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L'oscurità
avvolgeva completamente la sala, ma non era dovuta solo all'assenza di
luce, era qualcosa di tangibile che permeava tutto l'ambiente: era l'incalzante
presenza del Lato Oscuro, che, tramite i suoi due più potenti adepti,
combatteva la battaglia finale contro la sua Nemesi.
L'uomo vestito di nero si ritrovò nella parte inferiore della sala,
dove c'erano i resti di una balaustra tranciata da una spada laser ed
ancora fumanti. Scrutò per un momento l'oscurità quasi a
specchiarvisi dentro, cercando il suo nemico nell'ombra.
Comunque sarebbe finita, quello era l'atto finale di una lunga storia
iniziata tempo prima su di un remoto pianeta desertico, quando era ancora
un ragazzo ed aveva deciso di seguire quel Maestro Jedi nella sua missione.
Quando aveva deciso di seguire le vie della Forza.
Chi lo avrebbe detto che sarebbe arrivato fin lì e che si sarebbe
trovato in quella situazione: ne era passato di tempo da quando era solo
un ragazzo che si divertiva a correre nel deserto! Da quel periodo spensierato
si trovava ora a decidere il destino dell'intera Galassia e avvertiva
tutto il peso delle sue azioni!
Per un attimo la stanchezza e l'amarezza presero il sopravvento su di
lui, ma si riscosse subito, conscio del suo compito e deciso ad arrivare
fino in fondo a quella storia; cercò il suo nemico e gli parlò:
"Non puoi nasconderti all'infinito, Luke!" sibilò Vader,
ma suo figlio rimase nascosto rifiutando la lotta.
Vader allora sondò le sensazioni del ragazzo cercando di scuoterlo
e di provocarlo:
"Consegnati al Lato Oscuro, Luke, solo così puoi salvare i
tuoi amici. Sì, i tuoi pensieri ti tradiscono, Figlio. I tuoi sentimenti
per loro sono forti, specialmente per..." Vader si fermò incredulo.
"...tua sorella!" continuò. "Così, hai una
sorella gemella! I tuoi sentimenti hanno tradito anche lei! Obi-Wan é
stato saggio a nasconderla a me; ora il suo fallimento é completo!
Se tu non passerai al Lato Oscuro, forse lei lo farà!"
"Noooo!" gridò Luke sopraffatto dalla collera e dalla
paura, ed accesa la spada laser si avventò contro il padre menando
fendenti, ormai preda del Lato Oscuro.
Luke costrinse Vader a indietreggiare sotto i suoi colpi, fino al ponte
che dava sul pozzo del reattore; Vader fu piegato in ginocchio da un colpo
di Luke, e si resse alla ringhiera, ma quando alzò la mano con
la spada per parare l'ennesimo colpo, Luke gliela tranciò di netto
fino al polso, facendola cadere nell'oscuro pozzo.
Luke si fermò puntando la spada alla gola del padre, ancora sconvolto
dalla rabbia e desideroso di ucciderlo, ed in quel momento risuonò
la voce dell'Imperatore:
"Bene! Il tuo odio ti ha fatto potente. Uccidilo! Adempi al tuo destino
e prendi il posto di tuo padre al mio fianco!"
Luke guardò il padre oramai indifeso, Darth Vader, il terrore della
Galassia era lì alla sua mercé, poteva fare di lui ciò
che voleva, poteva vendicarsi di tutto il male che aveva fatto; la lama
verde ronzava come se fosse impaziente di agire...ma in quel momento vide
i resti della mano meccanica di suo padre e tentennò. Guardò
la sua mano artificiale, la mano che gli avevano impiantato dopo che Vader
gli aveva tagliato quella vera su Bespin.
Guardò ancora il padre, poi di nuovo la sua mano, poi i suoi pensieri
si proiettarono verso il futuro che lo attendeva...
... sentì la voce dell'Imperatore che lo incalzava:
"Se non lo uccidi tu, allora lo farò io," disse, puntando
il dito verso Vader, e facendone scaturire un lampo azzurro, sicuro che
ciò sarebbe bastato a riaccendere la rabbia e l'odio di Luke quel
tanto che serviva per fargli uccidere il padre e divenire irrimediabilmente
preda del Lato Oscuro.
Ma la rabbia di Luke s'incanalò in tutt'altra direzione:
"Nooo!" gridò ancora, e deviò il lampo dell'Imperatore
con la spada, scagliandosi poi contro di lui: parò ancora alcuni
lampi che l'Imperatore scagliava senza sosta, e con un rapido movimento
gli tagliò di netto la mano destra.
Palpatine gridò più per la rabbia, che per il dolore, e
continuò a tempestare Luke di lampi, che in minima parte andavano
a segno, ma il ragazzo, ormai completamente avvolto dal Lato Oscuro, nemmeno
sentiva quei colpi, e continuò a combattere, fino a quando con
una stoccata passò da parte a parte l'addome dell'Imperatore.
Troppo tardi il vecchio Imperatore si accorse di quale errore avesse commesso
nel voler far passare il giovane Skywalker al Lato Oscuro, facendogli
uccidere il padre. Palpatine aveva sottovalutato i sentimenti del ragazzo
nei confronti di Vader, ed ora i due avevano avuto la meglio; i suoi pensieri
furono interrotti da Luke che vedendolo in ginocchio ferito mortalmente
si avvicinò, e dopo averlo guardato con disprezzo, alzò
la spada laser e lo decapitò.
Dal corpo privo di vita dell'Imperatore scaturì una sorta di tempesta
azzurra, l'essenza del male, l'essenza del Lato Oscuro, poi il corpo si
dissolse in cenere. Nel vuoto della sala riecheggiò una specie
di lontana risata, ed una profonda ed altrettanto lontana voce, che sembrava
provenire dal di fuori ed allo stesso tempo da dentro il cuore di Luke,
gli sussurrò:
"...ora sei tu il Lato Oscuro..."
Luke si riscosse da quei pensieri e si ricordò del padre ferito,
che giaceva ancora nei pressi del ponte, ed andò da lui. Vader
si era ripreso dallo scontro col figlio e si era seduto con le spalle
appoggiate alla balaustra del ponte, quando Luke arrivò, lo guardò
negli occhi e disse:
"Figlio mio..."
"Padre..." rispose Luke e lo aiutò ad alzarsi, accompagnandolo
poi al piano superiore della sala e facendolo sedere sul trono dell'Imperatore.
"Sei diventato molto potente, Figlio mio; nemmeno l'Imperatore ce
l'ha fatta contro di te. Sei tu il predestinato, colui che governerà
la Galassia e vi porterà pace ed equilibrio. La Forza ti ha scelto
e tu non puoi più tirarti indietro."
"Ma Padre, i miei amici..." sussurrò Luke
"Dimenticali! Le singole persone non sono nulla a confronto dei milioni
che popolano la Galassia e che hanno bisogno di qualcuno che le guidi.
Non sono nulla in confronto alla Forza."
"...e mia sorella Leia, tua figlia?"
Vader tentennò per un momento, poi disse gravemente: "Anche
Lei é destinata ad intraprendere questa strada o ad essere distrutta..."
Lando era al posto
di pilotaggio del Millennium Falcon, intento a schivare i colpi dei caccia
TIE e cercando di infliggere il maggior numero di danni possibili agli
Incrociatori Imperiali, quando l'Ammiraglio Ackbar comparve sullo schermo
di comunicazione:
"Calrissian, é una tchappola! Dobbiamo ritirarci!" disse.
"Dobbiamo dare più tempo a Han e ad i suoi, una occasione
come questa non ci si ripresenterà più," rispose Lando.
"D'accordo, proviamo allora a..." L'Ammiraglio non finì
mai quella frase, perché fu interrotto da un colpo sparato dalla
Morte Nera, che ridusse in polvere stellare il suo incrociatore con tutti
gli occupanti.
