Il Maestro Jinn aveva osservato per tutta la mattinata il suo padawan e anche se non riusciva a spiegarselo, aveva trovato in Obi-Wan qualcosa di diverso; niente di così tanto evidente, anzi, non era mai stato così ligio come quella mattina: quando era arrivato l’aveva già trovato nella sala a meditare ed era ansioso di cominciare gli esercizi con la spada laser. Ormai Qui-Gon doveva ammettere che Obi-Wan era diventato un rispettabile avversario nei duelli che facevano, talvolta lo metteva persino in difficoltà, era migliorato molto nell’ultimo periodo ed era quasi scomparso il ragazzino irriverente, tornato dal pianeta Melida-Daan.
Prima di congedarlo disse: <> Obi-Wan si diede un leggero colpo con il palmo della mano sulla fronte: <> <> <> rispose Obi-Wan cercando di tirar fuori un’espressione dispiaciuta e di circostanza, era in attesa sulla porta e per la prima volta non vedeva l’ora di andarsene <> concluse Qui-Gon avvicinandosi infine alla porta. Quella domanda stupì Obi-Wan alquanto: <> Qui-Gon sorrise, il solito non erano nient’altro che qualche altro esercizio di meditazione e girare nel Tempio. Mentre lo guardava allontanarsi nel lungo corridoio Qui-Gon si sentiva più tranquillo, in fondo pensò, era sempre il solito Obi-Wan o così voleva credere.
Obi-Wan non aveva totalmente mentito al suo Maestro, anzi da un certo punto di vista gli aveva detto la verità; infatti doveva incontrare Siri solo nel tardo pomeriggio o almeno avevano concordato così, quella notte, prima di lasciarsi appena usciti dalla Stanza delle Mille Fontane.
Si fermò poco distante dalla stanza dove il Maestro Yoda stava allenando un gruppo di padawan, doveva essere il Clan dell’Orso, ma non ne era tanto sicuro; di insicurezze, pensò Obi-Wan, in quel frangente, ce ne erano fin troppe e non riguardavano, purtroppo, il Clan dell’Orso. Sentiva ancora la mano di Siri nella sua e doveva ammettere che prima di lasciarla andare, le aveva restituito il bacio con fin troppo fervore, comunque uno strano presentimento gli attanagliava la mente: e se Siri quel pomeriggio non si fosse presentata a quella specie di appuntamento, cosa avrebbe fatto? Non lo sapeva e al momento non voleva neanche pensarci.
Siri era in camera sua, continuava a camminare per la stanza; mancavano ancora due ore prima dell’incontro con Obi-Wan e da più di mezz’ora stava pensando al modo di affrontare la situazione che lei stessa aveva creato quella notte. Il suo primo pensiero era stato quello di non presentarsi affatto, ma arrivati a quel punto Obi-Wan sarebbe venuto a cercarla, ne era certa; la seconda cosa che le era venuta in mente, era quella di trovare una banale scusa per rinviare il tutto, ma poi aveva pensato che sarebbe stato troppo evidente, quindi aveva scartato anche quella. Fece un respiro profondo e si sedette sul letto, lo sapeva, in fondo le uniche cose di cui aveva paura erano due: la prima, quella che la preoccupava di più, era di deludere la sua Maestra e l’Ordine che essa rappresentava, venendo scoperta; la seconda era quella di essere espulsa. Batté i piedi sul pavimento, si alzò di scattò e uscì dalla stanza.
Il sole stava quasi tramontando, Obi-Wan stava attraversando la sala che conduceva all’uscita del Tempio, “mi troverai di fianco all’ultima statua a destra” gli aveva detto Siri. Non sapeva perché avesse deciso di incontrarlo lì e al momento non è che gliene importasse molto, l’importante era che lei ci fosse stata. Sentì una forte stretta allo stomaco, ormai era arrivato di fronte alla scalinata, camminava lentamente passando da statua in statua con i flebili raggi dell’ultimo sole a fargli compagnia. Era poco lontano dall’ultima fila di statue e lì la vide, in contro luce, stava guardando la statua centrale, aveva indosso il mantello con il cappuccio che le ricadeva sulle spalle e le braccia conserte con le mani nascoste nelle larghe maniche del mantello. Obi-Wan si rilassò un momento e avvicinandosi a lei disse scherzosamente:<> Siri distolse lo sguardo dalla statua e lo rivolse a lui, non l’aveva mai vista così seria come in quel momento, poi mise la mano davanti alla bocca e Obi-Wan cominciò a sentirla ridere: <> disse cercando di ricomporsi. Obi-Wan sorrise, ora finalmente si sentiva totalmente rilassato, lei era lì davanti a lui con la divisa che le si intravedeva sotto il mantello, sentì un brivido percorrergli tutto il corpo.
<> disse Siri oltrepassandolo, <> rispose Obi-Wan inseguendola, <> <> mormorò Obi-Wan mettendosi al suo fianco.
