La scena era cambiata : al posto del sole e delle nuvole, un manto stellato ricopriva il cielo blu turchino. Un lieve brezza primaverile faceva muovere i cipressi e le querce del piccolo parco della villa, rendendo l’acqua del lago lievemente increspata. Anakin e Padmè stavano facendo l’amore li, in mezzo all’erba, sdraiati sopra una leggera coperta di seta scura.
“Sai Padmè..io..” bisbigliò il giovane jedi al termine dell’amplesso, mentre stringeva la moglie tra le braccia.
“Dimmi amore..”
“Spero tu non ti arrabbierai ma, vedi, non mi sono mai sentito così unito a te come stanotte.”
“Perché dovrei arrabbiarmi?”
“Perché ti sto dicendo che..”
“Che le altre volte in cui abbiamo fatto l’amore non era così?”
“No, no, non intendevo quello”
“Stupido..” fece tirandogli un pizzicotto sul torace
“Ahia: sei proprio violenta senatrice! E anche un po’ permalosa!”
“Non è vero! Sei tu jedi che sei un incontentabile e uno sbruffone !” replicò fintamente indispettita la ragazza.
Il ragazzo, invece di rispondere, inaspettatamente la baciò sulle labbra con tenerezza.
“Non vale: tu trovi sempre il modo di farti perdonare” sbuffò divertita Padmè. Lei ed Anakin scoppiarono a ridere simultaneamente, arrivando fino alle lacrime.
Qualche ora dopo il giovane Skywalker dormiva, felice di quella notte così magica e speciale. La bella senatrice lo osservò per qualche minuto rapita: era sicuramente il più bel giovane che avesse mai visto. Una bellezza strana, resa più insolita dalle sfumature. I capelli biondo grano che si schiarivano o si scurivano a seconda della luce. Quelle labbra rosse e carnose, labbra da baciare. Le ciglia lunghe, quasi femminili. Gli occhi blu cobalto lievemente strabici, che ne accentuavano il fascino. Il naso forse troppo lungo e quella mascella quasi infantile . Eppure si vedeva che era un uomo, eccome se si vedeva: non era certo più il piccolo Ani conosciuto su Tatooine. O meglio nel cuore lo era, lei ne era certa, ma di fuori era cambiato. Si sorprese ad ammirarne il fisico: quelle spalle larghe e perfette. Il torace muscoloso, dalla pelle liscia e dolce. Lo strinse a se in un tenero gesto di possesso.
“Accidenti alla Holonet che continua a parlare di te: sia mai che dovrò difenderti da qualche ammiratrice! “ pensò la ragazza.
Rimase così, stretta a lui per qualche tempo, continuando ad ammirarlo.
“Non mi sono mai sentito così unito a te come stanotte”
La frase pronunciata al giovane marito ritornò all’improvviso nella sua mente e capì solo in quel momento il suo significato. Arrossendo visibilmente, si passò una mano sul ventre in un dolcissimo gesto, simile a quello di una mamma che accarezza il suo bimbo.
“Oh Ani..spero tu abbia ragione” mormorò la giovane asciugandosi una lacrima che le cadeva furtiva sulle guance: in quello stesso istante una stella cadente passò nel cielo, illuminandolo lievemente.
I suoi due gemelli dal futuro la osservarono inteneriti..
Poco dopo la scena cambiò ai loro occhi e videro Anakin ed Obiwan sui loro caccia viaggiare verso il sistema di Maramere: secondo il generale Kenobi la terribile sith, Asaj Ventress, si nascondeva dentro un relitto spaziale alla deriva da quelle parti.
Il giovane jedi era sempre più in pena per il suo ex-maestro. L'uomo infatti era totalmente preso dalla ricerca ossessiva della jedi oscura che negli ultimi mesi non aveva pensato ad altro: mangiava e dormiva a malapena. Il comandante Skywalker lo esaminava sconcertato: dov'era l'uomo sempre pacato, sempre sicuro di se? L'uomo che aveva pietà anche del nemico più crudele e spietato? Anakin riusciva a stento a riconoscerlo ormai.
"Maledetta Asaj: avrei dovuto accertarmi di averti ucciso tre anni fa! " pensò mestamente il ragazzo.
"Ventress è la dentro, non distrarti Anakin" la voce dura del suo maestro lo riportò bruscamente alla realtà.
"Fermati maestro!"
"Anakin sei impazzito?"
"Non entrerò li dentro con te!"
"Che cosa? Te lo ripeto Anakin sei impazzito?"