"Ammiraglio.." gemette Lando, ma non fece in tempo a rammaricarsi
di più, che altri tre incrociatori Mon Calamari furono annientati
da altrettanti colpi della Morte Nera.
Sparpagliatevi! Non rimanete fermi, siete un bersaglio troppo facile!"
gridò Lando nel comunicatore, ma prima che i suoi ordini fossero
eseguiti altri due incrociatori e la nave ospedale furono distrutti.
In quel preciso istante anche gli Incrociatori Imperiali aprirono il fuoco
dei loro turbo laser, rendendo ancora più critica la situazione
della flotta ribelle.
Han e Leia erano finalmente
riusciti, dopo una lunga battaglia nei boschi della Luna boscosa di Endor,
ad entrare nel centro di controllo dello scudo deflettore della Morte
Nera e stavano piazzando le cariche esplosive, quando Leia disse:
"Han, dobbiamo muoverci, Lando e gli altri stanno quasi per essere
annientati; se non potranno dirigere il loro attacco contro la Morte Nera,
verranno distrutti!"
"D'accordo dolcezza, ho finito, attivo le cariche ed usciamo. Chewie
sbrigati, qui abbiamo finito." Il Wookie lanciò un ruggito
di risposta e li raggiunse.
Uscirono di corsa dal bunker e si ripararono dietro ad alcuni tronchi,
in attesa dell'esplosione. Dopo pochi secondi un boato scosse il terreno,
ed una colonna di fuoco e fumo s'innalzò verso il cielo.
"Ce l'abbiamo fatta!" gridò Han ed accese il suo comunicatore.
"Millennium Falcon, qui é il Generale Solo; vai pure Lando,
il generatore é stato distrutto!"
"Grazie vecchio
mio," rispose Lando. "Te ne devo una. A tutti i caccia, concentrate
il fuoco sulla Morte Nera, Han ha disattivato gli scudi. Seguimi, Wedge."
Si diresse con la sua nave verso la stazione corazzata, seguito da Wedge
Antilles e dal suo Stormo di Caccia-X, il Rogue Squadron.
La sua corsa e quella di molti altri, però, si infranse contro
gli scudi deflettori autonomi della Morte Nera, alimentati dallo stesso
generatore del cannone ionico.
Lando si accorse troppo tardi degli scudi, e riuscì solo a rammaricarsi
di non aver potuto mantenere la promessa fatta al suo amico Han, "di
riconsegnargli la nave intatta, senza nemmeno un graffio..."
A quel punto gli incrociatori Imperiali fecero cerchio attorno a ciò
che rimaneva della flotta ribelle, distruggendo chiunque tentasse di scappare,
e spingendo le altre navi contro lo scudo deflettore.
Dopo pochi minuti la battaglia era finita, in pochissimi erano riusciti
a scappare, l'Alleanza Ribelle aveva subito un colpo dal quale difficilmente
si sarebbe ripresa.
Su Endor, Han, Leia
e gli altri assistettero impotenti alla sconfitta della loro flotta, stupiti
per la loro disfatta. Certo, sapevano che la loro missione non sarebbe
stata facile, però erano convinti che alla fine ce l'avrebbero
fatta, non si aspettavano certo una simile sconfitta. Ignari della trappola
dell'Imperatore, si erano gettati a capofitto in quell'impresa che ora
rischiava per loro di essere l'ultima.
In quel momento si accese il monitor di comunicazione: era Luke!
"Leia, dovete fuggire, é una trappola, se non abbandonate
subito il pianeta verrete catturati dalle truppe Imperiali. Ci rivedremo
al punto di rendez-vous, se riuscirò a raggiungervi, ma voi sbrigatevi,
scappate!" disse, poi la comunicazione s'interruppe.
Han e Leia si guardarono, e senza dire una parola presero l'unica decisione
possibile:
"Presto, tutti a bordo delle nave," disse Han. "Sbrighiamoci
a lasciare questo pianeta, prima di lasciarci la pelle!"
I ribelli corsero verso la navetta che li aveva precedentemente portati
su Endor, ed in meno di un minuto la nave decollò, tuffandosi subito
nell'iperspazio, e scomparendo da quel luogo di morte.
Il punto di rendez-vous
era su Dantooine, lì c'era una vecchia base ribelle, che era stata
scoperta dall'Impero poco prima della battaglia di Yavin, e debitamente
distrutta. Il luogo era quindi "bruciato", per questo l'Alleanza
l'aveva scelto. Gli Imperiali non avrebbero mai pensato che i ribelli
fossero tanto pazzi o tanto stupidi da ritornarvi e su questa convinzione
supposta, si basava l'intera sicurezza della riedificata base ribelle.
Nella sala delle riunioni regnava il caos: piloti che parlavano tra loro
concitatamente, ufficiali che facevano il conto degli uomini che avevano
perso, agenti dei servizi segreti che si consultavano sulle ultime notizie
delle spie Bothan, e tra loro c'era Leia preoccupatissima per la sorte
del fratello. Han le si avvicinò.
"Ehi Altezza, come va?" Lo sguardo disperato di Leia fece retrocedere
Han dal suo tentativo di sdrammatizzare.
"Stai tranquilla Leia," disse nel tono più rassicurante
che riuscì a darsi. "Sono sicuro che il ragazzo se la caverà
anche questa volta. E' una pellaccia come me, ed é difficile toglierlo
di mezzo." Han chiamava Luke ancora 'ragazzo'; nonostante lo avesse
salvato da Jabba the Hutt e fosse ormai un Cavaliere Jedi, per lui rimaneva
lo scavezzacollo che aveva conosciuto a Mos Eisley e che lo aveva coinvolto
in quella pazza avventura che era la ribellione, strappando lui e Chewie
dai loro cinici interessi personali.
Leia si girò verso di lui quasi con rabbia. "E chi te lo dice?
Lo hai sentito il messaggio. Non sapeva se sarebbe venuto, e cosa poteva
trattenerlo a bordo della Morte Nera? Forse un'altra Principessa? Sveglia
Han, Luke é prigioniero dell'Imperatore... se é ancora vivo."
Subito si pentì di ciò che aveva detto e quasi scoppiò
a piangere. Han allora l'abbracciò.
"Non ti preoccupare, in un modo e nell'altro lo aiuteremo, dovessi
andare da solo ad Imperial City e strapparlo dalle grinfie di Darth Vader!"
Un ruggito lo interruppe
"Leia, Chewie dice che anche lui verrà con me su Coruscant
a recuperare il ragazzo. Chi ci può fermare ora?" disse infine
Han con la sua solita vecchia baldanza, che strappò un sorriso
alla Principessa.
In quel momento entrò nella sala Mon Mothma, il comandante in capo
dell'Alleanza Ribelle, seguita dai suoi consiglieri, e subito nella sala
si fece silenzio.
Compagni, amici, soldati," disse la donna. "La situazione é
critica: quella che sarebbe dovuta essere l'ultima ora dell'Impero si
é trasformata nella nostra più grande disfatta. Quasi tutte
le nostre navi sono state distrutte, e le poche che si sono salvate sono
in pessime condizioni, per non parlare degli uomini poi. La nostra flotta
é stata ridotta a circa un quinto e mai come ora l'Impero ci cerca
per tutta la Galassia con l'intenzione di distruggerci." Nella sala
si alzò un mormorio di stupore misto a disperazione: come avrebbero
fatto ora i ribelli?
"Per favore, state calmi," riprese Mon Mothma. "Possiamo
ancora venirne fuori; quando abbiamo cominciato eravamo molti di meno,
e non avevamo neppure una vera flotta. Ora é quasi come cominciare
daccapo, sarà difficile, ma se ci pensate é l'unica alternativa:
arrendersi vorrebbe dire morire, o alla meglio passare il resto della
vita a nascondersi dall'Impero, sperando di non essere scoperti e uccisi,
e vedere l'Imperatore diventare sempre più potente a scapito dei
più deboli. No grazie! Preferisco mille volte morire con un unico
bagliore, combattendo, che spegnermi lentamente come una fiamma al vento."
