Un nuovo maestro, un nuovo allievodi
Monja "Data"
E Obi-wan si unì alla Forza.
A Dagobah, lontano dal luogo dove era appena successo, Yoda sentì che il suo vecchio amico non c’era più, ormai era parte di qualcosa di più grande e migliore.
“L’ultimo degli Jedi rimasto io sono.”, sospirò il maestro tristemente.
Ripensò ai tempi in cui l’ordine era ancora presente della Galassia, anche se in lenta decadenza. Si rivide giovane padawan, poi cavaliere, poi maestro, poi Capo del Consiglio Jedi, quando ormai non addestrava più i singoli padawan, ma iniziava alla Forza i bambini. Sospirò a quei ricordi, gli mancavano i bambini, con la loro strana saggezza e la loro voglia di apprendere. Erano stati i primi ad essere uccisi e lui non aveva potuto fare nulla. Era lontano quando il tempio fu attaccato, erano lontani quasi tutti gli Jedi e il Tempio era indifeso, ma chi non si sarebbe mai aspettato una cosa del genere? Il futuro era stato nebuloso, lo era sempre stato da quando era comparso Anakin.
Ma chi voleva prendere in giro? Non era stata solo colpa di Anakin, anche se molta parte della responsabilità di quanto era successo era sua, ma erano stati anche loro, lui compreso, ammise con se stesso, a rendere il futuro così incerto: non avevano vigilato, si erano creduti invincibili ed erano diventati arroganti.
Yoda cominciò a meditare, sentiva la Forza fluire in lui, ma soffriva, soffriva per la morte del suo amico, soffriva per tutti gli Jedi che non erano più con lui, anche se poteva ancora sentirli.
“La sofferenza al Lato Oscuro la via è.” si disse e lui conosceva bene il Lato Oscuro. Ne condivideva la presenza ogni giorno perché su quel pianeta era forte, ma non solo per questo. Continuava a ricordare il suo ultimo incontro con l’Imperatore. Quel colloquio era stata l’ultima volta che aveva visto il suo nemico ed era stato allora che aveva compreso l’enorme disastro che si era abbattuto sulla Galassia, sulla Repubblica e sugli Jedi. Sentiva ancora la sua voce e le sue parole.
“Yoda, perché non capisci cosa è successo? Il Lato Oscuro, dopo secoli di oscurità, è tornato alla luce, si è mostrato di nuovo, più forte di prima. E’ questa la vera Forza, Jedi.”
L’Imperatore parlava come se fosse ispirato, ma su quell’ultima parola aveva posto tutto il suo odio e il suo disprezzo per l’Ordine.
“Ragione tu hai. Il Lato Oscuro è la Forza, ma il Lato Luminoso senso le dà.” gli aveva risposto
“Stupido Jedi, “ aveva urlato “Credi di potermi affrontare? Credi di potermi sconfiggere? Credi forse che le tue parole, i tuoi proverbi possano sconfiggermi?Ti sbagli. Io ho il potere ora e sempre. Io ho portato il tuo Jedi a diventare mio allievo.”
Fu in quel momento che Yoda si rese conto del pericolo che lo sovrastava.
“Non esitare Yoda, tu sai, hai già capito quello che voglio da te. Io lo sento.” l’Imperatore non era ancora stato esplicito, ma Yoda aveva intuito quello che voleva.
“Quello che hai detto vero è, ho capito ciò che tu vuoi. Ma anche già sai la mia risposta. Il Lato Oscuro non è per me.”
“Stupido, stolto Jedi… io ti ho offerto la possibilità di vivere, di prosperare e di diventare mio pari e tu la rifiuti.”
“Mentendomi tu stai. Nessuna possibilità di essere come te io avrei, anche potrei essere ucciso. Allora, se morire io debbo, adesso preferisco morire. Seguire i miei Jedi io debbo.”
“Forse hai ragione, anzi hai sicuramente ragione. Però ho deciso di lasciarti andare, di vivere. Tu vuoi morire eroicamente per far dimenticare che tutto questo è accaduto per causa tua… tu vuoi morire perché così pensi di poter espiare la tua colpa… invece vivrai. Vivrai per poterti pentire di essere stato così cieco, vivrai per sentire come la Forza vi ha abbandonato e vivrai per piangere i tuoi allievi morti. Vattene ora, ti lascio vivere perché è così che io ti ucciderò.”
