LA CORVETTA CORELLIANA (Blockade Runner)

di Andrea Bonazzi

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La Corellian Engineering Corporation, del sistema di Corellia, è una delle più vecchie e importanti industrie astronavali, specializzata nel settore civile senza tuttavia disdegnare occasionali produzioni militari, le cui prevalenti caratteristiche restano il moderato ma efficace armamento ed una grande versatilità, con modelli base adattabili alle più diverse esigenze conciliando le necessità del trasporto passeggeri con quelle del carico mercantile.

La Corvetta Corelliana CR90, concepita in origine per il solo mercato interno, è probabilmente il migliore esempio di nave multifunzionale in tale filosofia di progettazione, pure rappresentando una produzione ormai piuttosto antiquata. Astronave multiruolo di media stazza, la Corvetta CR90 è lunga 150 metri, ha un anno standard di autonomia ed è dotata mediamente di undici motori sub-luce, per una velocità in atmosfera di 950 Km/h, e di una altrettanto potente propulsione iperspaziale.

Altre principali caratteristiche mutano secondo le diverse configurazioni: come astronave da battaglia i suoi spazi interni ed abitabili si riducono drasticamente lasciando posto a motori più grandi, a più potenti scudi deflettori, e complessi sistemi di computers difensivi e per il controllo di tiro dell'artiglieria. Una Corvetta militare al pieno dell'efficienza richiede un equipaggio di 165 unità, con un armamento variabile dalle sei alle otto batterie laser, almeno due delle quali rappresentate da cannoni turbolaser binati, montati su torretta superiore ed inferiore a coprire l'intero arco di tiro.

Nella sua configurazione civile di linea la corvetta trasporta fino a 600 passeggeri, a seconda della classificazione del lusso e dell'offerta in fatto di comfort, con un minimo di 45 membri per l'equipaggio, mentre la sua versione di cargo mercantile gli consente invece una capacità di carico di oltre 3000 tonnellate.

La più famosa unità di Corvetta Corelliana CR90 è stata senz'altro la Tantive IV, astronave consolare del pianeta Alderaan utilizzata dalla Principessa Leia Organa per le sue missioni diplomatiche all'interno dell'Impero, e allo stesso tempo in missioni segrete di spionaggio contro di esso, a favore della Ribellione. La Principessa venne catturata con l'intera nave dallo Star Destroyer imperiale di Darth Vader mentre tentava di raggiungere Obi Wan Kenobi sul pianeta Tatooine. Le vicende di Leia Organa appartengono ormai alla Storia, mentre pare non sia mai stato chiarito il destino in particolare della Tantive IV caduta in mani avversarie.

Nessuna astronave complessa è del tutto esente da difetti di progettazione. Il principale problema strutturale della Corvetta CR90 militarmente equipaggiata è rappresentato dalla deriva dello stabilizzatore e del collettore solare, posizionato dorsalmente a ridosso del reattore principale. L'apparato si limita a raccogliere energia solare radiante per l'alimentazione dei sistemi secondari e a controllare l'assetto della nave durante il volo atmosferico planetario, tuttavia un serio danneggiamento della deriva, per incidente oppure in fase di combattimento, può provocare eccessive vibrazioni ed un surriscaldamento che vanno a ripercuotersi direttamente sul reattore, mandandolo in sovraccarico e costringendo i piloti a disattivare tutti i sistemi di bordo per scongiurarne l'esplosione. Il punto debole è ormai noto e sempre più sfruttato negli attacchi contro le Corvette, il che ha indotto la gran parte dei loro proprietari ad intervenire con un rinforzo della struttura della deriva stessa e della schermatura superiore dell'astronave.

Efficaci in ogni circostanza di utilizzo nelle più diverse flotte interstellari, le Corvette resistono a lungo alla sostituzione con modelli superiori, tecnologicamente più avanzati ma sempre più specializzati in ristretti campi operativi e lontani dalla versatilità ed affidabilità dei vecchi progetti. Le medesime caratteristiche hanno reso i CR90 particolarmente adatti anche ai fini del contrabbando e della pirateria spaziale, il che ha contribuito a diffondere la sua reputazione ed il suo soprannome di "Blockade Runner", ovvero nave "rompi-blocco" per l'abilità nel forzare gli sbarramenti dell'autorità imperiale.

 

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