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di Brea Aquanna
Avete mai cercato di immaginare come potesse essere il famigerato Beggar's Canyon?
Vi siete chiesti cosa stessero facendo 3PO e R2 - a quei tempi per noi erano ancora 3BO e C1 - mentre Luke e Ben si trovano all'interno della Cantina? Abbiamo visto il barista della Cantina dare un'occhiata ai droidi e ringhiare: "Non serviamo quei tipi qui!" Così i due drodi hanno girato sui tacchi e sono usciti dal locale - e C1 nascondeva ancora tutti i dati tecnici della Morte Nera - mentre spie, ladri, e soldati imperiali davano loro la caccia, e la gentaglia del porto spaziale li lanciava occhiate rapaci. Vi siete mai chiesti come la principessa Leia e i Ribelli siano entrati in possesso di quei dati? E cosa avesse spinto una principessa, di un pianeta pacifico come Alderaan, ad unirsi alla ribellione?
O come avesse fatto la principessa a resistere alla terribile tortura di Darth Veder?
Senza conoscere le tredici puntate dello sceneggiato radiofonico, "Star Wars: The National Pubblic Radio Dramatization", non si può dire di aver sentito l'intera storia... Questo è più o meno lo slogan che ha accompagnato la pubblicazione della sceneggiatura della ormai mitica serie radiofonica: Star Wars: The Radio Play, trasmessa negli Stati Uniti dalla National Pubblic Radio nel 1981.
A due anni dall'uscita nelle sale di Guerre Stellari, c'era spazio a sufficienza nella nostra galassia per ampliare la storia; e per riempire questo spazio, George Lucas concepì l'idea di uno sceneggiato radiofonico di tredici puntate, della durata di mezz'ora ciascuna. Insomma, dopo aver visto il film, aver letto il libro, c'era ancora una parte della storia da scoprire. Per scrivere la sceneggiatura venne scelto Brian Daley, noto per alcune serie televisive, autore, ad esempio, in compagnia di James Luceno (se non avete ancora sentito questo nome, date un'occhiata alla Biblioteca di Alderaan), dei telefilm di Robotech e Sentinel, questi ultimi in onda su Rai Due ogni domenica. Daley aveva mostrato di saper ben maneggiare il materiale della saga nella trilogia di romanzi dedicati a Han Solo (Han Solo at Star's End, Han Solo's Revenge, Han Solo and the Lost Legacy) da lui scritti in quello stesso periodo.
L'idea era quella di far rivivere le scene perdute della sceneggiatura del film, ovvero le scene che erano state tagliate dal montaggio finale, e di esplorare gli angoli della storia che suscitavano maggiore curiosità, come ad esempio la vita che Leia Organa aveva condotto su Alderaan, e i suoi primi contatti con Alleanza Ribelle; oppure la vita e le avventure di Luke e dei suoi amici della stazione Toschi. Lo sceneggiato radiofonico offriva la possibilità di dare una sbirciatina a quegli eventi di contorno che erano rimasti fuori dalla storia raccontata nel film.
Come lo stesso Daley fa notare nell'introduzione alla sceneggiatura originale, pubblicata dalla Del Rey Book nel 1994, ci sono solo ventisette minuti di dialoghi in una pellicola che dura un ora e cinquanta minuti in tutto; lo sceneggiato ha avuto a disposizione ben più di sei ore (di soli dialoghi, ovviamente) per ampliare le scene già note e per aggiungerne altre nuove di zecca. Se ricordate cosa hanno detto i personaggi in quella mezz'oretta di dialoghi dispersa lungo due ore di film, provate a immaginare cosa possono aver detto in sei ore e mezza.
Alcune scene ci sono oggi già familiari, ad esempio abbiamo visto dialogare Han Solo con un Jabba rifatto al computer per l' Edizione Speciale di Guerre Stellari uscita al cinema nel '97, ma quelle scene erano ancora inedite nel '79.
Lo sceneggiato ebbe un particolare significato per George Lucas. Quando il marchio di Guerre Stellari era l'equivalente del conio della zecca di stato, e vari network erano interessati ad ottenere la licenza per mandarlo in onda, Lucas cedette i diritti di trasmissione per UN DOLLARO, al KUSC-FM della University of Southern California -l'università dove Lucas aveva studiato- affiliata della Radio Pubblica. Si trattò in effetti di un puro atto di beneficenza (che aveva per George anche un certo valore sentimentale), ma lui voleva che la trasmissione fosse qualcosa senza precedenti, come il film era stato qualcosa senza precedenti.
Sin dall'inizio l'idea della serie causò una certa agitazione sul set di L'Impero Colpisce Ancora, agli Elstree Studios in Inghilterra. Mark Hamill e Harrison Ford espressero subito la preoccupazione che i personaggi, a cui avevano dato vita nel film, potessero essere interpretati da altri attori. "Voglio recitare io la mia parte alla radio", disse Mark al produttore Gary Kurtz. Intendeva farlo solo per il piacere di farlo, "Non voglio che qualcun altro reciti il ruolo di Luke", disse.