Di nuovo il silenziò calò pesantemente sulla sala, ma Mon
Mothma continuò.
"Questa però é la mia decisione, ed ognuno di voi deve
prendere la propria in piena coscienza, pensateci bene prima di decidere,
nessuno vi farà una colpa se deciderete di andarvene. Comunicherete
le vostre decisioni al Generale Madine, e per chi resterà la prossima
riunione é fra quattro ore. La seduta é tolta."
Dopo che Mon Mothma fu uscita dalla sala, il brusio che regnava prima
riprese con ancor più vigore: tutti discutevano sul da farsi, mentre
Han e Leia tentavano di convincere i più demoralizzati a non abbandonare
la lotta; dopo alcuni infruttuosi tentativi, però, Leia abbandonò
la sala in preda allo sconforto, e andò nella sua stanza, dove
si gettò sul letto e pianse tutte le lacrime che aveva accumulato
in quel tragico giorno.
Rivide davanti agli occhi i volti di molti amici che ora non c'erano più:
il sorriso gentile di Wedge, il modo di fare presuntuoso e spaccone di
Lando, l'aspetto simpatico ed un po' ridicolo dell'Ammiraglio Ackbar,
e tanti altri, e dopo un po', sfinita dalla stanchezza e dal dispiacere,
si addormentò.
"Sono sicuro
che in un modo o nell'altro sia colpa tua," disse il droide dorato
alla sua controparte astromeccanica. "Se tu non ti fossi fatto colpire
ed avessi aperto più velocemente le porte del bunker, forse a quest'ora
sarebbe tutto finito per il meglio e noi ci saremmo ritrovati a festeggiare
con gli Ewoks su Endor piuttosto che qui con tutti questi guai, e poi
penso che..." Un pigolìo particolarmente cadenzato di R2-D2
zittì C-3PO.
"Come dici? Un messaggio di Padron Luke? E come ha fatto a mandarlo
in quelle tue budella rugginose?" R2-D2 rispose in maniera molto
poco cortese e si diresse velocemente verso la sala delle riunioni.
"Hei aspetta! C'é una riunione in corso, se entri là
ti disattiveranno!" Ma il droide continuò la sua corsa.
Han era ancora indaffarato
a recuperare uomini in grado e con la voglia di combattere, quando i due
droidi fecero il loro ingresso nella sala; R2-D2 andò direttamente
da lui, fischiando e pigolando convulsamente:
"Hei! Che diavolo vuoi tu, non vedi che ho da fare?"
"Lo scusi, Generale Solo," intervenne C-3PO, "ma non sono
riuscito a fermarlo. Eppure glielo avevo detto che qui c'era una riunione
e che eravate tutti indaffarati, ma lui non la piantava con la sua storia;
credevo che dopo Tatooine si fosse deciso ad essere un po' più
prudente con i messaggi, ma pare..."
"Frena, frena ferraglia dorata, di quale messaggio stai parlando?"
disse spazientito Han
"Oh Cielo! Ma di quello di Padron Luke!" rispose C-3PO
"E non lo potevi dire prima," sibilò Han trattenendosi
a stento dal folgorare quel droide protocollare molto mal assemblato.
"Forza, fate silenzio e venite con me. Chewie, tu rimani qui e vedi
cosa ti riesce di fare," disse poi al Wookie uscendo dalla sala.
Stupido droide, pensò tra sé e sé Han; ogni volta
era in grado di fargli saltare i nervi oltre che di fargli perdere un'infinità
di tempo; non aveva mai conosciuto un droide così poco robotico
e con tutti i difetti del comportamento umano, proprio un bel capolavoro
di droide, ah ma se avesse preso il criminale che lo aveva costruito gliela
avrebbe fatta pagare...
Un attimo dopo raggiunsero la camera di Leia, e Han entrò portandosi
dietro i due droidi. La trovò addormentata, e con molta cautela
la svegliò.
"Leia, Leia svegliati. C'é un messaggio di Luke. Leia..."
"...Luke? Dove, come?" rispose lei ancora mezza addormentata.
"Ha mandato un messaggio a R2-D2. Ho pensato di dirtelo subito e
di ascoltarlo insieme," disse Han chiamando a sé il piccolo
droide. "R2, faccelo ascoltare."
Il messaggio, al contrario delle altre volte, non era un ologramma, ma
era solo la voce di Luke, per di più molto disturbata.
"Leia, sono Luke,
so che eri preoccupata per me, ma sto bene; sono fuggito dalla Morte Nera
su un cargo, ma ora ho bisogno di te. Non é ancora tutto perduto,
c'é ancora una possibilità di risolvere una volta per tutte
questo conflitto. Tu, Han, Chewie e i droidi dovete prendere una nave
e raggiungermi alle coordinate che ho mandato a R2, dovete venire solo
voi, non possiamo rischiare la vita di altre persone. Leia, devi fidarti
di me, possiamo ancora vincere..." poi la registrazione s'interruppe.
Han guardò per un attimo Leia negli occhi, capendo immediatamente
i suoi sentimenti, la prese per le spalle e la baciò.
"D'accordo Leia, partiamo subito," disse poi.
"Grazie Han," rispose lei colma di gratitudine. "Lo apprezzo
molto."
Usciti dalla stanza, raggiunsero Chewbacca, e gli riferirono tutto, facendogli
fretta per partire immediatamente, ma il Wookie non si mosse, ancora dubbioso
e si rivolse a loro con tutta una serie di versi concitati, che Han tradusse
per Leia.
"Dice che c'é qualcosa che non va, come sappiamo che il messaggio
sia proprio di Luke?"
In quel momento la sicurezza di Leia crollò: non ci aveva pensato!
Era così felice che il fratello fosse salvo, che non aveva pensato
alla possibilità di una trappola. Subito fu preda dello sconforto
e della disperazione: cosa doveva fare?
Dopo poco, risolutamente disse, "Han, quando eravamo su Bespin, Luke
é venuto anche sapendo che era una trappola, e si é infilato
nel palazzo di Jabba per tirarti fuori. Dobbiamo rischiare!"
"Hei dolcezza,
non c'é bisogno che mi ricordi i miei debiti! Andremo dal ragazzo,
ma staremo particolarmente attenti fino a quando non lo vedremo sano e
salvo con i nostri occhi," sentenziò Han, e un latrato del
Wookie suggellò il suo benestare.
Han, Leia e gli altri
salirono sulla navetta Lambda che avevano utilizzato ad Endor e, dando
una breve spiegazione all'addetto alla manutenzione, decollarono, lasciandosi
alle spalle Dantooine. In pochi minuti balzarono nell'iperspazio e si
diressero verso la loro destinazione.
Chewbacca digitò i parametri delle coordinate sul navicomputer
che individuò una piccola cintura di asteroidi a circa 15.7 anni
luce dalla base ribelle. Era plausibile che Luke si fosse nascosto lì;
il posto era isolato ed aperto e difficilmente ci si sarebbe potuta nascondere
la Morte Nera, o anche un solo Star Destroyer, però il gruppo procedette
lo stesso con estrema cautela.
Dopo un breve viaggio arrivarono sul luogo dell'appuntamento, ma Han,
per sicurezza, uscì dall'iperspazio ad una distanza maggiore del
normale, di modo che avrebbero impiegato un paio d'ore prima di arrivare
nel punto esatto, ma almeno avrebbero potuto scorgere per tempo altre
navi, e scappare così da un'eventuale trappola.
"Chewie, trasferisci tutta la potenza degli scudi di questa carcassa
alla zona anteriore, in caso ci venisse addosso qualche asteroide o qualcosa
di peggio..." disse Han
"Generale Solo," esordì C-3PO. "Le ho già
fatto notare in passato quanto sia pericoloso trovarsi in un campo di
asteroidi, ma pare che lei..."
