualche rappresentante dell’umanità locale, che gli sembravano tra l’altro animati dalle migliori intenzioni. Fu molto stupito di accorgersi, sopra il sidecar ballonzolante tra le dune, che quello che gli sembrava un deserto immenso era in realtà solo il retroterra di una spiaggia immensa, gremita in maniera impressionante di bagnanti. Tutti uguali, tutti con costumi colorati, con stuoie posate sulla sabbia per potersi sedere a terra, scorte di acqua e di cibo. Stavano quasi interamente nudi: i maschi portavano un indumento singolo all’altezza della zona pelvica per distinguersi dalle femmine, che si coprivano anche all’altezza del petto. Molte femmine stavano però ad un pezzo solo: queste ultime erano molto guardate ed ammirate dai maschi ad un pezzo.Tutti parlavano ad alta voce, urlavano, si lanciavano palle colorate o altri oggetti volanti. Uno di questi colpì C3PO, non gli fece alcun male, ma lo spaventò moltissimo. Si trattava di un oggetto di plastica a forma sferica, concavo all’interno, colorato all’esterno da strisce in svariati colori. Un evidente strumento di guerra, che a C3PO ricordò un altro strumento, conosciuto in un’altra delle sue mille avventure: una falce a due lame, che, una volta lanciata, roteava su se stessa vorticosamente per poi ritornare da chi l’aveva lanciata, come un cagnolino al guinzaglio.
Questo invece, altrettanto micidiale, non ritornava indietro: infatti, un cucciolo di uomo dall’aria odiosa corse vicino a C3PO per riprendere possesso della sua arma.
“Ti sei fatto male?”
“No, giovane uomo, solo spaventato un poco…”
“Ma come sei vestito? Non hai caldo?”
Il bambino toccò l’armatura di C3PO, sorridendo felice.
“Ma tu sei un robot! Un robot vero! Mamma, mamma, un robot!”
Una bella donna prosperosa, coperta a due pezzi, ma non troppo, si avvicinò a sua volta. Camminava lentamente, dondolandosi.
“Edoardo, lascia stare il robottone! Scusi, sa, sono bambini… le ha fatto male? Beh, no, vedo che è tutto rivestito bene… posso offrirle qualcosa da bere?”
Il Gianni e il Raul si guardarono di sottecchi, scambiandosi una strizzata d’occhio.
“Va là che ti và bene, robottone! Hai visto che pacchia la Riviera Romagnola? Ciao, bello, ci vediamo dopo, poi ci racconti, eh!” E il Gianni gli diede un’altra delle sue potenti pacche sulla spalla, facendolo sobbalzare.
Pochi minuti dopo, C3P0 si trovava insieme alla signora al chiosco della spiaggia. Aveva trovato finalmente qualcuno che parlava più di lui. Mentre sorseggiava il suo cocktail di benzina diluita in acqua, ghiaccio e frullato di cocco, si rilassò moltissimo: su questo pianeta, tutti parevano ospitali e cordiali.
Anche la femmina umana manifestava cordialità nei suoi confronti, non solo gli aveva pagato il cocktail, in quanto lui era del tutto sprovvisto di denaro locale, ma mentre parlava e parlava, raccontandogli sue storie di matrimoni, suocere, amanti del marito, divorzi, soldi, negozi, figli e così via, spesso lei gli osservava il petto, gli appoggiava la mano sulle gambe, e a volte ce la lasciava, stringendogli il ginocchio. A volte anche, mentre parlava, sgranava gli occhi e si inumidiva le labbra, sfiorandogli il petto col suo, una sensazione molto piacevole. C3PO capì subito che si trattava di segnali di amicizia tipici degli abitanti di questa razza, e li memorizzò per usarli in futuro.
“Va bene, dai, io ho parlato tanto. E tu, dai, dimmi di te. Sei sposato, sei fidanzato?”
C3PO rifletté su questa domanda. Non sapeva cosa rispondere. Era sicuramente capace di provare dei sentimenti di affetto verso qualcuno. Per un momento il ricordo volò a quel bambascione di R2. Chissà dove era in questo momento? In quale dimensione era finito? Se la sarebbe cavata? Ma sì, R2 se la cavava sempre, non c'era da preoccuparsi... era tutto il resto degli abitanti delle galassie che dovevano preoccuparsi quando lo incontravano...
