Dalla cabina di pilotaggio Obi-Wan vedeva sempre di più avvicinarsi il pianeta Coruscant, “ancora una volta sono riuscito a tornare” pensò, poi si rivolse ad una figura incappucciata non distante da lui – Maestro, questa volta è andata meglio di quanto ci potessimo aspettare, non pensate? – Il Maestro Jinn accennò un sorriso e fece un cenno di assenso col capo, il suo padawan aveva ragione, ne avevano passate tante insieme e avevano più di una volta rischiato di morire, per quanto potesse ricordare, questa era una delle rare missioni in cui non c’erano state molte problematiche.
Erano passati più di sei mesi dalla conclusione della missione per il salvataggio del piccolo Talesan Fry, eppure le ultime parole che aveva detto a Obi-Wan prima di scappare piangendo, le bruciavano ancora in gola.
Quel “prometti di dimenticare” non le andava proprio giù, quanto le sarebbe piaciuto in quel momento continuare a fissarlo nei suoi splendidi occhi azzurri, abbracciarlo e sentire il calore del suo corpo, ma era proibito, l’attaccamento era proibito. Nei momenti di solitudine, quando la sua decisione vacillava, il cuore prendeva il sopravvento e voleva andare a cercare Obi-Wan, si ripeteva le frasi che per lei erano il cuore dell’essere una Jedi “Non c’è emozione, c’è pace. Non c’è ignoranza, c’è conoscenza. Non c’è passione, c’è serenità. Non c’è morte, c’è la Forza.”
Comunque non avrebbe mai sacrificato la sua “vita” Jedi per stare con qualcuno e tanto meno avrebbe permesso a qualcuno di farlo. Cambiare le regole era una cosa quasi impossibile, soprattutto con quel Consiglio, sarebbero state solo parole al vento, Obi-Wan riusciva sempre a essere ottimista anche nelle situazioni più improbabili.
Siri stava pensando a questo quando si ritrovò nella Grande sala, in quel luogo era situata l’enorme mappa stellare dove si potevano vedere i Jedi che erano in missione e in quale pianeta fossero destinati. Siri si fermò davanti a questa, cercò qualcosa e poi distolse lo sguardo, fissò per un secondo la moquette azzurro chiaro che ricopriva il pavimento, poi con passo svelto lasciò la sala.
Era tornata da qualche giorno al Tempio e dopo quella missione che era durata quasi un mese, un po’ di riposo ci voleva; la ferita sulla spalla le era sparita con il bacta, ma la cicatrice c’era ancora. “Quei maledetti blaster” disse a bassa voce, toccandosi la tunica nel punto dov’era stata colpita .
Era ormai pomeriggio inoltrato, dopo la mattinata di allenamento con Adi Galia, la sua Maestra e dopo il penoso pasto in mensa, il piatto del giorno era il “vercupti di sgazza boleruueè” a cui non voleva pensare…decise di far visita a Didi e Astri che per altro avevano un bel locale nel quartiere di Coco.
Obi-Wan era appena tornato dalla missione sul pianeta Agamar, lui e il suo Maestro erano stati mandati per garantire la sicurezza di un convegno molto importante, dove si riunivano i sommi esponenti del pianeta. Obi-Wan aveva lasciato il Maestro Jinn che stava andando a fare rapporto al consiglio e con il suo permesso si era diretto al locale di Didi, il DI I’S NEW CAF, lui e sua figlia Astri, erano amici e informatori di Qui-Gon, Obi-Wan li conobbe quando Didi li aveva contattati perché si era messo in grossi guai con un cacciatore di taglie e quello che si pensava in principio, un semplice caso di omonimia, si rivelò solo la punta dell’iceberg di un piano ancora più complesso.
Il locale era situato nel quartiere di Coco, visto da lontano non era tanto appariscente, anzi essendo una struttura bassa era in forte contrasto con gli alti edifici che caratterizzavano Coruscant.
Obi-Wan non vedeva entrambi da tanto tempo e l’idea di fare quattro chiacchiere comodamente seduto, con una tazza fumante di tè che aspettava soltanto di essere bevuto, lo allettava proprio.