"Sta' zitto, ferraglia dorata, e fatti dire da quel barattolo se
riceve ancora messaggi da Luke." R2-D2 emise una serie di pigolii
che dal tono facevano capire la negatività della risposta.
"R2 dice che non riceve nulla, Generale, ma se permette io insisto
nel dire.." Prima che potesse finire, però, Leia lo spense
tramite l'interruttore posto dietro al 'collo'del droide.
"Grazie Leia," sospirò Han. "Chewie, guarda cosa
dice lo scanner."
Lo scanner rilevava solo una grossa massa metallica presso uno degli asteroidi
più grandi, e ad un più preciso esame, videro che si trattava
di un cargo Imperiale di Classe Delta; Chewie, allora, diresse lo scanner
della nave verso il cargo, che scoprì vuoto, tranne che per una
sola persona.
Han aprì quindi un canale di comunicazione con il cargo.
"Cargo non identificato, qui navetta Tydirium in ricognizione, identificatevi
e comunicateci il vostro codice di permesso," disse Han nel microfono,
con la voce più atona e anonima che gli riuscisse di fare; dopo
qualche secondo si accese lo schermo ed apparse l'immagine di Luke.
"Han, vecchio mio, da quando ti sei arruolato nell'Impero?"
disse scherzosamente. "Coraggio, venite a bordo."
"Sembra tutto a posto," disse Han a Chewie e Leia, ma la Principessa
rimaneva dubbiosa; se sul cargo c'era veramente Luke, lei avrebbe dovuto
essere in grado di "contattarlo" mentalmente, come fece lui
su Bespin dopo il duello con Vader, quindi disse ad Han di aspettare,
si concentrò e provò a "sentire" Luke.
...LUKE, MI SENTI?
SONO LEIA. E' TUTTO A POSTO?...
Dopo neanche un secondo
Leia sentì nella sua testa la voce di Luke:
...LEIA, SONO LUKE,
NON TI PREOCCUPARE, VA TUTTO BENE, NON C'E' PERICOLO, VENITE PURE A BORDO...
"Sì, é
lui, l'ho appena sentito nella mia mente, dice di salire a bordo,"
disse ad Han.
"D'accordo," rispose lui e si diresse verso la nave.
Strano, pensò Leia, é come se fosse diverso, cambiato, quasi
non fosse più come prima, forse lo scontro con Vader lo ha provato
molto...
La navetta si avvicinò al cargo, eseguì la manovra di attracco,
ed entrò nel ventre della nave più grande da un'apertura
simile a quella che avevano gli Star Destroyer, dopodiché si posò
sulla zona di atterraggio e ne scesero i passeggeri.
Luke li attendeva
nel piccolo salone del cargo, il quadro degli ufficiali, l'unico posto
su di un cargo Imperiale dove ci fossero delle poltrone; dopo pochi minuti
dal loro attracco, Han, Leia, Chewie e i droidi arrivarono da lui e subito
gli si fecero incontro. Leia corse da lui e lo abbracciò, felice
di ritrovarlo vivo dopo che in quel giorno erano morti tanti amici.
"Oh Luke, quasi disperavo di vederti ancora vivo," gli disse
abbracciandolo.
Chewbacca li raggiunse e li abbracciò alla maniera degli Wookie,
sollevandoli da terra per poi riporli. Anche Han, solitamente restìo
a questo tipo di manifestazioni d'affetto, lo strinse per le braccia,
dicendogli poi scherzando, "Ehi ragazzo, dove ti eri andato a nascondere
mentre noi facevamo il lavoro pesante?"
Infine anche i droidi espressero la loro felicità nel rivederlo,
tramite la petulante e lamentosa voce di 3PO, che non perse l'occasione
per cominciare a raccontare tutte le sue disavventure.
...tutti i miei amici sono qui, pensò. Felici di rivedermi, loro
che erano molto preoccupati per me...
Dopo i convenevoli si sedettero e Leia chiese al fratello di raccontare
loro cosa era successo a bordo della Morte Nera. Luke raccolse i suoi
pensieri e cominciò.
"Dopo che mi sono consegnato a Darth Vader su Endor, lui mi ha portato
a bordo della stazione spaziale, al cospetto dell'Imperatore. Palpatine
era li che mi aspettava, aveva previsto tutto, sapeva che mi sarei consegnato
spontaneamente a lui, ed aveva preparato un suo piano per portarmi al
Lato Oscuro della Forza" Luke fece una pausa per schiarirsi le idee
e per focalizzare meglio i ricordi di quella lunga battaglia che aveva
combattuto a bordo della Morte Nera, poi continuò, "Mi ha
fatto combattere contro Vader, allo scopo di farmi cadere preda della
rabbia e dell'odio, per portarmi sul sentiero del Lato Oscuro e c'é
quasi riuscito..."
"Luke, cosa é successo?" chiese Leia preoccupata.
"Ho reagito a una provocazione di Vader: sondando i miei pensieri
ha scoperto che tu sei mia sorella... e ha minacciato di far soccombere
te al Lato Oscuro. E' stato troppo, mi sono avventato su di lui, gli ho
tagliato una mano con la spada ed ero vicino ad ucciderlo... ma poi é
intervenuto l'Imperatore, e visto che non volevo uccidere Vader, lo ha
attaccato lui."
"Come? Cosa? L'Imperatore ha attaccato Vader? Ma perché lo
avrebbe fatto? Vader non é dalla sua parte?" domandò
Han esterrefatto.
"Lui ha pensato che così facendo mi avrebbe dato lo scossone
finale, ed io allora avrei ucciso Vader divenendo per sempre preda del
Lato Oscuro" rispose il Jedi.
"E invece cosa é accaduto?" domandò prudentemente
Leia.
Luke inspirò profondamente, ed soffiò fuori le parole come
se fosse stato il suo ultimo respiro.
"E' accaduto che io, invece, mi sono rivoltato contro l'Imperatore,
e l'ho ucciso."
Sulla sala calò un pesante silenzio, rotto solo dai borbottìi
interrogativi di Chewbacca. Non ci potevano credere. l'Imperatore era
morto!
"Ma allora Palpatine é morto," disse Han. "Abbiamo
vinto!? O forse no?"
"Purtroppo non é così Han - rispose il giovane Jedi
- Vader é ancora vivo, ed ora l'Impero é in mano sua..."
il silenzio calò nuovamente.
"Non capisco, se hai ucciso Palpatine, e Vader era in tuo potere,
perché non hai ucciso pure lui? Ora sarebbe tutto finito,"
disse il Corelliano quasi con rabbia.
Luke non rispose, ma chinò la testa, allora Leia gli si fece vicino,
gli passò un braccio intorno al collo e poi si rivolse a Han.
"Vedi Han, Luke non ha ucciso Vader per due ottimi motivi: il primo
é che se lo avesse fatto sarebbe passato definitivamente al Lato
Oscuro, ed ora ci sarebbe lui al posto dell'Imperatore..."
"E il secondo?" chiese Han con sospetto.
"Beh, vedi... ti ricordi ciò che ti dissi su Endor a proposito
di me e di Luke, che siamo fratelli gemelli? Bene, c'é un'altra
cosa che ancora non ti ho detto, e cioé che Darth Vader é
il padre di Luke! E' nostro padre!"
Se Han avesse visto dei Jawa che regalavano pezzi di droidi per le strade
di Mos Eisley, ne sarebbe rimasto sicuramente meno stupito.
"Tuo... vostro... padre?" farfugliò poi.
"Sì! Prima di diventare Darth Vader, lui era Anakin Skywalker,"
continuò Luke, "nostro padre!"
R2-D2 e C-3PO erano
rimasti in disparte durante il racconto di Luke, come si addice a dei
droidi 'ben educati', ma le ultime rivelazioni stupirono anche loro, tanto
che cominciarono a comunicare a bassissime frequenze, come solo i droidi
sanno fare.