Brian Daley scrisse tutti gli episodi in un appartamento di North Hollywood tra il dicembre del '79 e il marzo dell'80, voleva tornare in tempo a New York per la tradizionale parata di San Patrizio. Di quando in quando si recava alla Egg Company, il nome fittizio che copriva gli uffici della Lucasfilm, in un palazzo di mattoni rossi difronte agli studi della Universal, per consegnare una nuova puntata o per discutere sul copione della precedente.
Insieme con Carol Titlemans, il vice-presisdente della Lucasfilm, che supervisionava il progetto, avevano deciso di ridurre la presenza del narratore solo alla parte introduttiva e conclusiva di ciascuno episodio, una scelta che rese la recitazione particolarmente vibrante.
I produttori e lo sceneggiatore dovettero risolvere anche il problema delle voci di sottofondo, quegli stralci di conversazioni che si sentono di solito dietro i dialoghi dei personaggi principali, in scene ambientate in luoghi affollati. In genere queste conversazioni vengono improvvisate dagli attori, ma sarebbe stato poco saggio fare lo stesso in questo caso. L'universo di Guerre Stellari ha le sue regole. Poniamo che un attore un po' sprovveduto se ne fosse uscito con una frase del tipo: "Okay, chi ha parcheggiato la Morte Nera nel mio posto di sosta?" …Venne deciso, quindi, che era opportuno provvedere a scrivere anche questi brandelli di conversazione, per evitare l'imbarazzo di qualche clamorosa gaffe.
Verso la fine di giugno iniziarono le sessioni di registrazione all' Westlake Audio, uno studio di Los Angels usato soprattutto dalle rockstars. Daley apportò modifiche alla sceneggiatura persino mentre era sul volo diretto a Los Angeles, il lavoro era frenetico. C'era bisogno di riscrivere alcune cose. Era necessario aggiungere brevi frasi per tenere l'attore in scena, cosa che non è necessaria in televisione o al cinema, perché le azioni vengono chiaramente mostrate.
Il regista, John Madden - un giovane inglese che aveva già lavorato per il National Theatre a Londra e per la BBC - si rivelò una sorpresa, e non fù necessario introdurlo all'universo di Star Wars. Non solo Madden sapeva tutto su Star Wars, ma si assicurò che anche i suoi attori fossero altrettanto informati. In questo modo le registrazioni progredirono velocemente, più di una puntata al giorno.
Mark Hamill dimostrò un instancabile energia e dedizione al suo ruolo. Rispetto al film il ritmo di lavoro era serrato. Durante le riprese di Guerre Stellari aveva dovuto recitare l'equivalente di una pagina di dialoghi al giorno. Lo sceneggiato richiedeva molto di più. Mark Hamil lavorò sodo in quei giorni, se è già difficile dare vita a un carattere, mentre si è in costume davanti a una cinepresa, ci vuole sicuramente qualcosa di più per trasmettere l'idea della scena, dell'ambientazione, della mimica e tutto il resto con la sola voce. Ma era chiaro che Mark si stava divertendo tremendamente.
Mark Hamill e Anthony Daniles (C-3PO) furono gli unici due attori a recitare sia nel film che nello sceneggiato. Perry King interpretò la parte di Han Solo. Perry era un attore che aveva recitato soprattutto in televisione, forse quelli meno giovani se lo ricordano nella serie Riptide, che si è vista anche da noi negli anni ottanta (oggi potete vederlo nella serie Jake e Jason detectives, in onda su Rai 2 tutti i giorni alle 15.00); Harrison Ford non poté partecipare alla lavorazione dello sceneggiato perché impegnato altrove, sembra che stesse dando vita a un nuovo personaggio, un certo Indiana Jones… Ann Sachs interpretò la Principessa Leia al posto di Carrie Fisher. Neanche James Earl Jones prese parte allo sceneggiato, e il ruolo di Darth Vader fu dato a Brock Peters, interprete di diversi film di Star Trek. Bernard Behrens, un attore di teatro canadese, interpretò il ruolo che era stato di Alec Guinness, il Generale Obi Wan Kenobi.
L'atmosfera allo studio era informale, grazie anche al fatto che non c'era necessità ne di trucco ne di costumi. Brian Daley racconta che un pomeriggio, ritornando allo studio dopo pranzo, trovò Perry, Ann e Mark stradiati tranquillamente su un tappeto che provavano la parte. Avevano un'aria molto rilassata e sembrava che si stessero divertendo.
La post-produzione fu molto più difficile, solo per montare la musica sulla sequenza della battaglia finale, ad esempio, ci vollero tre giorni interi di lavoro.
La sfida finale sarebbe stata però la messa in onda. Guerre Stellari, diventato famoso per i suoi effetti speciali, completamente privato del supporto dell'immagine. Che effetto avrebbe fatto sul pubblico?
