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(L'eroe tragico)
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Anakin
La trattazione su Anakin Skywalker, vero protagonista dell'esalogia di Star Wars (esalogia che si potrebbe chiamare a buon diritto Anakineide), è destinata a restare sommaria fintantoché non verranno prodotti gli ultimi due episodi, il II e il III.
Devo quindi limitarmi a un breve schema basato su ciò che presumibilmente verrà portato in scena da George Lucas nel prosieguo della storia di Anakin, della quale conosciamo ormai la fine, l'inizio ma non la svolta cruciale, quella della perdizione. Mi riprometto di ampliare questo schema a mano a mano che sarà possibile sostituire ai dati generici i fatti mostrati nelle incarnazioni cinematografiche dei prossimi capitoli della saga.
I tratti dell'eroe fanciullo e di quello tragico si sovrappongono molto bene in Anakin. Egli è davvero prototipo del týrannos nel modo in cui lo è l'Edipo del mito o i tiranni storici (penso a Periandro di Corinto), anche se gli manca un'esperienza importante che abbiamo visto in Luke, la peripezia. Ciononostante l'intera vita di Anakin, che non a caso conosciamo in tre fasi, da bambino, da ragazzo e da adulto (a differenza di Luke, che vediamo solo da ragazzo) ripercorre le tappe degli antichi eroi, tirannici o meno.
In Anakin si ritrovano, combinati tra loro con grande (e involontaria?) efficacia, da una parte i tratti dell'eroe/semidio fanciullo (e del dio fanciullo) e dall'altra quelli del týrannos tragico.
| nascita prodigiosa |
concezione virginale di Anakin da parte di Shmi (né "immacolata concezione", né parto virginale) |
| natura sovrumana |
Anakin è il Prescelto, Figlio della Forza, concepito per mezzo dei midichlorian |
| imperfezioni fisiche |
(possiamo parlare di "anomalia" fisica, l'enorme quantità di midichlorian nelle cellule, ma si tratta di una qualità positiva) |
| iperintelligenza |
il piccolo Anakin ha un talento innato per la meccanica, è molto più sveglio e arguto dei suoi coetanei |
| capacità semi-divine |
Anakin possiede una percezione della Forza unica, un istinto senza eguali che gli permette anche di correre sui pod |
| "orfano" abbandonato in un luogo remoto, talvolta con la madre; familiarizza e comunica con creature e animali |
Anakin vive sul remoto Tatooine con la madre Shmi, "orfano" di un padre che non esiste affatto; e poi "orfano" anche quando lascerà la madre; vive in mezzo a esseri di ogni tipo, con cui ha familiarità e la cui lingua sa parlare |
| suo stato di inferiorità / superiorità da bambino ("l'inizio insignificante") |
Anakin è uno schiavo, ma ha facoltà semi-divine e un destino grandioso che lo attende |
| imprese da fanciullo |
Le corse a Tatooine e le imprese in orbita nella battaglia di Naboo |
| superamento di alcune prove, donde il successo, le nozze con una regina, e il potere |
Una prima prova è la corsa che gli fa guadagnare la libertà. Anni dopo, le imprese nelle Guerre dei Cloni e le conseguenti nozze con la regina Amidala, che gli danno anche accesso a un potere indiretto |
| nozze memorabili |
Nozze con la regina Amidala, che sposa come eroe di guerra ottenendo una parte di regalità in qualità di principe consorte |
| anormalità sessuale |
Sposa una donna più vecchia di lui e diventa "paredro" accanto alla "potnia" (1) |
| ipersessualità |
n.p. |
| successo che implica fatalmente la rovina e la caduta |
La gloria porterà Anakin alla superbia e al Lato Oscuro, quindi alla rovina con la dannazione |
| follia ("accecamento") |
Anakin prigioniero del Lato Oscuro e accecato diventa un altro sé, Darth Vader |
| illegalità |
Anakin/Vader non diverrà tiranno in prima persona, ma aiuterà l'ascesa di un tiranno |
| trasgressione di ogni limite e misura (crimini orrendi) |
Arriva al punto di cacciare e sterminare i suoi compagni Jedi |
| violenza sanguinaria |
Compierà crimini e violenze per lungo tempo |
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Elemento originale di SW, tragico ed etico, è la redenzione consapevole e attiva, una ricchezza che manca ai miti più celebrati; inoltre, essa è intrecciata col sacrificio per il figlio |
| enfatizzazione della morte (morte memorabile, a contatto col soprannaturale) |
Anakin/Vader muore purificato dal sacrificio dopo aver ucciso l'Imperatore, a contatto diretto con le forze del male che nel tiranno albergavano |
| riabilitazione totale, culto civico |
La fama di Anakin è riabilitata (evita la damnatio memoriae): l'eroe è tornato, il Prescelto ha portato equilibrio; ha compiuto la sua parabola di eroe grande nel bene e nel male |
Qualche differenza rispetto agli schemi archetipici c'è, ma si tratta di inezie.