"No sei tu che sei impazzito: non ti riconosco più! Tu non sei più il maestro! Non sei più l'uomo che ammiravo sopra ogni cosa! La tua stupida ossessione per quella donna ti sta logorando da mesi dall'interno e tu nemmeno te ne accorgi!"
"Quella donna è un pericolo! Tu lo sai meglio di me!"
"Certo che lo è ma..ti rendi conto che abbiamo lasciato la battaglia per venire fino a qui? E se fosse una trappola? Lei attirò me in una trappola tre anni fa e per colpa della mia ossessione il generale Grievous ha quasi distrutto il sistema di Hyponi, ucciso Daakman Darrek e Sha'a e ferito gravemente Ayala Secura e Shaak Ti: e se succedesse di nuovo? "
Obiwan guardò verso il caccia del suo allievo, riuscendo ad incrociarne lo sguardo e per la prima volta si rese conto che era cresciuto. Non era più un ragazzo, era un uomo: aveva tanta forza, tanto coraggio e anche saggezza se voleva, certo unita alla sua incredibile faccia tosta, la sua avventatezza. Ma in quel momento aveva ragione: era troppo ossessionato da Asaj. Troppo..
"Hai ragione Anakin, ma ormai siamo qui e se Ventress è davvero la dentro come penso, metteremo fine a questa storia una volta per tutte"
"Lo spero..andiamo maestro.."
"Anakin?"
"Si maestro?"
"Mi pare che tempo fa tu sei diventato un jedi e da allora non siamo più maestro ed allievo ma fratelli.."
Anakin sorrise "Mi è molto difficile.."
"Chiamarmi per nome?"
"Si.."
"Lo capisco però vorrei che lo facessi, nessuno mi chiama per nome e vorrei che..mio fratello lo facesse"
"Ci proverò Maes..Obiwan"
"Su andiamo va: non ti facevo così timido!L'uomo che non ha paura di infrangere ogni mia regola, ha paura di chiamarmi per nome.."
"Eh non prendere in giro, su andiamo a prendere quella sith va!"
I due caccia repubblicani atterrano sul relitto e subito dopo ne uscirono i due jedi, che si intrufolarono nel nave abbandonata: camminarono sul metallo arrugginito e cigolante del ponte. Era tutto in rovina li. Chissà da quanto tempo era li quella nave.
"Dove pensi che sia Ventress?"
"Non lo so ma sento che c'è.."
"Anche io sento una presenza ma non sono sicuro che sia Ventress.."
"Che vuoi dire?"
Un terrificante rumore di metallo rotto alle loro spalle li bloccò all'istante.
"Sei stato tu vero Anakin?"
"No, credo che sia stata la tua amica Ventress o forse un suo caro amico.."
I due jedi si girarono e rimasero senza parole: di fronte a loro c'era un enorme guerriero dall'armatura bianca con strani disegni grigi..
"No, non è possibile..non può essere lui.."
"Ah lo conosci maestro? Mi pareva strano, che ne dici di presentarci? Mi pare un tipo socievole.."
"Ma certo..comandante Skywalker le presento il cacciatore di taglie Durge. Deve sapere che ha una grande peculiarità: lo puoi fare a pezzi con spade laser, con blaster e persino con la Forza ma lui si ricompone sempre..credo sia un puzzle"
"Interessante generale Kenobi: crede che potrei chiedergli di ricomporre il mio braccio?"
"E' possibile: è una persona così gentile. Solo bisogna sapere come prenderlo"
"Molto spiritosi jedi" sibilò con disprezzo l'enorme alieno. "Vedo che stavolta siete in due: sarà anche più divertente"
"Ci puoi scommettere amico" gli rispose il generale.
I quattro spiriti del futuro assistevamo alla scena divertiti, e avevano riso così tanto che gli occhi gli erano riempiti di lacrime..
Nel frattempo i due giovani jedi si avventarono su Durge, rendendosi conto di essere caduti in una trappola: era lui che li aveva attirati li fingendo di essere Ventress. Ora non era il momento di pensarci, ora dovevano liberarsi definitivamente di quel mostro. Obiwan ed Anakin si concentrarono, appellandosi alla Forza: solo con essa potevano sperare di vincere. Durge tranciò, come se fosse carta velina, un pezzo di metallo della nave, probabilmente quello che una volta era una parte della sala comandi : era impossibile da capire. Tutto li era in rovina. Il gigantesco essere prese a tempestare di fendenti i due jedi con il metallo tanto che i due amici furono costretti ad arretrare, e poi a scappare, andandosi a rifugiare dall'altra parte della nave.