Difatti, quando entrò nel locale, sentì i più svariati profumi che i vari piatti dei commensali emanavano, sentì anche un brontolio allo stomaco, ricordando che non aveva mangiato molto. Notò che la clientela del locale era tra le più varie: umani, arconani, Twilek… vide dietro il bancone gli inconfondibili capelli color nero corvino di Astri, raccolti a coda di cavallo e si diresse verso di lei.
Obi-Wan si appoggiò, con le mani giunte, sul bancone, disse – ciao Astri… come stai? - lei appena riconobbe la sua voce si girò e continuando ad asciugare il piatto che aveva in mano rispose – Obi-Wan Kenobi! Caspita come mai da queste parti? - Obi-Wan non fece in tempo a controbattere che Astri si girò verso destra e alzando un po’ la voce disse – papà guarda chi è arrivato – indicandolo. Didi, un uomo abbastanza basso, robusto, sulla cinquantina, si fermò tra i tavoli che stava servendo per sentire cosa stava dicendo la figlia, quando si rese conto di chi stava parlando sorrise e si avvicinò al bancone con il vassoio sotto il braccio dicendo – caspita, che onore oggi, ben due Jedi ci sono venuti a far visita eh Astri? – ammiccando alla figlia, subito dopo diede la mano ad Obi-Wan che gliela strinse.
Allora Obi-Wan – continuò Didi – come stai? E Qui-Gon? - Obi-Wan lo guardò per un attimo perplesso, chi era l’altro Jedi di cui parlava? Non erano molti i Jedi che loro due conoscevano. – Io sto bene … e anche Qui-Gon, siamo appena tornati da una missione… – rispose cortesemente.
Didi appoggiò il vassoio sul bancone e fece cenno ad Obi-Wan di seguirlo, Astri lo guardò e sorrise – ti porta di là che è più tranquillo… io arrivo con qualcosa di caldo da bere, Siri sono quasi venti minuti che aspetta, spero che non pensi che l’abbiamo dimenticata – Didi farfugliò qualcosa che Obi-Wan non capì, sentire quel nome gli aveva fatto chiudere automaticamente le mani a pugno, doveva dimenticare, ma come poteva farlo se di là c’era lei ad attenderlo.
Siri era seduta in uno degli ultimi tavoli, stava guardando fuori dalla finestra del locale, anche se in realtà fuori c’era poco da guardare. La finestra doveva dare su una delle vie laterali, poco frequentata, a quanto poteva vedere solo una persona era passata dal suo arrivo. Era vero… si stava annoiando! Quando era arrivata Didi l’aveva salutata con gran calore e Astri l’aveva persino abbracciata; poi dopo averla fatta accomodare e chiedendole scusa l’avevano lasciata lì, da sola, promettendole che sarebbero arrivati il prima possibile. Si toccò i capelli sistemandosi la treccia che la classificava ancora una padawan. Bevve un altro sorso di tè, il Jeru tè, il suo preferito, poi prese uno degli stuzzichini che Astri le aveva portato, dall’aspetto doveva essere molto gustoso, chissà se il sapore era tale; se lo stava portando alla bocca quando la voce di Didi la destò dai suoi pensieri.
-Siri scusa l’attesa, ma come hai visto c’è sempre da fare, anche a quest’ora … comunque che coincidenza… guarda chi altro ci è venuto a trovare…- disse grattandosi il collo.
Siri fissò sorpresa il ragazzo che c’era dietro Didi, era .. Obi-Wan. Aveva uno sguardo indecifrabile, lontano e una serietà sul volto che non era da lui. Aveva sperato che almeno lui avesse dimenticato, ma si vedeva che stava cercando di controllare le sue emozioni, qualunque esse fossero.
- Obi-Wan – disse Siri cercando di sorridere in modo convincente, - Siri – rispose freddo Obi-Wan.
