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di
Andrea Bonazzi
anader_ibn_azoz@hotmail.com

Il
più diffuso caccia-bombardiere stellare dell'Alleanza nella prime
fasi della ribellione. Il più versatile per possibilità
d'impiego, ed anche il modello che ha subito più perdite nell'intero
corso del conflitto proprio a causa del suo massiccio utilizzo come caccia
polivalente.
Benché
gli Ala-Y non siano più veloci né più manovrabili
o meglio armati di altri caccia stellari, restano potenti mezzi di combattimento
in grado di infliggere gravi danni come altresì di sostenerne,
e con il non indifferente vantaggio di una notevole semplicità
di manutenzione e riparazione anche in sfavorevoli condizioni, il che
ha permesso anche ai più sperduti avamposti ribelli un pieno mantenimento
in efficienza dei propri mezzi.
Sono due le versioni standard di Ala-Y prodotto
dalla Koensayr in dotazione all'Alleanza Ribelle, il monoposto BTL-A4
e il biposto BTL-S3, dotati entrambi del medesimo equipaggiamento. Una
versione dell'A4, denominata "Longprobe", è adattata
ai compiti di ricognizione con una più ampia autonomia ed un computer
di navigazione potenziato.
Lungo
16 metri, l'Ala-Y ha un'autonomia di sette giorni standard, raggiunge
la velocità atmosferica di 1000 Km/h, e ha una capacità
di carico di 110 kg.

I
due potenti cannoni laser Taim & Bak IX4, montati sul muso in direzione
di volo, sono alimentati dal generatore Novaldex ubicato nella parte posteriore
del caccia, e collegati tramite condotti schermati che scorrono sul lato
inferiore della fusoliera. Due sono i lanciasiluri protonici Arakyd in
dotazione, posti sui i lati della sezione di comando. Sotto l'abitacolo
è situato il vano di carico sostituibile, con una capacità
di otto siluri utilizzabili in fuoco rapido da entrambi i tubi di lancio.
Una torretta girevole alle spalle della cabina di pilotaggio ospita un
cannone ionico leggero binato ArMek SW-4, controllato nella versione monoposto
da un computer di mira dedicato. Il sistema si è rivelato tuttavia
di scarsa efficienza, e il cannone viene puntato per praticità
verso un arco di tiro fisso prescelto dal pilota, generalmente quello
anteriore. Nel BTL-S3 è invece L'artigliere di poppa a controllare
il pezzo, che ruota per 360 gradi in arco orizzontale e per 60 in elevazione.
L'ampiezza di tiro consente, attraverso semplice manovra di avvitamento,
di coprire rapidamente ogni angolo d'attacco.

Un droide astromeccanico è alloggiato nella
parte centrale superiore della fusoliera. L'unità impiegata, solitamente
una C1 o una più vecchia C4, si collega direttamente ai circuiti
centrali del caccia controllando i sistemi di volo, potenza e motore.
Regolando e gestendo i controlli di stato il droide consente all'equipaggio
di concentrarsi sugli scopi e le necessità della missione, potendo
inoltre direttamente intervenire per deviare e ripristinare controlli,
o per effettuare piccole riparazioni in volo attraverso i servomeccanismi
a distanza.
Come
per la maggior parte dei caccia stellari dell'Alleanza, pur essendo dotato
di un motore iperspaziale con motivatore d'iperguida Koensayr R300-H,
l'Ala-Y non dispone di un computer autonomo per l'astronavigazione, troppo
ingombrante per essere montato in dotazione, avvalendosi in tal senso
dei dati di rotta memorizzati ed elaborati dallo stesso droide astromeccanico.
La
propulsione spaziale è fornita dai due grandi motori Koensayr Ion
Jet R2000, montati alle estremità degli alettoni di supporto. Quattro
lunghi piloni, dietro ognuno dei motori, sostegno la parabola del timone
nel percorso di scarico. Le parabole hanno anche funzione di dispersori
di energia, schermando le emissioni di calore per ridurre le possibilità
di intercettazione da parte dei sensori nemici. I timoni agiscono come
deflettori direzionali per orientare il getto propulsivo, ciò nonostante
l'agilità degli Ala-Y non brilla affatto rispetto a quella degli
altri caccia spaziali. In caso di emergenza i timoni consentono un'inversione
brusca e radicale della spinta dei motori: l'operazione distrugge tuttavia
sia gli stessi timoni parabolici che i loro piloni di sostegno.

Gli scudi deflettori traggono diretta alimentazione
dai motori, vengono proiettati da generatori montati lungo i due alettoni
di sostegno e possono essere angolati dall'equipaggio a coprire i necessari
archi di tiro.
L'apparato dei sensori Fabritech ANs-5d è
situato dietro cupole protettive poste davanti a ognuno dei propulsori.
Le vibrazioni dei motori disturbano generalmente le antenne dei sensori
passivi compromettendone spesso la piena efficacia: uno dei più
rilevanti inconvenienti di questo caccia. I sensori attivi in fase di
ricerca non restano tuttavia affetti dal disturbo.
Il tettuccio in acciaio trasparente garantisce un'ottima
visibilità orizzontale dall'abitacolo, a netto scapito della visuale
verticale che viene a volte integrata da telecamere. I sedili dell'equipaggio
sono eiettabili, e sincronizzati nel modello biposto.
Un
sistema di tre repulsori, attivi con il carrello di atterraggio abbassato,
rendono l'Ala-Y particolarmente maneggevole negli spazi ristretti degli
hangar o di attracchi interni. I comandi del sistema a repulsione sono
situati presso il bordo sinistro del tettuccio, e replicati sotto il muso
del caccia per consentire direttamente al personale tecnico un agevole
spostamento del mezzo.
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