C3PO aveva assistito diversi anni prima, quando le cose sembravano dovessero andare in un modo migliore, al matrimonio segreto su Naboo tra il suo creatore Annakin Skywalker e Padmé Amidala. Aveva quindi visto bene cos'era l'amore tra due umani, e sapeva che era qualcosa di molto bello ma che poteva diventare un guaio per tutti, sopratutto l'amore pazzo e tormentato di Ani e Ami. Ma egli non era mai stato nè fidanzato nè sposato. Non era previsto dalla sua programmazione. Non era qualcosa di cui avesse bisogno o desiderio. Non sapeva quindi che rispondere. Temeva che dicendo la pura verità, visto che la femmina locale dava molta importanza ad ottenere questa informazione, sarebbe stato subito visto come una minaccia, un estraneo.
Nelle abitudini di questo popolo era necessario essere fidanzati o sposati. Se si era già fidanzati, improvvisamente molte altre donne volevano fare sesso o avere relazioni con te. Ancora meglio se si era sposati, si aveva a disposizione un harem di donne. Se invece si era non fidanzati, si restava non fidanzati. Così andavano le cose su quel pianeta.
Con la sua abilità da esperto PierRe, C3PO improvvisò velocemente una furba strategia e rispose così:
"E' una lunga storia, signora..."
La donna sgranò gli occhi.
"Oh, me la racconti, me la racconti, la prego! Sono curiosissima!"
C3PO sospirò e poi cominciò.
"Ho sofferto molto. Sembrava che dovesse essere la storia della mia vita, invece è andata a finire male. Lei mi tradiva con un altro uomo... cioè voglio dire, un altro droide... C6ONC6 si chiamava, falso e bugiardo..."
"Ma la sua amata era un robot anche lei, no? Voglio dire, una robotta?"
"Ehm... sì, era una droide, una droide del tipo STR modello Nz, serie a. Il massimo perfezionamento nel settore. Non si può andare oltre."
"Ah, capisco, ma mi scusi, ricordare queste brutte cose forse la rende triste..."
"Sì, un poco, è vero"
"Senta, ma lei è in viaggio, vero? Non è che vorrebbe fermarsi per la serata da me? Oppure ha già prenotato un albergo?"
"Ehm... no, signora, diciamo che sono arrivato in questa località per puro caso..."
"Caduto dal cielo!"
C3P0 sobbalzò.
"Come fa a saperlo, signora?"
"Ma non si agiti, non si preoccupi, è solo un modo di dire!"
Confuso da troppi avvenimenti e troppe cose nuove accadute in poco tempo, C3PO sembrava di sentire i fischi ed i sibili del suo amico R2. Li aveva sentiti continuamente per così tanto tempo che ormai credeva di averli ancora.
Si voltò di colpo, R2 era alle sue spalle, talmente si agitava che ogni tanto cadeva sulla sabbia e i bagnanti dovevano raccoglierlo e rimetterlo a posto.
"R2! Stai bene, allora!"
C3PO si mise in ginocchio per abbracciare l'amicone, che ricambiò la felicità impazzendo di lucette e sibili.
"Mò non è che il robottone col robottino... niente niente... ", insinuò il Raul, che si trovava insieme al Gianni nuovamente da quelle parti.
"Certo, però, che non si finisce mai di vedere cose nuove", aggiunse il Gianni. "Due robot in spiaggia, e pure un poco fr..."
Il Gianni incrociò lo sguardo di un figuro alto due metri, muscoloso e tatuato, che lo guardava con aria interrogativa, e si interruppe di colpo.
"Andiamo, Gigi", disse poi con una vocina alla Demis Roussous il figuro ad un suo amico che stava accanto a lui.
"Andiamo da un'altra parte, che in questo posto sono più simpatici i robot delle persone!" E i due si allontanarono sculettando.
La bella signora si avvicinò ai due droidi.
"Non mi presenti il tuo amico, caro?", disse mielosa rivolta a C3PO.
Il droide presentò R2 alla signora. R2 rispose con una sequela galante di fischi e suoni.
"Bene, allora l'invito a cena da me è esteso a tutti e due. Penso che ne avrete di cose da raccontarmi!"
Imposterò la continuazione solo se vi interessa, fatemi sapere, grazie per la lettura e sì, si vede, l'ho scritta l'estate scorsa al mare durante la settimana di Ferragosto )