Didi si rese subito conto della pesante atmosfera che si era creata fra i due e decise che sarebbe stato meglio parlare per primo – allora siediti pure qui Obi-Wan - indicando il posto di fronte a Siri - io vado a vedere a che punto è Astri…. Arrivo subito - , mentre si allontanava dal tavolo pensò che forse non era stata una grande idea quella di lasciarli soli, sarebbe stato via per neanche cinque minuti, in fondo cosa poteva succedere.
- Sai credo che Didi abbia intuito qualcosa, potevi salutarmi con un po’ più di enfasi – disse Siri giocando con la tazza quasi vuota –pensavo fossi in missione…l’ho visto questa mattina sulla mappa – continuò non guardandolo in faccia. Obi-Wan la guardò per un istante; gli stessi capelli biondi che le cadevano sulle spalle, gli occhi azzurro cielo, i lineamenti del viso che per lui erano perfetti, - sono appena tornato …comunque hai ragione per il saluto, solo che non mi aspettavo di incontrarti qui, se ci fossimo rivisti per una missione sarebbe stato più facile credo … - poi indicando gli stuzzichini disse – posso vero? – e ne prese uno, era rettangolare e soffice; mentre lo mangiava appoggiò i gomiti sul tavolo, intrecciò le dita delle mani e ci appoggiò sopra il mento avvicinandosi a lei e fissandola.
Siri si ritrasse istintivamente, tamburellava nervosamente le dita sul tavolo, si sentiva il viso quasi bollente – per favore non guardarmi così … - - così come? – rispose Obi-Wan sorridendo e rimettendosi nella posizione iniziale con un braccio appoggiato sul tavolo e l’altro sulla panca, infine aggiunse – Astri sta arrivando – facendo cenno allo specchio che lei aveva dietro.
Astri con il vassoio in mano si stava avvicinando al tavolo guardandoli attentamente , il padre le aveva detto che c’era qualcosa che non andava tra i due, ma a lei sembrava che fosse tutto a posto, “vede sempre quello che non c’è!” Pensò scuotendo la testa.
- Questo è per te – disse Astri appoggiando una tazza vuota e una teiera fumante di fronte a Obi-Wan, poi si girò verso Siri – Allora tutto bene? – disse sorridendole, - si, vedo che il locale sta andando bene, siete sempre così indaffarati? – rispose Siri ricambiandole il sorriso.
Obi-Wan guardava la scena sorseggiando il suo tè, “almeno questa volta il suo sorriso è sincero” pensò, non era tirato come quello che gli aveva rivolto prima.
- Si siamo sempre molto indaffarati… se non fosse stato per voi non avremmo mai riaperto… mio padre vi sarà sempre grato per quello che avete fatto… ovviamente anche io – disse a voce più bassa.
- Be anche tu ci hai dato una mano se non ricordo male ? – disse Obi-Wan versandosi un’altra tazza di tè.
Siri ancora girata verso Astri guardava Obi-Wan con la coda dell’occhio, il sua sguardo era tornato distante come se fosse assente, con l’arrivo di Astri si sentiva ancora più a disagio, doveva fingere, cosa che non le piaceva affatto, tornò a guardare Astri che stava rispondendo a Obi-Wan – è vero, ma ho dovuto insistere un po’ all’inizio per farmi ascoltare eh?...Ti dovresti fidare di più delle persone -, - forse hai ragione ... ho la tendenza a essere diffidente – disse Obi-Wan abbassando lo sguardo. – non è solo una sua abitudine essere così è … una cosa che accomuna tutti i Jedi credo … è la vita che facciamo … è difficile … - disse Siri titubante e cercando poi con non curanza di prendersi un altro stuzzichino. Obi-Wan che aveva davanti alla bocca la tazza di tè, ormai vuota, sorrise. Quella frase l’aveva salvato in un certo modo, quel lato di Siri gli piaceva parecchio anche se lei non lo tirava fuori molto spesso, come lui del resto, i problemi personali passavano in secondo piano quando dovevi fronteggiare ogni giorno i problemi della galassia, comunque pensava che quella risposta avesse soddisfatto Astri. – Capisco… però tra di voi non vedo così tanta diffidenza no? – disse Astri guardandoli. Siri lanciò un’occhiata ad Obi-Wan sperando che capisse che forse era il momento di togliere il disturbo. –Tra voi Jedi intendo …- concluse Astri, forse il padre aveva ragione, non li aveva mai visti così … tesi, anche se doveva ammettere di non conoscerli molto bene – se non ci fosse fiducia tra di noi non riusciremmo a collaborare al meglio per dare una mano a chi ci chiede aiuto – disse Obi-Wan mordendosi impercettibilmente le labbra.