"Così Darth Vader é il padre di Padron Luke,"
bisbigliò il droide dorato. "Non é incredibile R2?"
L'astrodroide rispose con una serie di cinguettii che ne misuravano lo
stupore.
"Anakin Skywalker, ha detto Padron Luke," continuò 3PO,
"è un nome che non mi suona nuovo. mi sembra di conoscerlo
già da tempo... forse ne parlò il Generale Kenobi nella
sua casa su Tatooine..." Ripresero a "parlottare" tra di
loro come al solito.
"Vostro padre!
Non ci posso credere! Ma com'é possibile?" continuò
lo stupito Han.
"Lui era Anakin Skywalker prima di essere sedotto dal Lato Oscuro,
prima di diventare Darth Vader," concluse Luke.
"E allora come faremo a batterlo? Avevi detto che c'era ancora una
possibilità di vittoria, qual é?" insistette il Corelliano.
"La nostra possibilità sta nel riportarlo al Lato Chiaro della
Forza, deve ritornare ad essere Anakin Skywalker," asserì
gravemente il giovane Jedi.
"Come pensi di fare?" chiese solamente Leia. Dopo una breve
pausa Luke rispose, "Lui mi ha lasciato andare via dalla Morte Nera
convinto che io stia oramai dalla sua parte. Pensa che mi serva solo del
tempo per accettarlo; noi useremo questo tempo a nostro vantaggio.
"Sulla Morte Nera ho scoperto l'ubicazione del centro di controllo
della Flotta Imperiale, é sul pianeta Sauron, nel sistema di Melkor.
Dobbiamo andar lì e prendere i codici di sicurezza della Morte
Nera e di tutto il resto della Flotta. Fatto questo, renderemo inservibili
tutte le navi Imperiali; solo allora potrò tornare da mio padre
per riportarlo al Lato Chiaro." Gli altri rimasero in silenzio per
un po', valutando la fattibilità del piano, poi Han chiese, "Luke,
sei sicuro di quello che dici? Non é che mi faccia impazzire l'idea
di intrufolarmi un'altra volta in una base Imperiale; l'ultima volta ci
é andata bene," ho rimediato anche una Principessa, pensò,
"ma non é detto che anche questa volta vada così."
"A me non preoccupa l'idea di entrare in una base Imperiale; piuttosto
temo per il tuo piano nei confronti di Vader. Luke, potresti morire nel
tentativo di redimerlo! Ci hai pensato?" disse a sua volta Leia.
"Come ti ho già detto c'é del buono in lui, l'ho percepito,
lo farò tornare quello di prima," ribadì Luke, con
un tono che non ammetteva repliche.
Han alzò gli occhi e disse con rassegnazione, "Allora andiamo.
Chewie, mettiamoci alla guida di quest'asteroide motorizzato." Il
ruggito del peloso Wookie mise fine alle discussioni.
Il sistema Melkor
si trovava nel Sesto Quadrante Beta, relativamente decentrato ma al tempo
stesso vicino al Margine Esterno. Era costituito da una gigante rossa,
Melkor, e da quattro pianeti, di cui l'unico abitabile era Sauron; gli
altri tre planetoidi si trovavano tra Melkor e Sauron, come a formare
una cintura, una sorta di gabbia che teneva separati il pianeta dal suo
sole.
Un tempo il sistema era abitato, ma i suoi abitanti erano misteriosamente
scomparsi millenni fa; tutto ciò che rimaneva ora, era un'antica
costruzione, un'Oscura Torre chiamata Barad-Dur, che si credeva fosse
stata la sede del Signore che governava il pianeta.
Il cargo si avvicinò al primo planetoide, mantenendo una rotta
di 32 gradi sud dal nord solare; subito si aprì un canale di comunicazione
da parte della postazione di guardia del planetoide: il sottoufficiale
addetto al controllo chiese loro i codici d'accesso al sistema; Han si
sbrigò a trasmetterli, ricevendo subito dopo il permesso per atterrare
sul pianeta.
Lo spazio intorno al pianeta brulicava letteralmente di astronavi Imperiali:
Incrociatori, Caccia, Fregate ed altro occludevano la vista in qualsiasi
direzione.
"Ehi ragazzo," disse preoccupato Han. "Come pensi di scappare
una volta presi i codici e disattivata la flotta? Non credo che pure le
postazioni dei cannoni ionici si disattiveranno. Cosa facciamo, chiediamo
permesso gentilmente?"
"No Han, una volta presi i codici ce ne andiamo normalmente, e poi
potremo utilizzarli tramite la linea di olonet: basterà spedirli
alle rispettive navi per disattivarle." replicò Luke.
"Luke sei sicuro?" disse Leia. "Mi sembra strano che possa
essere così facile."
"Lo é perché ho avuto accesso ai dati che solo una
ristretta cerchia di ufficiali, oltre a Vader e all'Imperatore, conoscono
e utilizzano. Non ci saranno problemi," disse quasi stizzito il giovane
Jedi.
"E se invece ci dovessero essere questi problemi, che faremo?"
incalzò Han.
"Ce ne preoccuperemo quando sarà il momento," disse Luke,
chiudendosi poi in un pesante silenzio.
Il cargo atterrò al molo a lui destinato e subito si aprirono i
portelli adibiti alle manovre di carico e scarico; una schiera di droidi
salì a bordo per cominciare il lavoro di scarico.
Nel frattempo, nella cabina di comando, Luke e gli altri si preparavano
ad uscire: Luke aveva messo una giacca da Maggiore Imperiale sopra alla
sua tenuta nera, ed aveva poi nascosto la spada-laser sotto la giacca;
Han e Leia avevano indossato l'uniforme da Commando Imperiali, dopo che
Han si era categoricamente rifiutato di vestire di nuovo l'armatura da
Stormtrooper; il problema era Chewbacca.
"Chewie, mi dispiace, ma dobbiamo rifare la mascherata che facemmo
sulla Morte Nera," disse Han, mettendo ai polsi del Wookie dei bracciali
di contenzione, stando bene attento che rimanessero aperti. "Speriamo
solo che questa volta ci vada meglio..." Chewie ruggì poco
convinto, ma disposto a collaborare. Così uscirono dalla nave diretti
alla base, con Luke in testa, Han e Leia che scortavano il Wookie con
le armi spianate, e i droidi che li seguivano.
"Tutto questo non mi piace per niente R2, temo che ci stiamo cacciando
nei guai un'altra volta. Chissà perché queste cose mi succedono
sempre quando sono con te," sussurrò il droide dorato alla
sua controparte, ma un verso poco gentile di R2 stroncò la polemica
sul nascere.
Raggiunsero poco dopo
il primo controllo, sorvegliato da due Ufficiali, quattro Commando e diversi
Stormtrooper, ma grazie ai permessi che Luke si era procurato, non si
sa dove e come, passarono indisturbati; in realtà Han pensò
che ci fosse di mezzo uno di quei trucchetti Jedi che il ragazzo era solito
utilizzare in situazioni simili a queste, anche perché il loro
gruppo era abbastanza strano: non si era mai visto un Wookie prigioniero
in una base di controllo. Luke doveva essersi dato veramente da fare con
i suoi giochetti mentali.
Oltrepassarono con facilità altri tre punti di controllo, entrando
finalmente dentro al perimetro interno della base.
"Hei Luke, qui c'é qualcosa che non va," disse Han. "E'
tutto troppo facile, siamo all'interno della base da ore e ancora non
é successo niente. Sento puzza di bruciato, vero Chewie?"
Il Wookie rispose con un basso latrato.
"Te lo avevo detto no?" rispose il Jedi. "Non incontreremo
difficoltà, perciò fammi il favore di andare avanti senza
discutere. Anche tu Chewie." Leia guardò il fratello stupita
ed intervenne prima che Han gli rispondesse per le rime.
"Luke, é normale avere qualche dubbio, la situazione é
perlomeno strana. Non mi sembra il caso di arabbiarsi con Han, la sua
domanda era legittima."