Scesero lungo la scalinata in silenzio, riuscire a confondersi tra la vasta popolazione di Coruscant era fin troppo facile e questo era un punto a loro favore, l’importante era allontanarsi dal Tempio il più possibile per non incontrare qualcuno di conosciuto e non destare sospetti.
Siri e Obi-Wan continuavano a camminare in silenzio lanciandosi occhiate di tacito assenso, finché, raggiunta una via poco frequentata, Siri prese la manica del mantello di Obi-Wan e accelerando il passo disse: <> indicando la vetrina. Obi-Wan guardò cosa c’era nella vetrina, notò la scatola e ciò che c’era scritto a fianco <> disse guardandola, <> disse indispettita Siri <> rispose Obi-Wan appoggiandole una mano sulla spalla. Siri lo fissò con uno sguardo dubbioso, il suo viso ora era rilassato e sorridente, sbuffò <> Obi-Wan fece un cenno d’assenso ed entrarono nel negozio.
Il negozio era buio e veramente piccolo, da quanto si poteva vedere ospitava i più svariati articoli provenienti dalla galassia. Dietro il banco, una paffuta signora di mezza età stava pulendo un oggetto. Siri e Obi-Wan si avvicinarono per chiedere informazioni, ma la signora si accorse di loro prima che aprissero bocca: <> <> disse Siri. La signora si grattò il mento per un momento poi si diresse nel retro del negozio, dopo qualche minuto tornò con tre scatole differenti che mise sul banco: <> disse la signora. Siri si avvicinò e guardò attentamente le tre scatole: la prima era come quella che c’era in vetrina, la seconda aveva disegnato un fiore non ancora sbocciato e la terza ritraeva un paesaggio alberato. <> disse ad Obi-Wan indicando la prima scatola. <> chiese la signora. <> rispose Siri ammiccandole.
Obi-Wan fece finta di non ascoltarle, prese la scatola indicata da Siri, premette contemporaneamente i due simboli che c’erano sui lati e la aprì. <> disse la signora sorridendo. <> concluse Siri e uscì con Obi-Wan dal negozio.
<> chiese incuriosita Siri ad Obi-Wan, <> e le porse l’oggetto. Siri prendendo la scatola sfiorò la mano di Obi-Wan, ci pensò un attimo, poi lo abbracciò e lo baciò sulla guancia, quando si allontanò da lui disse: <> <> rispose Obi-Wan imbarazzato, fecero qualche passo, stavano per ritornare nella via principale quando il comlink di Siri suonò. La voce della Maestra Galia che chiedeva dove fosse era un chiaro segno che doveva tornare al Tempio, Siri rispose che sarebbe tornata entro un quarto d’ora. Quando rimise via il comlink sbuffò, guardò Obi-Wan con gli occhi velati di tristezza, vedeva che anche lui era dispiaciuto <> disse, Siri disse no scuotendo la testa e ricominciarono a camminare. Tornati al Tempio si salutarono con un cenno della mano con la promessa che appena avrebbero potuto si sarebbero visti di nuovo.
“Ne è passato di tempo da quella volta e quante cose sono cambiate” pensò Obi-Wan nel buio della stanza; i vestiti dovevano essere ancora lì, per terra. Cercò di spostare il braccio più lentamente possibile, per non disturbare Siri che dormiva di fianco a lui. Si erano visti la sera prima e lei aveva capito subito che c’era qualcosa che non andava, non era mai stato bravo a dire bugie. Era la sua ultima notte al Tempio, quella mattina sarebbe dovuto partire con il suo Maestro per Naboo: il Maestro Yoda dopo essere stato contattato dal Cancelliere Supremo, li aveva chiamati in gran segreto per affidargli una missione. Dovevano trovare un accordo pacifico con la Federazione dei Mercanti che aveva creato un blocco interrompendo la navigazione verso il pianeta Naboo.
Sentiva che c’era qualcosa di oscuro e inspiegabile, non gli erano mai piaciuti i segreti, soprattutto se si trattava di missioni. Sbuffò, appoggiò la testa sulla nuda schiena di Siri e la mano sulla sua spalla. <> sentì Obi-Wan bisbigliare appena <> rispose. Siri sentì la mano di Obi-Wan scendere lentamente dalla spalla al braccio fino ad arrivare a prenderle la mano. Un brivido le percorse la schiena, aveva cominciato a baciarla tra le scapole e stava salendo fino al collo, lei si girò di scatto, lo fissò per un breve attimo, i suoi occhi azzurri la guardavano attentamente per capire perchè avesse fatto quel gesto, sorrise, allungò la mano per accarezzargli il viso poi lo baciò ardentemente accoccolandosi tra le sue braccia.