Il risultato fu che Star wars: the National Pubblic Radio Dramatization, quando venne trasmesso nel 1981, divenne (avreste avuto dubbi?) la serie più popolare della National Pubblic Radio. E ciò a riprova del fatto che la storia possedeva in sé tutti gli ingredienti giusti per funzionare, a prescindere dall' impatto visivo della pellicola.
Oggi è ancora possibile ascoltarla in cd e in cassette, nella versione integrale, sei ore di registrazione accompagnate dalla musica originale di John Williams. Unico neo, esiste solo nella versione in lingua originale. Per chi vuole mettere alla prova il proprio inglese.
La sceneggiatura completa di Brian Daley è edita dalla Del Rey Books. Cd, cassette e libro sono tutti facilmente acquistabili sul sito della Amazon.
Intanto, eccovi un piccolo assaggio di quello che potreste sentire o leggere, si tratta di una breve scena che mostra certi dettagli della vita su Tattoine...
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NARRATORE: Sul pianeta desertico di Tattoine, come sugli altri innumerevoli mondi, la vita va avanti, sebbene grandi eventi si apprestino a dar forma al futuro della galassia. Qui, tra le sabbie sconfinate e i mari di dune, le terre sterili, desolate e ostili, gli esseri umani lottano e tengono duro. E qui, pure, uomini e donne ridono e piango, sperano… e sognano.
Musica: una marcia militare.
LA VOCE DI UN NASTRO REGISTRATO: … perciò non limitarti a sognare iscriviti all'accademia, trasforma il sogno in realtà! Puoi fare carriera nello spazio: Esplorazione, Flotta Stellare, o Servizio Mercantile. Scegli tra navigazione, ingegneria, medicina spaziale, contatti/relazioni, e altro ancora! Se hai le qualità giuste per affrontare l'universo e il voto richiesto agli esami standard, trasmetti la tua domanda all'Ufficio Selezione, c/o il Comandante, Accademia Spaziale Imperiale, il tuo settore, e entra a far parte delle schiere dei prodi!
Musica: la marcia in crescendo.
Windy: Skywalker! Ehi Luke Skywalker!
Suono: Il nastro è spento con uno scatto brusco.
Luke: (un po' colpevole) Sono qui nella tech-dome, Windy.
Windy: (avvicinandosi) Ehi, Skywalker, muoviti! Stanno andando tutti al Beggar's Canyon. Il mio hopper ha delle noie, perciò devo venire con te. Ehi, che stai facendo alla consolle?
Luke: Niente, niente. Come sei venuto?
Windy: I miei sono venuti a trovare i tuoi zii. Che significa "niente"? Fammi vedere il nastro.
Suono: si azzuffano per il nastro.
Luke: Piantala, Windy.
Suono: smettono di azzuffarsi, entrambe respirano affannosamente.
Windy: (con tono trionfale) Aha! "Pacchetto informativo per l'iscrizione, Accademia Spaziale Imperiale."
Luke: La fai finita, Windy?
Windy: Stai ancora sognando le stelle, eh, Luke? Sembra che questo nastro sia stato ascoltato qualche centinaio di volte.
Luke: Ridammelo, Windy.
Windy: Quando crescerai, Luke? Sei un contadino, come me.
Luke: (tremendamente serio) Dammelo, Windy. O lo prendo io.
Windy: Oh, ecco, ecco! Pendilo! Perché ti scaldi tanto? Prendi il tuo skyhopper e andiamo.
(Uscendo) Apro la cupola.
Suono: viene girato un interruttore, dei pesanti rulli si mettono a ruotare.
Luke: (calmandosi) Perché sono venuti i tuoi?
Windy: (sopraggiungendo) Per parlare del raccolto, lamentarsi del prezzo del grano- che importanza ha? Credo che sia una visita di cortesia, sai com'è.
Suono: lo sportello dello skyhopper si apre.
Luke: Sali su, Windy; stiamo perdendo tempo.
Suono: viene aperto l'altro sportello dell'hopper, e si richiudono entrambe. Il motore ad alta prestazione del veicolo prende vita.
Windy: (al di sopra del motore) Suona bene.
Luke: (sopra il motore) Ho aggiustato la sequenza di induzione per dargli una spinta extra. Reggiti al sedile!
Suono: lo scoppio dell'induzione dell'hopper. Luke e Windy accompagnano con un grido il loro decollo. Nel vento di Tattoine, musica, e un gruppetto di giovani di Anchorhead che fanno baldoria.
Deak: Ehi, Fixer! Fixer! Ecco che arriva l'hopper di Skywalker.
Fixer: Allora? Non annoiarmi con quella nullità. Dov'è il succo? Ho sete.
Cammie: Ecco, prendilo!
(ridono)
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IMMAGINI
La stazione Toshi
Cammie e Fixer
Luke e Biggs
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