Luke si zittì per un momento e poi rispose, "Avete ragione.
Scusa Han. La situazione rende nervoso anche me, ma fidatevi. Non percepisco
pericoli, andrà tutto bene." Proseguirono per i corridoi della
base.
Dopo un'altra ora arrivarono nella zona di sicurezza, e lì si separarono
dai droidi, lasciando loro il compito di interfacciarsi al computer centrale
e di scaricare tutti i dati relativi alla Flotta Imperiale, comprese le
coordinate di tutte le navi distribuite nei vari sistemi. Luke lasciò
a 3PO un com-link per tenersi in contatto, poi se ne andarono.
Subito dopo il droide dorato espresse tutte le sue perplessità
e paure alla sua controparte, "Oh Santo Cielo! R2, ho paura che questa
volta ci siamo spinti troppo oltre! E' sempre colpa tua, se tu non avessi
la mania per gli eroismi, a quest'ora potrei essere al sicuro da qualche
altra parte..." L'astrodroide gli rispose per le rime, ma tra un
battibecco e l'altro, R2 si interfacciò col computer centrale della
base e cominciò a cercare i dati richiesti da Luke.
Dopo un'ora di connessione,
R2 non era ancora riuscito a trovare i dati; aveva superato numerosi blocchi
con password di codice Imperiale e aveva dovuto cambiare due volte la
presa del computer che si era bruciata a causa della violazione del computer
stesso.
Ora 3PO cominciava ad innervosirsi.
"Brutto barattolo rugginoso, cosa vuol dire che ancora non ci sei
riuscito? Lo dicevo io a Padron Luke che non bisognava fidarsi delle tue
misere capacità; se fosse qui ti disattiverebbe per sempre!"
R2 replicò con una serie di fischi e trilli di scusa, che fecero
innervosire ancora di più il droide dorato. "Va bene, va bene,
ora chiamo Padron Luke e gli riferisco tutto. Padron Luke, qui é
C-3PO che parla, risponda. Padron Luke, sono C-3PO, R2 non é ancora
riuscito a trovare i dati. Padron Luke, mi sente? Strano R2, non rispondono,
c'é qualcosa che non va, fammi controllare una cosa... rotto! R2
il com-link é rotto, Padron Luke non se ne é accorto, come
faremo adesso a..."
Una serie di suoni concitati del piccolo droide fece trasalire 3PO:
"Che succede R2?" R2 rispose immediatamente. "Che vuol
dire che il computer centrale sta copiando tutti i tuoi dati? Sei tu che
devi copiare i suoi! Fai qualcosa R2, staccati da quel computer,"
disse e tentò di staccare il piccolo droide dalla presa del computer,
ma una scarica d'energia proveniente dalla presa stessa, scagliò
a terra 3PO, e cominciò a far fumare R2-D2.
"R2, resisti!" gridò 3PO, ma oramai il computer centrale
aveva copiato tutti i dati di R2, e gli diede un'ultima scarica di corrente
che lo staccò dalla presa, lasciandolo riverso a terra completamente
inerte e con buona parte dei circuiti fusi.
"R2, non morire!" piagnucolò 3PO, e si avvicinò
alla console di comunicazione per cercare di mettersi in contatto con
Luke e gli altri, ma un colpo di blaster sparato da una mano ricoperta
da un'armatura bianca, colpì il droide alla schiena e pose fine,
in quel modo, a qualunque tentativo di comunicazione.
Luke e gli altri avevano
sorpassato degli ulteriori punti di controllo senza incontrare problemi,
tanto che Han si era talmente innervosito, che si erano dovuti nascondere
in una stanza di monitoraggio, per controllare i vari settori.
"Allora Han, tutto a posto?" domandò Luke.
"Apparentemente sì, ma voglio controllare comunque gli altri
settori," rispose Han, per nulla tranquillo. Nel frattempo Leia cercava
su una mappa olografica, la strada per arrivare alla stanza di controllo:
la strada più breve passava vicino alla zona di detenzione. Luke
guardò l'ologramma ed annuì, aspettando che Han finisse.
"D'accordo," disse Han. "Possiamo andare; prima però
chiama 3PO per sentire a che punto sono, e digli che noi entriamo in azione
tra 15 minuti."
Luke accese il com-link e regolò la giusta frequenza.
"3PO, sono Luke, mi ricevi? Sono Luke, rispondi. 3PO, sono Luke,
rispondimi. Strano, non risponde. Forse ha spento il com-link, non sarebbe
la prima volta che lo fa..." disse Luke strizzando l'occhio a Leia.
"Non mi piace, c'é qualcosa di strano," concluse Han.
"Se li avessero scoperti, avrebbero allertato tutti i settori,"
disse Leia. "Ma dobbiamo stare attenti."
Chewie li interruppe con una cascata di ruggiti e latrati, che Han si
affrettò a tradurre.
"Dice che ha trovato un altra strada: nel livello sotto di noi c'é
la stanza di manutenzione del sistema d'areazione, possiamo andare lì,
infilarci nei condotti e strisciare fino alla stanza di controllo. E'
un po' più lunga, ma decisamente più sicura, così
possiamo smetterla con questa mascherata."
"Va bene," acconsentì Luke. "Allora andiamo."
I quattro si diressero ai turbo-ascensori, ne presero uno che li portò
al livello inferiore, uscirono e andarono verso la stanza di manutenzione.
Non incontrarono anima viva.
Una volta nella stanza si tolsero le divise, controllarono le armi e si
infilarono nei condotti: Leia prima, Luke subito dopo e Han con Chewie
che chiudevano la fila.
La discesa ai livelli inferiori non fu affatto facile: i tunnel di collegamento
tra i vari livelli, infatti, non si trovavano tutti alla stessa altezza,
bensì erano disposti sempre all'opposto uno dell'altro, così
da facilitare le manovre di pulizia e manutenzione da parte dei droidi
pulitori, i quali, arrivando in un livello, si dividevano e si ritrovavano
poi dall'altro lato del livello stesso dopo aver pulito ognuno la sua
zona. Oltre quindi al problema di trovare i passaggi ai livelli inferiori,
Luke e gli altri furono molto rallentati da Chewbacca, che avendo una
corporatura più che robusta, aveva difficoltà a strisciare
all'interno dei cunicoli.
"Forza, palla di pelo," disse Han dandogli un amichevole calcio
nel di dietro. "Non possiamo perderci tutto il giorno qui dentro."
Il Wookie rispose con un ruggito di protesta, ma con il dovuto aiuto riuscì
a passare dentro il tunnel.
I quattro proseguirono, fino a trovare una grata che si affacciava su
di una stanza di manutenzione omologa a quella dalla quale erano entrati.
Quindi, accesa la sua spada laser, Luke tranciò la grata, scese
nella stanza, controllò il corridoio e diede il via libera agli
altri.
Il piccolo gruppo si ritrovò nei corridoi del livello di sicurezza
e, facendo molta attenzione, si misero alla ricerca della sala controllo;
fortunatamente non incontrarono nessun soldato imperiale e, dopo una breve
ricerca, raggiunsero la stanza e vi entrarono.
La porta si richiuse alle loro spalle, e si trovarono in una sala buia,
illuminata solo dalle luci della console di controllo; non c'era nessun
addetto al controllo, dato che, probabilmente, la console stessa era direttamente
controllata dal computer centrale. Leia accese le luci, e gli altri guardarono
meglio la stanza, notando un'altra porta di fronte a loro.
"Bene, ormai ci siamo," disse Han. "Connettiamoci con quell'aggeggio,
freghiamogli i codici e squagliamocela più in fretta di..."
le parole gli rimasero in gola.
...dall'altra parte della sala si aprì la porta e ne uscì
un alta figura ammantata di nero, il cui respiro scandiva il ritmo dei
suoi passi. Darth Vader!