Mi riesce difficile credere che Lucas non abbia ripercorso quegli schemi appositamente, almeno in parte.
Una prima differenza è riscontrabile nei tratti tirannici che Edipo ha già prima di compiere le sue imprese e salire al potere, mentre la prima fase del giovane Anakin è all'insegna del bene. Il piccolo Skywalker è un essere luminoso e positivo, senza ombre: non è segnato dal male, che invece sceglierà deliberatamente più tardi. Questo Anakin tragico si discosta da Edipo, e da altri tiranni sospesi tra storia e mito, per la presenza di una coloritura etica nel tema della perdizione e nella redenzione, tappe interiori pensate in termini moderni e quasi cristiani. Anakin sceglie il male, Edipo agisce solo in preda al thymós. SW è un racconto più moderno e più etico, persino in una figura come quella di Anakin che ripercorre quasi in ogni dettaglio lo schema del týrannos: bene e male non sono più quelli della tragedia ma quelli della favola, quelli dell'epica cristiana; il libero arbitrio è un concetto estraneo al poeta di Colono e questo la dice lunga sull'impossibilità di ricreare lo spirito originale della tragedia sofoclea. La tragedia greca, nata in un certo contesto storico, è finita e non si potrà mai più far rivivere (né questa era l'intenzione di Lucas, sia chiaro!). La pietà e la paura suscitate dalle vicende di SW sono di natura diversa dallo sgomento profondo tipico della cupa e fatalistica tragicità sofoclea. In SW c'è una luce più grande, ci sono la Forza e il libero arbitrio, c'è il santo Luke: la redenzione di Anakin, dunque, sarà consapevole e nobile, allontanandolo da Edipo ma anche dal Wotan della Tetralogia wagneriana.
È senza timore che affermo che la grandezza di Sofocle può essere superata facilmente, in particolare da un mito complesso e affascinante come l'Anakineide di Lucas.
Per concludere
Un'obiezione alle analisi che conduciamo in questa sezione può essere la seguente: qui si fanno dire a Lucas cose che egli probabilmente non si è mai sognato, né ha mai inteso significare.
Può darsi; e se anche fosse non avrebbe alcuna importanza.
Ci sono nell'opera potenzialità che per l'autore possono essere ovvie, altre che sono valenze inconsapevoli conferite all'opera stessa sulla base di una tradizione culturale antica, fatta di modelli anch'essi usati inconsapevolmente; una tradizione in cui l'autore è inserito. Questa gamma di possibili influssi si amplia tanto più nel caso che, come Lucas, si abbia avuto una certa frequentazione con altre culture, in particolare quelle orientali.
Se presento queste righe su "Anakin come Edipo" e "Luke come Edipo" è fin troppo facile obiettare che l'eroe sofocleo (e più in generale del mito greco) si spinge più in là di Luke, arrivando davvero al parricidio e all'incesto, e che presenta quindi delle differenze sostanziali; il problema è piuttosto da porsi in positivo, se cioè la figura di Luke (e ancor più quella di Anakin) porti in sé tracce più o meno inconsapevoli —davvero non conta— e circostanziate di questo tipo di eroe tragico; e soprattutto se esse siano tali da improntarne le vicende nel loro complesso, anche se a livello superficiale esse risultano obliterate e quindi magari contraddette da altre caratteristiche. Ciò che conta è se simili tracce siano presenti o no e —lo abbiamo visto— la risposta indubbiamente è sì.