Astri stava per controbattere, ma sentì la voce del padre che la chiamava dicendole qualcosa sul tavolo 9, Siri prese la palla al balzo e alzandosi disse – è stato un piacere rivedere te e Didi, ma si è fatto tardi devo proprio scappare –. “Ecco scappare è la parola esatta” pensò Obi-Wan – anche per me è stato un piacere … il tè e gli stuzzichini erano squisiti – disse alzandosi anche lui.
Astri sospirò, prese il vassoio che aveva lasciato sul tavolo, sorrise – allora ragazzi spero di rivedervi presto … noi siamo sempre qui – disse e si diresse verso il padre.
Obi-Wan e Siri aspettarono prima di muoversi, sapevano entrambi che varcata la porta del locale le loro strade si sarebbero divise ancora una volta.
Didi era appena tornato dietro il bancone quando vide Siri andare verso l’uscita e sentì la voce di Obi-Wan dire – arrivederci Didi - - ciao … ciao Siri, ah Obi-Wan porta i miei saluti a Qui-Gon – – come fatto – rispose Obi-Wan che ormai era già di fianco a Siri, Didi vide Siri che con la porta aperta lo salutava con la mano e infine li guardò entrambi uscire.
Era tardi, il sole stava tramontando, gli alti grattacieli del pianeta-città disegnavano la loro ombra sulle strade e sui palazzi più bassi, i due giovani padawan rimasero a guardare questo spettacolo per qualche secondo poi Obi-Wan si girò versò Siri e chiese titubante – torniamo al Tempio insieme? – lei ci pensò per un istante; la sua non era una grande richiesta , era una richiesta del tutto innocente poi dovevano andare nello stesso posto, dirgli di sì le avrebbe permesso di stare un po’ di più con lui, ma era proprio questo che aveva cercato di evitare in tutti quei mesi, non doveva cedere e stava cercando di convincersi che se si fossero salutati lì sarebbe stato molto meglio. Obi-Wan conosceva quello sguardo e non voleva sentirsi dire no, un no giusto per quelle circostanze, ma un no che in quel momento lo avrebbe fatto soffrire – lascia stare … è stata una domanda inutile – disse fingendo di mettersi a posto il mantello che indossava, a Siri pizzicavano gli occhi, avrebbe voluto dire che non doveva dimenticare quello che era successo, che l’altra volta lei aveva commesso un errore e che avrebbe voluto stare con lui più di qualsiasi altro cosa, invece disse solo – sai che è la cosa giusta da fare … - e concluse dicendo - addio Obi-Wan -.
Erano uno di fronte all’altro, le persone giravano loro attorno, chi con indifferenza, chi con curiosità, chi infastidito.
Obi-Wan prima di dirle addio le sfiorò la manica del mantello come per prendere una mano immaginaria, pensava che avrebbe ritirato il braccio, cosa che però non fece, infine guardandola negli occhi disse a fior di labbra – addio Siri -.
Siri sentiva che una lacrima le stava solcando il viso, si voltò di scatto, cominciò a camminare il più velocemente possibile, aggirava le persone della folla automaticamente senza distinguere chi fossero, voleva soltanto avere la sicurezza che se si fosse fermata e si fosse voltata non avrebbe più visto Obi-Wan che la guardava.
Obi-Wan era ancora di fronte al locale, l’aveva lasciata andare di nuovo, voleva, anzi doveva rimettere a posto le idee, quel pomeriggio che doveva essere tranquillo e rilassante si era dimostrato pieno di emozioni contrastanti, era nervoso e teso due sensazioni che non provava molto spesso, doveva calmarsi, decise di fare il giro largo per arrivare al Tempio, fece un profondo respiro e cominciò a camminare.