A Leia sembrò un incubo, una sorta di malefico deja-vu, come quella
volta su Bespin... e come quella volta Han e Chewbacca estrassero le armi
e fecero fuoco, ma di nuovo la nera figura respinse i colpi di blaster
con la sola mano; i blaster furono strappati loro di mano, solo che questa
volta non fu Darth Vader a disarmarli, ma Luke.
"Luke cosa diavolo
stai facendo! Ridacci le armi!" gridò Han accompagnato dal
ruggito del Wookie
"No, Han. Il tempo dei combattimenti é finito," rispose
Luke.
"Ma non capisci, se eliminiamo Vader avremo vinto! Se tu non lo puoi
fare lo faremo io e Chewie," ribatté Han.
In quel momento Darth Vader si girò verso di lui e disse, "No,
Corelliano. Sei tu che non capisci. Ora fai parte di un disegno infinitamente
più grande delle tue beghe da contrabbandiere. Oggi si compirà
il Fato della Galassia e se ne disegnerà il futuro! Voi siete qui
per un motivo preciso," poi si girò verso la Principessa.
"Anche tu Leia, Figlia Mia."
Leia era rimasta fino a quel momento attonita, troppo stupita dalla presenza
di Vader e dal comportamento di Luke, ma quelle parole la colsero come
un pugno dello stomaco.
"Non mi chiamare mai più così," sibilò
con rabbia Leia. "Io non sono tua figlia! Mio padre era Bail Organa,
che tu hai ucciso, quando hai distrutto il mio pianeta Alderaan."
"No Leia. Io sono tuo padre, come tua madre era Amidala di Naboo.
E' inutile rinnegare la verità," rispose Vader con un tono
profondo, che sottolineava la fatalità della cosa.
Leia non rispose, incapace di reagire, e tentò inutilmente di soffocare
un pianto di frustrazione ed impotenza.
"Basta," continuò Vader. "Guardie, prendete in consegna
le loro armi. Ed ora se volete seguirmi..." quattro Stormtrooper
entrarono e li scortarono nella sala attigua dove risiedeva il vero centro
di controllo.
"Luke," riuscì a dire Leia. "Cosa succede? Perché
ci stai facendo questo? Non siamo più tuoi amici?"
Luke guardò la sorella con gravità e rispose, "Proprio
perché siete miei amici vi ho portato qui. Tra poco Dantooine e
la ribellione verranno annientati. Io voglio che voi vi salviate."
"Cosa?" disse Leia in preda al panico. "Che cosa hai fatto
Luke?!"
"Ho scaricato tutti i codici dell'Alleanza che erano su R2 nel computer
centrale e li ho inviati alla flotta. La Morte Nera e altri 30 Star Destroyer
di Classe Victory si stanno avvicinando a Dantooine, senza nemmeno essere
visti: con i codici hanno by-passato il computer della base ribelle e
sono come invisibili. Tra poco la ribellione sarà solamente un
fastidioso ricordo!"
Un tangibile silenzio scese nella sala. Leia, Han e Chewie si guardarono
con crescente preoccupazione e stupore. Cosa era successo a Luke per portare
in lui un simile cambiamento, cosa gli aveva fatto Darth Vader? Han diede
voce alle loro domande.
"Ehi ragazzo, che cosa ti ha fatto questo buffone mascherato? Non
ti ricordi? Noi lo combattevamo l'Impero, avevamo degli ideali, sei tu
che mi ci hai trascinato dentro, ed ora tradiresti tutti i tuoi amici
per un padre che ha anche tentato di ucciderti? Non me la bevo. Cosa c'é
sotto?"
Luke osservò Han e gli altri con uno sguardo carico di superiorità
e sufficienza, conscio del fatto che loro non capivano la situazione nella
sua totalità.
"Vedi Han," disse poi Luke. "Quello che stiamo facendo
io e mio padre va al di là del misero conflitto tra Impero e Ribellione,
va al di là dell'amicizia, va al di là pure dell'Impero
stesso. Neanche l'Imperatore lo aveva capito: Palpatine cercava solo il
potere e credeva di averlo trovato nella dominazione e nel Lato Oscuro
della Forza, ma tutto ciò va al di là pure del Lato Oscuro
della Forza..." Si interruppe per un momento.
"Noi stiamo creando l'equilibrio! L'equilibrio nella Galassia. L'equilibrio
della Forza. Noi vogliamo portare la pace nella Galassia. Non ci saranno
più banditi come Jabba the Hutt, non ci sarà più
oppressione. Il mezzo più veloce per raggiungere questo equilibrio
é l'Impero con la sua struttura militare. Se la ribellione vincesse
occorrerebbe molto più tempo e non é sicuro che si raggiungerebbe
lo scopo, perciò la ribellione deve essere distrutta, non c'é
altra soluzione."
Leia guardò il fratello inorridita e spaventata. Non poteva essere
vero, non poteva pensare quelle cose, ma ormai era chiaro: Luke era totalmente
preda del Lato Oscuro.
"Luke, non ti rendi conto di quello che dici! Non puoi prescindere
dai singoli individui per la collettività, non puoi uccidere migliaia
di persone per perseguire questo tuo fantomatico 'equilibrio'. Quelle
persone che stai consegnando all'Impero sono tuoi amici e si fidano di
te, non li puoi tradire! Obi-Wan non ti ha insegnato questo! Lui non avrebbe
approvato!"
"Obi-Wan E' MORTO!" gridò con rabbia Luke. "Ecco
dove lo hanno portato i suoi ideali! Anche lui non aveva capito niente.
Era solo uno stupido che giocava con un potere che nemmeno capiva, ancora
perso nel patetico dualismo bene-male, Lato Chiaro-Lato Oscuro. L'equilibrio
é alla base di tutto, ma lui e Yoda sono morti senza nemmeno capire
il perché! Ma ora basta. Tenente," disse poi rivolto all'ufficiale
addetto alla console di comando. "Trasmetta gli ordini alla Morte
Nera e alla flotta, voglio che di Dantooine non rimanga che un cimitero
di asteroidi!"
"Sì, Lord Skywalker. Eseguo immediatamente," rispose
l'Imperiale.
In quel momento, Han e Chewie, consci dell'immediato pericolo, agirono
repentinamente: Han tirò fuori una granata a concussione, che teneva
nascosta addosso, e la lanciò contro tre degli Stormtrooper, mentre
Chewie colpiva e disarmava il quarto Imperiale. L'esplosione uccise i
tre soldati e scagliò a terra Luke e Leia, lasciandoli storditi.
Armatisi nuovamente, il Corelliano ed il Wookie si voltarono verso i due
ufficiali di controllo e fecero fuoco, lasciando sui loro corpi due fori
fumanti, poi si diressero verso la console di comando per tentare di fermare
l'attacco imperiale, o di avvertire i ribelli.
Proprio in quell'attimo, una nera figura sbucò dal fumo della battaglia,
preceduta da una scarlatta e ronzante lama laser: Vader!
Han pensava di averlo colpito con la granata, ma evidentemente l'Oscuro
Signore dei Sith aveva parato l'attacco, ed ora si apprestava a colpire.
"Ben fatto, Solo, ma é comunque tutto inutile, tu e il tuo
stupido amico peloso non potete fare nulla per fermare l'attacco e salvare
i vostri amici, ma non vi preoccupate, farò in modo che li raggiungiate
al più presto..." disse Vader avanzando verso i due ribelli.
"Questo lo dici tu mascherone. Scoprirai che io e Chewie riserviamo
più sorprese di quelle che ti aspetti," rispose il Corelliano.
"Vai Chewie!" I due si allargarono a ventaglio per prendere
in mezzo Darth Vader, e cominciarono a fare fuoco.
Vader, per nulla sorpreso dalla prevedibile mossa, spiccò un salto
all'indietro, e cominciò a parare i colpi di blaster con la sua
spada, stando attento ai colpi che i due gli sparavano contemporaneamente.
