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    Un Padre Sconosciuto - Capitolo VIII parte d

    La Vigilance entrò nell’iperspazio dirigendosi verso il sistema di Boz Pity. Quando vi arrivò lo trovò inspiegabilmente in pace.

    “Maestro sarebbe il caso di aspettare l’arrivo del resto della flotta non ti pare?”

    “Da quando in qua vuoi attendere l’arrivo degli altri? E poi come vedi non c’è nessuno”

    “Forse per evitare che tu ti metta nei guai?”

    “Spiritoso!In ogni caso la Vigilance è la più grande nave da guerra della Repubblica e può benissimo controbattere al fuoco di mille navi separatiste”

    “Non è questo il punto: non ti sembra strano che ci chiamino per venire qui e poi non c’è nessuno?”

    “Certo che mi sembra strano e so io chi c’è dietro..”

    “Ancora?”

    “In ogni caso non siamo soli, guarda la: il senatore Organa e la sua Tantive ci faranno compagnia.”

    “La Tantive non è una nave da guerra.”

    “Meglio così, almeno potremmo atterrare sul pianeta principale senza problemi”

    “Vorresti atterrare con la Tantive? E poi perché atterrare? Ah ho capito non me lo dire: vuoi andare a cercare la tua amica Ventress. Ma davvero vuoi lasciare la Vigilance in balia delle navi separatiste?”

    “Il suo equipaggio ha sopportato ogni tipo di battaglia e poi tra poco arriverà il maestro Windu e il resto della flotta repubblicana. La Vigilance se la caverà da sola, noi abbiamo una missione da compiere, trovare quella donna.”

    “Ma ti ascolti quando parli?” replicò il giovane sconsolato ed incredulo.

    “Niente storie, chiama il senatore Organa e digli di avvicinarsi”

    “Tu sei fuori di testa altroché” ma queste parole Anakin preferì solo pensarle e decise di ubbidire all’ordine per quanto insensato fosse: non poteva e non voleva lasciare solo il suo maestro in un momento del genere.

    “Senatore Organa, per favore si avvicini la Tantive alla Vigilance, io e il generale Kenobi vorremmo atterrare in incognito sul pianeta principale del sistema, usando la vostra nave: dobbiamo cercare una spia.”

    “D’accordo comandante Skywalker, arriviamo”

    Il giovane jedi si girò verso il maestro.

    “Sei sicuro che ci faranno atterrare con la Tantive?”

    “Lo hai detto tu stesso non è una nave da guerra: sicuramente passerà il controllo. E poi il sistema di Boz Pity è a favore della Repubblica e la sua gente sarà ben lieta di ospitare la nave di un senatore lealista.”

    “Speriamo.. ”

    Pochi minuti dopo i due giovani jedi salirono sulla nave senatoriale di Alderaan lasciando la Vigilance e il suo equipaggio a sorvegliare la zona, che si faceva sempre più sinistramente deserta.

    “Tutto questo puzza di trappola lontano un parsec”

    “Infatti: la stiamo facendo scattare”

    Anakin sorrise stancamente alla battuta : il nervosismo del suo maestro iniziava a contagiarlo.

    “Generale Kenobi, Comandante Skywalker” li saluto Bail.

    “Senatore Organa, cosa vi ha portato in questo sistema?” rispose Obiwan

    “Dooku mi aveva proposto un accordo per mettere fine alle ostilità, non ci avevo creduto, ma poi si era presentato su Alderaan, il vicerè Nute Gunray come suo ambasciatore...”

    “Tutto questo non ha senso: i nostri informatori ci hanno detto invece che i separatisti stavano mettendo sotto assedia il sistema.”

    “Come possiamo vedere qui non ci sono né Dooku né le sue navi” intervenne Anakin.

    Sia il senatore che il generale assentirono

    “Cerchiamo di atterrare in fretta.”

    “Non credo sia un problema, il pianeta risulta scarsamente vigilato e quando mi sono messo in contatto prima per chiedergli di atterrare, mi hanno detto che sono il benvenuto”

    I due jedi lo fissarono emblematicamente senza dire una parola.

    “Quella sith è più furba di quello che pensavo” mormorò Leia osservando la scena dal futuro. Gli altri spiriti annuirono.

    La Tantive cominciò ad atterrare sul misterioso pianeta che era lugubre e spettrale quanto un cimitero: non c’era infatti nessuna stella ad illuminarlo o dargli calore e le  poche case, che si vedevano, parevano disabitate. Tutto era buio. Tutto sapeva di morte.

    Sia il senatore Organa che il giovane Skywalker non poterono reprimere un moto di terrore osservando tutto questo: il generale Kenobi, invece, pareva immune da ogni paura. La sua mente era occupata da un solo ossessivo pensiero : Asaj Ventress!

    In un silenzio carico di morte i tre scesero dalla nave e si addentrarono verso le case, sperando di trovarvi qualcuno:  niente non pareva esserci anima viva.

    “Senatore Organa, ma chi le ha risposto da qui?” gli domandò Anakin, cercando con il dialogo di non pensare alla paura, mentre Obiwan continuava a guardarsi in giro, convinto che da un momento all’altro sbucasse fuori la sua ossessione.

    “Onestamente non ricordo il nome, so di per certo che mi ha detto di essere il governatore..”