"Non è da jedi lo so, ma non so che cosa devo inventarmi con quel dannato essere"
"Ma..ma quindi parlavi sul serio prima?"
"Eh si.."
"Maestro siamo morti!"
"Anakin non farti prendere dalla disperazione.."
"Io non mi sto facendo prendere dalla disperazione, sono solo realista: se quel..quel..non so nemmeno io come definirlo si ricompone sempre, come faremo ad uscirne vivi?"
Obiwan osservò per qualche secondo il suo ex allievo, prima di rispondere: era così giovane. Tanto giovane. Aveva i sogni di ogni ragazzo dentro di se. Sogni semplici. Sogni di un ragazzo comune. Una vita lontano dalla guerra. Con Padmè, su Naboo. Eppure era li. Perché era suo dovere. Perché era suo amico. Perché era il prescelto. E Obiwan pensò tristemente quale peso gravava sulle sue spalle: tutti avevano fede in lui. Era il prescelto. Doveva distruggere i sith. E poi? Avrebbe potuto avere la vita normale che sognava? Sentiva la Forza scorrere dentro Anakin, lo sentiva. Era come se gli parlasse. Non aveva mai visto nessuno che fosse così in comunione con essa. Nessuno. Neppure il suo maestro Qui Gon. Neanche Yoda. Kenobi gli sorrise come per rassicurarlo..
"Ne usciremo come sempre.."
"E cioè?"
"Con la tua Forza e il mio cervello.."
Anakin sorrise divertito: in fondo perché non potevano cavarsela anche quella volta? Non era forse gli eroi invincibili di cui la Holonet decantava ogni gesto, trasformandoli in leggende viventi? Si se la sarebbero cavata anche quella volta. Quel dannato mostro non sapeva con chi aveva a che fare: loro erano i guardiani della Repubblica. I più potenti. I più scaltri. Erano usciti dal pantano di Jabiim, e ora sarebbero usciti vittoriosi anche da quel relitto sperduto. Loro erano gli invincibili Obiwan Kenobi e Anakin Skywalker. Chiunque avesse osato mettersi sulla loro strada, non ne era mai uscito incolume. E sarebbe stato sempre così..
"Andiamo Anakin?"
"Si Obiwan : andiamo a distruggere quel mostro!"
E con uno scatto fulmineo uscirono dal loro rifugio e tornarono ad avventarsi contro Durge: questi fu atterrito dalla potenza dei due. In quel momento non sembravano due uomini. No. Sembravano due esseri soprannaturali. Qualcosa di indefinibile li avvolgeva e li proteggeva. Qualcosa che dava loro una forza sovrumana. I fendenti della loro spade laser sembravano proiettili scagliati violentissimi contro di lui. Non poteva perdere: il Conte Dooku li voleva morti. Entrambi. Ma era impossibile batterli. Nessuno poteva. Era come se il Creatore in persona guidasse ogni loro azione. Durge aveva paura. Paura di morire. Mentre loro no . Sembravano non aver paura di nulla. Luke era affascinato da ciò che vedeva e lo erano anche gli altri tre spiriti che erano con lui. Quella era la Forza. L'essere invisibile che tutto governa e tutto sa. In pochi minuti Durge fu definitivamente ucciso.
“ Credi che fosse d’accordo con Ventress?”
“Cosa?”
“Ho detto credi che Durge fosse d’accordo con Ventress?”
“ E perché avrebbe dovuto?”
“Beh dopotutto entrambi prendevano ordini da Dooku..”
“Questo non significa nulla maestro, secondo me Ventress è morta e Durge si è spacciato per lei, per poterci attirare in una trappola.”
“Così sembrerebbe..”
“Non mi sembri convinto”
“Infatti credo che Ventress sia ancora viva..”
“Maestro, quella donna è morta e questa era solo una trappola di quel dannato cacciatore di taglie: credimi! Smettila di pensarci!”
Il giovane maestro jedi alzò il capo e fissò intensamente negli occhi l’ex allievo: si aveva ragione doveva smettere di pensare a lei.
E allora perché non ci riusciva? Perché sentiva quella dannata sith era ancora viva e stava ancora seminando morte e distruzione nella galassia?
Scrollò le spalle e cercò di farsi forza: non andava bene lo sapeva.
“Torniamo dall’esercito Maestro: hanno bisogno di noi.”
Obiwan annuì senza dire una parola: si chiese cosa gli sarebbe successo se non ci fosse stato il suo allievo con lui.