Lo scambio di colpi durò qualche secondo, fino a quando Vader non
deviò un colpo di Han, che prese Chewie in pieno petto:
"NOO! Chewie!" gridò Han e si diresse verso di lui. "Chewie,
coraggio, ce la faremo, la ferita non é così grave."
Il Wookie lo guardò con gli occhi vitrei, poi con un ultimo rantolo
morì.
Han abbracciò il Wookie per l'ultima volta, soffocando a stento
le lacrime: perché Chewie, perché non lui? Troppi amici
erano morti; il Falcon distrutto, e Lando con lui, Akbar e tutti gli altri,
adesso anche Chewie... prese il blaster del Wookie, si alzò e corse
verso Darth Vader sparando e gridando tutta la sua rabbia; Vader parò
alcuni colpi, mentre altri lo ferirono al braccio, ed infranse la corsa
di Han contro la punta della sua spada-laser.
Han fu colpito in pieno petto.
Lasciò cadere le armi e barcollò all'indietro fino alla
console di comando; vi si appoggiò e si accasciò al suolo,
volgendo lo sguardo verso il monitor: l'ultima cosa che vide fu il raggio
della Morte Nera che disintegrava Dantoine con tutti gli abitanti, poi
chiuse gli occhi ed espirò.
Leia si era appena
ripresa dall'esplosione della granata lanciata da Han, quando lo vide
cadere, trafitto dalla spada-laser di Vader, e morire ai piedi della console.
Un grido si formò ed esplose nella sua mente, ma nessun suono uscì
dalla sua bocca, mentre la rabbia e l'odio le salivano al cervello. La
Principessa si avvicinò a Luke, che giaceva a terra ancora stordito,
e sganciò la sua spada-laser dalla cintura; guardò l'arma
che al tempo della vecchia Repubblica era stata simbolo di giustizia e
l'accese: una lama verde sfrigolò nell'aria ionizzata, poi Leia
si diresse verso il padre.
Darth Vader si accorse
della presenza di Leia, perché il suo odio e la sua determinazione
creavano una forte risonanza nella Forza. Si voltò verso di lei,
con la spada sempre accesa.
"Figlia mia," disse. "Ho fatto ciò che era necessario;
morire era il loro destino, fa che non diventi anche il tuo. Fai come
tuo fratello e abbraccia il Lato Oscuro. Noi tre insieme porteremo la
pace e l'ordine nella Galassia."
Leia gli si avvicinò lentamente senza rispondere, e si fermò
a un metro da lui, lo guardò in volto.
"Te l'ho già detto... IO NON SONO TUA FIGLIA!" gridò,
e impugnata la spada con entrambe le mani, gli si avventò contro
menando fendenti.
Padre e figlia ingaggiarono un duello violentissimo e senza quartiere,
Vader si trovò nell'analoga situazione vissuta con Luke sulla Morte
Nera; anche Leia era preda del Lato Oscuro, ma in maniera diversa: non
era la rabbia a guidarla, ma la vendetta; era pienamente cosciente della
situazione e sapeva di "usare" il Lato Oscuro per i suoi scopi,
aveva cioé il controllo delle sue azioni, diversamente da come
era successo a Luke, e questo le dava grande potenza e vigore.
Combattendo si spostarono verso il centro della sala e qui Vader, in difficoltà
per le ferite ricevute, lanciò con la Forza degli oggetti contro
Leia per stordirla, ma lei, senza smettere di combattere, li respinse
e concentrò i suoi attacchi verso il braccio ferito del padre.
Dopo lunghi momenti riuscì ad infrangere la difesa di Vader, ferendolo
ad un fianco e facendogli volare via di mano la spada; Vader cadde a terra
ferito, e Leia gli fu subito addosso e si fermò davanti a lui puntandogli
contro la spada:
"Tu hai ucciso Han e tutti quelli che amavo. Ora io ucciderò
te!" disse, poi alzò la spada e calò un fendente contro
la testa di Vader... ma una lama rossa parò il colpo: Luke!
Lo Jedi si era ripreso e, avendo visto il padre battuto, aveva raccolto
la sua spada ed era corso in suo aiuto, giusto in tempo per salvarlo.
"Ferma Leia, é nostro padre," le disse.
"Forse il tuo, ma di certo non il mio," sibilò Leia in
risposta, e calò un altro fendente contro Vader, che Luke bloccò
nuovamente.
"Luke, levati di mezzo, o sarà peggio per te," replicò
Leia.
"Leia, unisciti a noi, non lasciare che ti distrugga," la pregò
Luke. Lei lo guardò con sorpresa e dopo un attimo lo attaccò
con tutte le sue forze.
Il duello tra fratello e sorella si fece sempre più accanito, con
Leia che attaccava e Luke che ne parava i colpi, fino ad una situazione
di stallo: Leia non riusciva a penetrare le difese di Luke, e presto avrebbe
cominciato a soccombere alla stanchezza, quindi guardò il corpo
di Han e prese la sua decisione. Con la Forza scagliò contro Luke
una parte del muro crollata dopo l'esplosione, e contemporaneamete si
avventò contro di lui. Troppo facile, pensò Luke, e respinti
i detriti del muro, si preparò a respingere l'attacco della sorella,
ma Leia fece una finta, si tuffò per terra passando oltre Luke,
poi si rialzò davanti a Vader e lo colpì al petto con la
spada, uccidendolo sul colpo.
"NOO!" gridò Luke e si avventò contro Leia con
tutta la rabbia che aveva. Leia si mise in posizione di difesa, e quando
Luke colpì con la spada, lei spense la sua ed aprì le braccia,
lasciandosi colpire in pieno dal fratello.
Il corpo della Principessa rovinò a terra ormai privo di vita,
lasciando Luke nella solitudine di quel luogo di morte. il ragazzo si
guardò intorno e vide il corpo del padre, quello della sorella,
quelli di Han e di Chewie. Erano morti tutti.
Era morto l'Imperatore, era morta tutta l'Alleanza ribelle. Amici, parenti,
tutti morti e li aveva uccisi lui...
Era rimasto da solo! A questo portava il Lato Oscuro: rabbia, odio, paura
e solitudine! Il peso delle sue azioni e il rimorso cominciarono ad esplodergli
in testa e un grido lacerante gli nacque in gola:
NOOOOOOO...
...la voce di Palpatine
lo scosse finalmente dalla sua visione, e si ritrovò ancora nella
sala dell'Imperatore con la spada accesa e puntata alla gola del padre.
"Bene! Il tuo odio ti ha fatto potente. Uccidilo! Adempi al tuo destino
e prendi il posto di tuo padre al mio fianco!" Le parole di Palpatine
risuonarono nuovamente, ma Luke ora sapeva bene cosa lo attendeva, quindi
spense la spada-laser e la gettò via.
"Mai! Non passerò
mai al Lato Oscuro!" rispose.
"Avete fallito, Altezza. Sono uno Jedi, come mio padre prima di me!"
e finalmente la calma tornò in lui, ridandogli tutto il vigore
del Lato Chiaro della Forza.
* - * - *
Il
racconto corre sul filo, lasciando il lettore con il fiato sospeso dall'inizio
alla fine. L'orrore e il raccapriccio per l'amante del bene, la soddisfazione
e l'esaltazione per il maligno. Chiunque può trovare qualcosa
di sé in queste righe. i personaggi principali sono ben delineati,
la dualità di Luke e di Vader, il solito carisma di Han Solo,
il battibecco vecchio di decine d'anni tra R2-D2 e C-3PO. Il racconto
è ben strutturato, e la tensione cresce fino all'esplosione finale,
che mette tutti d'accordo. Che si parteggi per la Ribellione o per l'Impero,
per i Jedi o per i Sith, non ha importanza. Alla fine la conclusione
sarà: Doveva finire così! Sinceri complimenti all'autore!
Consigliere Sky
GS.NET STAFF
Accademia delle Arti di Coruscant
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