    “Il governatore?”

    “Si”

    “E cosa dovrebbe governare le tombe?”

    “Non fare lo spiritoso Anakin: è ovvio che qui c’è qualcuno sicuramente” intervenne il generale Kenobi.

    “E dove? Lo vedi anche tu maestro..”

    “Il comandante Skywalker ha ragione, qui non c’è nessuno, forse conviene tornare indietro”

    “Ma senatore se qualcuno ci ha spinti qui deve esserci un motivo..”

    “Questo è vero generale ma stare qui non ci aiuterà, torniamo alla nave: non saremmo mai dovuti scendere”

    Obiwan si arrese e i tre tornarono alla nave, ma quando vi salirono l’equipaggio era sparito.

    “Fantastico non c’è nessuno sul pianeta e ora non c’è nessuno anche qui..”sbottò Anakin nervosissimo.

    Bail non riuscì a dire mezza parola: era ormai in preda al terrore, mentre gli occhi di Obiwan era vitrei dalla rabbia.

    “E’ lei, è stata lei..” sibilò furioso il giovane maestro.

    “Ah per favore non cominciare, a me non interessa chi sia stato, l’importante è andarcene da qui, possibilmente con l’equipaggio.”

    Il generale Kenobi fece per replicare ma degli strani rumori lo indussero al silenzio.

    “Se è di nuovo il tuo amico Durge, gli dò fuoco, giuro.”

    “Durge? E chi sarebbe?” si informò il senatore di Alderaan

    “Oh niente un nostro caro amico che viene a trovarci nei posti più impensati, tornando spesso dall’aldilà..” rispose Obiwan per tutti e due

    “Eh? ” fece sbigottito Organa.

    “Niente, niente, in ogni caso, se è di nuovo lui, ce ne andiamo anche se non..”

    Altri rumori ancora più forti lo interruppero.

    “Che bell’idea venirmi a trovare qui generale Kenobi, comandante Skywalker e lei deve essere il senatore Organa, molto piacere: sono io che vi ho parlato prima sen..”

    “Ventress!!!” sibilò Obiwan avventandosi sulla donna come una belva impazzita. Ma subito si ritrovò contro una parete della nave: la sith lo aveva investito con una scarica di fulmini. Per sua fortuna Anakin azionò la spada laser e ne deviò alcuni, spingendola fuori.

    “Maledetta strega, dovevo assicurarmi di averti mandato all’inferno” gli urlò il ragazzo, azionando la chiusura del portellone: non era il caso di affrontarla da solo, soprattutto in quel momento che il suo amico poteva essere ferito. Bail era subito accorso verso il giovane maestro  tirandolo su.

    “State bene generale?”

    L’uomo assentì e poi rivolgendosi al suo allievo.

    “Apri quella porta, voglio chiudere i conti con lei una volta per tutte.”

    “Non adesso, ora ci serve un piano per affrontarla insieme!”

    “Anakin..”

    “Maestro è inutile, andiamo al centro di comando e vediamo di metterci in contatto con la Vigilance: non è sola quella sith, è ovvio che con lei ci sono delle truppe separatiste: chi se no avrebbe rapito l’equipaggio? Forse stanno anche attaccando la nostra nave.”

    Il giovane maestro sembrò ritrovare la ragione e annuì con un cenno del capo. Il ragazzo si avvicinò e gli chiese in tono apprensivo.

    “Stai bene davvero?”

    Obiwan sorrise intenerito

    “Si sto bene, grazie”

    “ Di solito è compito mio avventarmi sui sith e finire scagliato contro le pareti a causa dei fulmini”

    “Beh lo sai che ci invertiamo spesso no?”

    “Giusto” e scoppiarono a ridere, ritrovando la consueta complicità.

    Leia sorrise dolcemente nel vedere il padre così pieno di gioia di vita, così tenero, così appassionato, così diverso da Vader, dall’uomo freddo e spietato che sarebbe poi diventato: era così simile a lei stessa. Aveva la sua stessa forza, la stessa passione, la stessa tenerezza, la stessa voglia di vivere in ogni cosa che faceva. E questa somiglianza, che un tempo aveva così ostinatamente rifiutato, ora la rendeva colma di gioia: era fiera di essere sua figlia. Osservò Luke per un istante e notò che lui, invece, era così simile a Padmè: la stessa dolcezza, lo stesso modo di vedere il mondo e le persone,

    pieno d’amore come loro due. Senza dire una parola gli prese la mano e la strinse a se, pensando “Ti voglio bene dolce fratello mio”, Luke non riuscì a dire nulla, limitandosi a guardarla negli occhi commosso.

     

    FINE CAPITOLO 8 

     

     

    *Tratto dall’inizio del film VENTO DI PASSIONI.

     

    ** Tratto dal libro LA VENDETTA DEI SITH.

     

    Aggiunto: March 8th 2008
    Autore: Amidala79

    Letture: 419
    Lingua: italian

      

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    Un Padre Sconosciuto - Capitolo VIII parte d
    Postato da extraclone il 2008-04-25 17:05:17
    Mio Voto:


    Veramente bello,anche se gli ultmi capitoli sono noiosi,l''ultimo mi ha stupito!
    Continua così Amidala 79!!!