Quando Obi-Wan si svegliò le luci degli alti palazzi di Coruscant erano quasi tutte spente, doveva mancare poco all’alba. Si alzò dal letto, raccolse silenziosamente i vestiti e li indossò, poi si infilò gli stivali velocemente. Si avvicinò al letto, guardò per l’ultima volta Siri, dormiva ancora, le accarezzò la mano e uscì dalla stanza.
Siri, dopo qualche giorno dalla sua partenza, aveva lasciato a sua volta il Tempio per una missione e ora che stava per rientrare, non sapeva se lui fosse tornato.
Solo quando fece rapporto all’Alto Consiglio seppe la notizia della morte del Maestro Jinn. Quando uscì dalla sala andò subito a cercare Obi-Wan; non ci mise molto, lo trovò in una stanza per gli allenamenti, stava parlando con un giovane padawan dai capelli biondi che non doveva avere più di dieci anni, Siri fece un colpo di tosse per annunciare la sua presenza: <> Obi-Wan sorrise, era da tempo che non la vedeva, finalmente qualcuno con cui poteva parlare liberamente: <> Obi-Wan lo guardò uscire molto velocemente dalla sala. <> chiese Siri incuriosita, Obi-Wan si avvicinò a lei: <> <> disse Siri sorpresa <>, <> rispose Obi-Wan ormai scuro in volto. Siri lo guardò dispiaciuta, che sciocca era andata lì per confortarlo non per girare ulteriormente il coltello nella piaga: <> disse mettendogli una mano sulla spalla. Obi-Wan non rispose subito, poi si voltò verso di lei: <> <> <> Siri fece sì con la testa, Obi-Wan continuò a parlare: <> Siri riusciva a capirlo aveva appena perduto una guida, un amico, un padre e adesso doveva essere a sua volta tutto questo per qualcun altro, era logico …aveva paura di non farcela, era questo che lo preoccupava così tanto.
Obi-Wan incrociò le braccia: <> Siri ritrasse la mano, non l’aveva mai visto così, solitamente era lui l’ottimista tra i due: <> Obi-Wan la guardò per un momento: <> disse cercando di fare un’espressione convincente: <> sfiorandole la manica del mantello <> disse Siri ridacchiando. Obi-Wan non la sentiva ridere da tempo, la sua risata lo aveva sempre messo di buon umore.
Da quel momento il loro rapporto si rafforzò, anche se riuscivano a vedersi sporadicamente. Soprattutto da quando Siri era diventata Maestra Jedi ed aveva deciso di prendere anche lei un padawan. Quando stavano insieme passavano il tempo a fare passeggiate per la città oppure a bere una fumante tazza di tè seduti da qualche parte o di notte, quando rimanevano abbracciati, svegli nel letto, senza dire niente.
In quegli anni Obi-Wan era cambiato, come Siri del resto. Si era fatto crescere i capelli e la barba, ma il suo non era stato solo un cambiamento fisico, da quando era morto il Maestro Jinn era diventato più riflessivo e ponderato, anche se nelle situazioni più importanti tirava sempre fuori la sua parte decisa e risoluta.
Obi-Wan non sapeva ancora che la missione che stava per compiere sarebbe stata l’ultima: prima della Guerra dei Cloni, prima di incontrare di nuovo Talesan Fry o semplicemente prima dell’inizio della fine. Quel giorno, lui e Anakin, ormai diciannovenne, si erano presentati davanti al Maestro Yoda e al Maestro Windu per i dettagli. Questa volta il pianeta era Ansion e la faccenda in questione doveva essere assai delicata in quanto non era stato solo lui ad essere stato chiamato, c’erano anche la Maestra Luminara Onduli con la sua padawan.
Nel momento in cui ebbero finito l’incontro, Obi-Wan disse ad Anakin di aspettarlo all’hangar e che sarebbe arrivato da lì a poco. Voleva andare a salutare Siri, era successo già troppe volte che entrambi scoprivano l’assenza dell’altro da un puntino luminescente su una mappa stellare; questa volta voleva dirglielo di persona. La chiamò con il comlink per sapere dov’era. Si incontrarono nella Grande Sala e Siri lo stava aspettando proprio di fianco alla mappa stellare. Obi-Wan, prima di avvicinarsi, rimase a guardarla un istante: era girata, aveva le mani incrociate dietro alla schiena e i capelli sciolti che le arrivavano alle spalle. Si diresse verso di lei, nella sala non c’era nessuno. Siri si girò di scattò: <> disse << si… e poi volevo ….>>rispose Obi-Wan, ma non riuscì a finire la frase perché Siri lo zittì avvicinandogli la mano alla bocca: <> chiese greve, <> disse lui.
Siri fece un cenno d’assenso, Obi-Wan tentennò un momento, voleva dire qualcos’altro, ma doveva andare, altrimenti Anakin avrebbe sospettato qualcosa. La guardò per un ultimo momento poi si voltò e si diresse verso la missione che lo aspettava.