Yoda se n’era andato, aveva lasciato la sala che era appartenuta al Consiglio Jedi camminando lentamente, appoggiandosi al suo bastone. Era sembrato ancora più vecchio della sua età e aveva sentito il nuovo allievo dell’Imperatore chiedere il perché di una tale decisione. La risata che n’era seguita era stata molto eloquente. Il nuovo allievo dell’Imperatore era Anakin Skywalker, allievo di Obi-wan e adesso convertito al Lato Oscuro.
L’Imperatore aveva avuto ragione, dopo essersi ritirato su Dagobah era stato assalito dai rimorsi per non essere riuscito ad impedire quello che era successo, ma la Forza, che era ancora sua alleata , lo aveva aiutato. Il Lato Oscuro non si era impossesato di lui, come invece l’Imperatore sperava.
Erano passati ormai anni e adesso era davvero l’ultimo degli Jedi.
“Non è vero, Yoda.” Disse una voce. Apparve dalla foresta un corpo, che camminava con tranquillità e sembrava si sentisse a suo agio.
“Obi-wan, tu sei?” chiese Yoda, anche se aveva riconosciuto il suo amico nell’aspetto del visitatore.
“Sì, sono io maestro. Ora che mi sono unito alla Forza sono qui per parlare con te.”
“Sentito io ho il tuo ultimo momento di vita. Felice di vederti io sono, molto felice. Passato tanto tempo è dal nostro ultimo incontro. Parlarmi di cosa tu vuoi?”
“Di un nuovo allievo. Non sembrare stupito maestro, sapevi della sua esistenza da molto tempo. Il suo nome è Luke Skywalker, è il figlio di Anakin.”
“Sapevo di lui, potente è la Forza nelle sue vene, ma mai avrei pensato che potesse essere addestrato.”
“Invece l’ho fatto. Ho cercato di insegnare al giovane a comprendere la Forza, ad essere uno Jedi. E’ la nostra sola speranza di poter sconfiggere l’Imperatore ed il suo servo.”
“Questo io so, ma d’accordo non sono. L’ultimo Skywalker addestrato alla Forza ora è nemico nostro. Cosa può impedire a questo di seguire le paterne orme?”
“Crede che il padre sia stato ucciso d Vader.”
“Mentito gli hai, Obi-wan. Perché?”
“L’hai ammesso anche tu maestro: il suo sangue è potente nella Forza. Dovevamo addestrarlo, ma dovevamo anche tutelarci. Lui ha voluto venire con me ed io ho accettato di diventare suo maestro. Ma è incompleto il suo addestramento.”
“Dove arrivare tu vuoi, Obi-wan?”
“Voglio che sia tu a farlo diventare cavaliere, voglio che sia tu a insegnargli a non cedere al Lato Oscuro… Maestro è l’unica cosa che possiamo fare.”
“Pensarci io debbo. Come il tuo maestro prima di te, ora anche tu mi chiedi di accettare uno Skywalker.”
“Riporterà l’equilibrio nella Forza questo Skywalker, potrà sconfiggere l’Imperatore e liberare la Galassia dal Lato Oscuro.”
“Inutilmente ottimista tu sei, Obi-wan. Chi ti assicura che questo Skywalker farà ciò che tu dici?”
“E’ la Forza che me lo dice, maestro. La Forza sta guidando le mie azioni, lo ha sempre fatto.”
“Anche il tuo maestro guidato dalla Forza è stato, ma chi lui ha proposto ora è nostro nemico.”
“Luke è diverso, Maestro. Ha avuto una vita diversa da quella di Anakin, è un ragazzo che dimostra determinazione…”
“Anche Anakin lo era. Obi-wan, cosa succede se il giovane Skywalker passa al lato oscuro dopo l’addestramento?”
“Nulla cambierebbe, Maestro. Tu rimarresti l’ultimo Jedi, e il Lato Oscuro sarebbe nostro padrone. Ricorda però che abbiamo una speranza, e sarebbe da stupidi non sfruttarla.”
“D’accordo, accetto, maestro suo io diventerò. Ma accanto a me dovrai esserci anche tu.”
“Bene Maestro… forse abbiamo una possibilità.”
Qualche tempo dopo questa conversazione una navetta atterrò malamente sul pianeta e da quella navetta comparve l’ultima speranza di sconfiggere l’Imperatore e il Lato Oscuro.