Si sentiva sempre più sprofondare in un abisso senza fine.
Nella sua testa un solo pensiero trovare Asaj Ventress.
Gli pareva persino di udire la sua risata sinistra echeggiargli nella testa.
Scosse la testa e si lasciò guidare dal suo giovane allievo, come un cieco dalla sua guida.
I due caccia partirono pochi minuti dopo dal relitto spaziale tornando dove stazionava la flotta repubblicana : atterrarono nell’ hangar della Vigilance.
“Generale Kenobi, Comandante Skywalker finalmente: credevamo di avervi perso.”
La voce familiare del Comandante Cody convinse ulteriormente Obiwan a tornare alla realtà.
“Coraggio Maestro” pensò Anakin “E’ tutto finito vedrai.”
Obiwan sentì chiaramente quei pensieri e gli sorrise: si era morta. Dovevano pensare alla guerra, ora.
“Invece di perderti in chiacchiere, svitato, vedi di muoverti a farmi rapporto”
“Si generale.”
“Dobbiamo partire prima possibile per il sistema di Boz Pity: sembra che i separatisti si siano assembrati in quella zona, e tra loro, oltre al Generale Grievous, c’è anche un misterioso guerriero esperto nelle arti jedi, che non riusciamo ad identificare. Il maestro Windu e gli altri jedi sperano di sferrare un attacco decisivo in modo da porre fine alle ostilità, tuttavia per la sua flotta non sarà possibile raggiungerci subito”
Un brivido gelato corse lungo la schiena del generale Kenobi, che si impose di dare un tono calmo alla propria voce.
“Ma nemmeno la razza sapete?”
“No niente, nemmeno se è uomo o donna.”
A quelle parole Anakin non seppe se uccidere Cody o fare un iniezione di un forte calmante al proprio maestro oppure strapparsi i capelli per la disperazione: fece un lungo respiro e si calmò per il bene del suo maestro, che, lo vedeva chiaramente, stava perdendo di nuovo la sua proverbiale freddezza e lucidità.
“Grazie Cody” fece il ragazzo al clone. Dopodiché si allontanò trascinando quasi via Obiwan verso il ponte di comando.
“No Maestro, non è chi pensi”
“Io non stavo pensando a nessuno.”
“Ma certo come no.”
“ D’accordo, d’accordo. In ogni caso la mia non è un’ossessione, hai sentito anche tu che ha detto: è un guerriero esperto nelle arti jedi.”
“Si ho sentito e non è detto che sia Ventress.”
“Se fosse Dooku lo avrebbero riconosciuto.”
“Non ho detto che sia Dooku, potrebbe essere un jedi..sai bene che molti sono passati dalla parte dei separatisti.”
“Si ma nessuno si è mai nascosto.”
“Veramente qualcuno si: era una nostra spia che poi però ci ha tradito e noi lo abbiamo scoperto dopo mesi.”
“Quello non conta: non è possibile che tutte i jedi in missione di spionaggio facciano certe cose.”
“Ti stai arrampicando sugli specchi per convincermi che sia Ventress.”
“E tu ti stai arrampicando sugli specchi per convincermi del contrario.”
“Se io fossi ossessionato così da una sith tu mi avresti rimproverato miliardi di volte, maestro!”
“Io non sono ossessionato da nessuno..”
“Credici, credici, poi non venire a cercare il mio aiuto, quando, COME SEMPRE, dovrò venire a levarti dai guai.”
“Tu non..” ma la sua naturale onestà e lo sguardo torvo del giovane Skywalker, che avrebbe messo paura al più gelido dei sith, gli impose di dire la verità, ma deciso a non darla vinta fino in fondo al suo allievo usò un tono sarcastico
“Ok, ok qualche volta sei venuto ad aiutarmi..”
“Incredibile, ho sconfitto il generale Kenobi in un confronto dialettico, bene ora posso dirmi soddisfatto ed andare a controllare il mio caccia, che sicuramente dovrà essere in ordine quando partiremo, DI NUOVO, in cerca di Ventress” e così dicendo si allontanò verso la sua nave.
“Anakin?”
“Si Obiwan?”
“Grazie” mormorò il giovane maestro jedi concedendogli un luminoso sorriso.
“Dovere Generale!” replicò girandosi lievemente e sorridendogli a sua volta.
Luke, osservando la scena dal futuro, sorrise pensando che era proprio vero quanto gli aveva detto Obiwan anni fa su Dagobah:
il suo maestro, da giovane, era proprio impaziente e avventato quanto lui.