The Clone Wars

di Davide G. Canavero

A tre anni dall’uscita dell’ultimo capitolo cinematografico della saga, l’acclamato Revenge of the Sith, George Lucas decide di far uscire ancora al cinema (in qualche modo rispettando la cadenza triennale alla quale i fan si erano un’altra volta abituati) un prodotto originariamente pensato per la televisione: l’episodio pilota della serie d’animazione CGI The Clone Wars, che un mese dopo partirà sul canale tematico Cartoon Network sotto la direzione artistica di Dave Filoni.

Il risultato è un vero e proprio film, per quanto mirato a un target più giovanile rispetto a quello delle pellicole che lo hanno generato: questo, insieme al particolare stile squadrato e poco espressivo dei modelli tridimensionali dei personaggi (a metà tra quello dei cartoni animati di Genndy Tartakovsky e la serie inglese dei Thunderbirds) lascia perplessi molti fan, orfani anche del logo della 20th Century Fox e delle musiche di John Williams. The Clone Wars è accolto con perplessità e freddezza.

La storia vede Anakin e Obi-Wan impegnati su uno dei tanti fronti di battaglia della guerra dei cloni, sul pianeta Christophsis: essi vengono raggiunti da Ahsoka, una giovane padawan togruta affidata a Skywalker come una sorta di test per metterlo alla prova. La missione è quella di salvare il figlio di Jabba the Hutt, rapito dai Separatisti e tenuto prigioniero su Teth per gettare la colpa addosso ai Jedi e alla Repubblica. In palio è il sostegno del potente clan degli Hutt nella guerra. Nel braccio di ferro diplomatico, che si concluderà a Tatooine, si inseriscono oltre alla sicaria di Dooku Asajj Ventress (già conosciuta nei cartoni animati di Tartakovsky) anche la stessa Padmé, che da Coruscant esercita pressioni sul corrotto zio di Jabba, Ziro the Hutt. Anakin e Ahsoka, alla fine, riescono nella loro impresa, riportando il piccolo Rotta al padre e guadagnando alla Repubblica l’appoggio degli Hutt alla flotta repubblicana.

Lo scopo del film è quello di promuovere la serie televisiva e di impostarne le linee guida: divertimento anche ingenuo (sullo stile di Episode I), politica, momenti riflessivi e tanta azione. Il personaggio di Ahsoka, impertinente e irruenta, serve a bilanciare Anakin, spingendolo a maturare. Ma il risultato è che i due diventano complici nelle loro scorribande al limite del codice Jedi, fra loro simili come fratello e sorella. Fra battibecchi spiritosi, scene comiche e sequenze d’azione spettacolari The Clone Wars apre la strada a una promettente serie TV che ripropone la formula di Star Wars in modo brioso e con risultati -checché ne dicano fan sempre più esigenti ed ingrati- anni luce superiori alle altre produzioni televisive del passato.

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