Non bisogna dimenticare, comunque, che, nel caso di Luke, questi influssi del teatro tragico costituiscono solo uno degli aspetti della figura del Jedi. La polisemia della fabula è possibile e più che legittima, in quanto l'opera risulta stratificata anche inconsapevolmente, e tanto basta a consentire diverse letture in valenze simultanee. Così anche per Anakin, benché questi si incastoni quasi alla perfezione nel tipo dell'eroe tiranno: la sua figura conserva nonostante tutto un ampio margine di originalità.
Come ampiamente dimostrato dagli studi presenti nell'Athenaeum, l'impronta tragica di stampo ateniese non esaurisce certo il repertorio culturale di Star Wars: ecco allora che c'è posto per gli altri aspetti dell'epopea; è lecito, cioè, che l'epopea sia contemporaneamente anche avventura, favola, commedia; e infine parabola spirituale, dunque giudicabile eticamente. Tutti questi aspetti e queste letture coesistono, senza contraddirsi, ma anzi rafforzandosi tra loro.
Inoltre i numerosi livelli di lettura della saga si susseguono espandendosi concentricamente a mano a mano che dall'episodio IV si passa a considerare gli altri. Preso in sé il primo è una favola naif, in cui tutto sembra facile, il mondo sembra governato da semplici leggi che squadrano i buoni e i malvagi: l'abito di Luke è bianco, segno dell'innocenza, e più in generale bianchi sono tutti i buoni, scuri tutti i malvagi. Considerato insieme agli episodi V e VI diventa già un'epopea (in Empire l'abito grigio dell'incertezza, in Jedi quello nero: il male ormai è conosciuto, sfiorato, ma rifiutato). Guardando l'insieme, alla luce dei Prequel I II III, abbiamo un'epopea più vasta e una vera saga familiare, la storia di Anakin Skywalker: la caduta prima e la redenzione poi. Di capitolo in capitolo si raffina e si approfondisce la visione dei fatti, e cambia il nostro modo di valutare le medesime cose. Non è una sequenza di film serializzati: è un'epopea come nessun altro aveva ancora fatto.
Si provi ad abbracciare i film di Star Trek con quest'ottica, si provi a farlo coi troppo celebrati telefilm: il risultato è questo? No, è quello di una serie. Un'ottima serie, ma una serie. Le sue componenti non mutano significato se viste alla luce delle altre parti della storia, se non occasionalmente. Il preteso primato di Star Trek —oltre a inserirsi in un confronto già di per sé assurdo per motivi di "genere letterario"— appare ridicolo dinanzi alla grandezza senza tempo della struttura e del contenuto dell'epopea lucasiana.
La saga di Star Wars, come spieghiamo in altra sede, è un esempio di sovrapposizione e intersezione di una pluralità di miti, o semplici mitologemi, e di sviluppi etici che proprio nella loro compresenza assumono nuove sfumature. Non è la semplice riscrittura di questo o quel mito, ma una rielaborazione complessa di una molteplicità di miti, quasi la rapsodia del patrimonio mitico umano. Vi si trova di tutto, a patto di sapere cosa e come cercare, a patto di non credere di stare assistendo solo a del semplice intrattenimento per le masse.
 Se qualcuno fosse scettico su certe interpretazioni aristoteliche basta che guardi cosa c'è nella biblioteca di Lucas...
Note:
(1) Potnia ("signora", nel senso di "potente", radice *pot) è il termine con cui si indica la figura regale femminile delle società matriarcali pre-indoeuropee mediterranee, simbolo terreno della Dea Madre o Terra Madre, la Potnia per eccellenza; pàredro (letteralmente: "che siede accanto", pará + radice *sed) indica invece lo sposo che funge da principe consorte subordinato alla potnia.
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